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WD_BLACK D10 Game Drive for Xbox | Recensione

Nelle due ultime generazioni di console, uno dei problemi principali contro cui tutti i giocatori hanno sbattuto più volte il proprio muso è stato senza dubbio lo storage. Con titoli il cui peso supera senza troppe remore le decine e decine di giga e con servizi spettacolari come quello di Xbox Game Pass, che ogni mese costringe milioni di utenti a matematiche manovre di pulizia per far posto a titoli più o meno recenti che meritano comunque di essere provati, trovarsi costretti a far salti mortali per recuperare lo spazio necessario ad installazioni e annessi aggiornamenti è diventata più una consuetudine che un rischio. Fortunatamente, in casa Western Digital c’è qualcuno che non solo fa le cose per bene, ma che – con una soluzione elegante e allo stesso tempo funzionale – riesce in buona parte a risolvere parte del citato problema. È questo il caso del WD_BLACK D10, piccolo gioiellino d’archiviazione che, nella variante espressamente pensata al cosmo Microsoft, mette a disposizione qualcosa come 12 Terabyte di spazio aggiuntivo, rigorosamente con supporto USB 3.2 Gen1 e con una velocità che raggiunge il significativo tetto dei 250MB/sec. Numeriche che, ai tradizionali hard disk esterni, fanno davvero girare la testa.

WD_BLACK D10

D10 e la Next Gen

Prima di addentrarci nella disamina tecnica di questo gioiellino di casa Western Digital, è il caso di fare un appunto sul suo funzionamento nel contesto dell’utenza Series X – che, come prevedibile, si contestualizza nella possibilità di utilizzo come periferica di sola archiviazione per contenuti multimediali o, al contrario, come storage/archivio per titoli Xbox. Come dichiarato da Microsoft, tuttavia, i titoli next-gen della neo-ammiraglia di Redmond potranno essere giocati esclusivamente se installati nell’SSD della console o nell’apposita scheda di espansione. Questo esclude quindi sin da subito l’eventuale dubbio, più che lecito, sulla possibilità di giocare i nuovi titoli “Series S/X” direttamente dal D10: di contro, però, sarà possibile archiviarne un numero significativo, visti i 12 tera a disposizione, in tempi così rapidi da far accapponare la pelle. Quando si vorrà tornare a giocare ad uno dei titoli in archivio, basterà fare la copia “nell’altro senso” – dal D10 all’archiviazione di Series X, ancora una volta in tempi fulminei – e riprendere il playthrough da dove abbandonato. Discorso completamente diverso per i titoli Xbox One: questi non solo potranno essere archiviati liberamente, ma potranno essere lanciati direttamente dallo storage del D10, con benefici (in termini di tempi di caricamento) avanti anni luce non solo rispetto alle possibilità di un hard disk esterno tradizionale, ma persino migliori di quelli rilevati avviando lo stesso titolo su Xbox One/One X. Considerando la mole di materiale previous gen che il GamePass di Xbox sforna ogni mese, il solo fatto di liberarsi l’SSD di Series X da questa incombenza, per dedicarlo interamente ai titoli “nuovi”, vale abbondantemente il prezzo del biglietto.

Nota a margine: la versione Xbox del WD_BLACK D10, come dicevamo in apertura, risulta compatibile con il solo universo Microsoft – a differenza della versione standard del D10, da 8 Terabyte, utilizzabile anche su PlayStation. La motivazione è il mancato supporto del file system delle console Sony per drive con capacità superiori agli 8 Terabyte. Propendere per 4 Terabyte in più piuttosto che per una compatibilità console su scala quasi globale spetta giustamente al giocatore: di fatto, per rendere chiara questa distinzione, il D10 che abbiamo ricevuto per questa recensione reca impresso un bel marchio Xbox, oltre che un voucher per un abbonamento trimestrale ai già citati servizi di GamePass.

WD_BLACK D10

Contenuto e qualità…

Sul versante qualitativo, non serve nemmeno spendere troppe lodi sulle doti di questo D10. Il drive appare robusto, con uno stile estremamente azzeccato e una solidità delle componenti metalliche in perfetta tradizione Western Digital. Stile, ma anche praticità, vista la presenza di due porte USB 3.2 posteriori alimentate a 7.5W, ideali per ricaricare tablet, cellulari – o, perché no, anche i pad della console. All’interno della confezione, opportunamente brandizzata a tema Xbox, troviamo (ovviamente) il D10 for Xbox, un cavo USB 3.0 Type-A – Micro-B sufficientemente lungo e di pregiata fattura, l’immancabile adattatore CA con annesso connettore, lo stand per il posizionamento verticale e, dulcis in fundo, la guida di installazione rapida. Installazione che, almeno per i possessori PC, è rapida per davvero: il drive è già formattato in NTFS, e tutti i suoi 12 tera vengono riconosciuti senza colpo ferire da Windows 10. Discorso leggermente diverso nel caso di utilizzo su Xbox One/Series X, laddove la presenza di un file system differente richiede la formattazione del drive una volta collegato alla console – qualcosa che, a farla grande, non porterà via più di 15 secondi. L’unico limite è il vincolo “forzato” alla piattaforma di utilizzo corrente: non potendo essere utilizzato simultaneamente su PC o Xbox, una nuova formattazione sarà richiesta ogniqualvolta si “sposti” il D10 da console a PC.

Altra cosa da non sottovalutare, parlando del D10, è il suo peso – che sfiora tranquillamente il chilo. Se già la versione “standard” non brilla certo per leggerezza, quella riservata a Xbox, con i suoi 4Tera extra, va ad aggiungere ulteriori piatti di memorizzazione sulla bilancia. Il rischio di vibrazioni indesiderate è assolutamente nullo, considerando la precisione assoluta delle meccaniche di casa WD, ma per dormire sogni tranquilli è ideale collocare il D10 in un posto “tranquillo” e lontano da urti accidentali – soprattutto qualora decideste di posizionarlo verticalmente, sfruttando l’apposito stand bellissimo da vedere ma, tutto sommato, incapace di trasmettere un adeguato senso di stabilità. Meglio, se possibile, optare per il posizionamento orizzontale del tutto, sfruttando gli appositi gommini antiscivolo.

Numeri e prestazioni…

Come dicevamo in apertura, il biglietto da visita del WD_BLACK D10 è impressionante: dalla combinazione dei 250MB/sec e dei 7200RPM, del resto, è più che lecito aspettarsi dei risultati ben al di sopra della media. E, una volta collegato il drive al PC, basta scaricare un qualsiasi tool di drive-benchmark per accorgersi di come le prestazioni del D10 mantengano appieno la parola data. Ci è bastato copiare all’interno del drive WD un paio di grossi file (per evitare di incappare nell’aumento del seek time legato all’indicizzazione dei file piccoli) per verificare che, anche in scrittura, il D10 raggiunge senza intoppi la velocità dichiarata dal produttore. Maggiore sarà la segmentazione dei file, chiaramente, e minore sarà la velocità di picco raggiunta in scrittura dalle testine del D10: ancora una volta, tuttavia, vale la pena ribadire che prestazioni di questo genere, su un hard disk esterno, non si notano certo tutti i giorni.

Ottime anche le prestazioni su Xbox Series X, nostro banco di prova per verificare le prestazioni del D10 sia con titoli previous gen, sia con uscite più recenti. Per quanto riguarda l’esecuzione dei titoli Xbox One, i tempi di avvio di ciascun titolo da D10 sono in tutto e per tutto equiparabili alle controparti avviate da SSD– si parla di “ritardi” mediamente di pochi secondi, con l’esclusione di Ori and The Blind Forest e Cyberpunk 2077, dove le differenze salgono a 20/30 secondi totali. Nel complesso, dunque, l’esecuzione di titoli next gen archiviati nel D10 rappresenta un compromesso ideale, laddove permette di recuperare (e sfruttare al meglio) lo spazio dell’SSD di Xbox Series X. Sorprendenti, invece, i tempi di archiviazione (e di re-installazione) per i titoli “esclusivi” di Series X, a dimostrazione dell’ottima tecnologia di storage su cui si basa il WD: per titoli di dimensioni contenute come Tetris Effect stiamo parlando di qualcosa come 50 secondi da SSD a D10 e neanche 20 per il percorso contrario. Per gli oltre 80 GB di Forza Horizon 4 saranno richiesti grossomodo 18 minuti per l’archiviazione su D10 e circa 6 per la copia su SSD; nel caso di Assassin’s Creed Valhalla e dei suoi 50 GB circa, l’archiviazione ha richiesto circa 8 minuti, a fronte di poco più di 3 minuti per un ripristino su SSD – tempi, questi, che si sono praticamente dimezzati nel caso di The Medium. Di fronte a questi risultati estremamente convincenti, abbiamo deciso di giocarci l’asso nella manica mettendo il D10 di fronte a mostri sacri, almeno in termini di spazio occupato, come NBA2k21 (oltre 120GB) e Call of Duty Black Ops Cold War (circa140GB): il risultato (circa mezz’ora/dieci minuti per il primo, qualche minuto in più per il secondo) parla da sé, ma oltre a confermare quanto già detto in termini di prestazioni, ci ha fatto notare altri due aspetti estremamente importanti del D10.

WD_BLACK D10

Partiamo dal primo, la silenziosità del drive. Anche nel mezzo delle operazioni di scrittura più intense (testimoniate dal led bianco che flickera in modo ossessivo), dovrete letteralmente appoggiare l’orecchio alla superfice del drive per captare il più che legittimo rumore di fondo che caratterizza la rotazione dei dischi di memorizzazione. Già ad un metro di distanza, a meno di non vivere in una stanza isolata acusticamente, è impossibile riuscire a captare questo “ronzio” pur mettendocisi di impegno. Ulteriore punto a vantaggio del D10, non bastasse quanto elencato, è il suo sistema di risparmio energetico, che disattiva la rotazione dei piatti quando non utilizzati in modo da garantire sia un minor consumo complessivo di corrente, sia la diminuzione del rischio di surriscaldamento della periferica, con tutti i danni potenziali che ne potrebbero conseguire. Il tutto, coadiuvato da un ulteriore sistema di raffreddamento attivo, proprietario di Western Digital, che manterrà “fresco” l’intero drive anche qualora messo sotto tortura – senza influire sulla rumorosità, come appena descritto.