Image default
RECENSIONI

Wallachia: Reign of Dracula | Recensione

Alcuni tra i giocatori più attempati (come il sottoscritto) potrebbero narrare di un’epoca ormai perduta. Alcuni la chiamano “epoca d’oro” (forse con eccessiva influenza da parte della nostalgia) in cui il videogioco era relegato ad un sottomondo più modesto rispetto all’esplosione odierna. Un’epoca in cui molti “giovani noi” si perdevano tra fumose ed oscure sale giochi alla ricerca del cabinato tanto amato ed agognato, investendo alcune monete in gettoni per potersi cimentare in sfide con colori e qualità grafica difficili da ritrovare nelle pur apprezzate console casalinghe. Eppure proprio su console sarebbero approdate saghe derivate da successi arcade, oppure titoli originali come l’arcinoto Castlevania, il frenetico Contra e l’ingiustamente sottovalutata (qui da noi almeno) serie Valis. Il team Migami Games ha certamente amato queste saghe storiche: in caso contrario sarebbe molto difficile spiegarsi la nascita di Wallachia: Reign of Dracula.

BENVENUTA IN MIA CASA

Il gioco ci mette nei panni di Elcin Floarea, una ragazza guerriera estremamente abile con l’arco. Contrariamente a quanto accade nella serie Castlevania (ed in molti altri giochi/film/whatever relativi a Dracula) non avremo a che fare con il mitico vampiro che tutti ben conosciamo. Il gioco infatti riprende, seppur con un’ampia dose di libertà narrativa, la storia reale di Vlad III Draculea di Valacchia: voivoda (una specie di principe elettivo ma fortemente indipendente) dell’omonima regione geografica della Romania, Vlad III fu un abile e feroce combattente cristiano che si oppose alle soverchianti forze dell’impero Ottomano turco, di influenza musulmana. Il gioco ci trasporta in quel periodo di guerre e di oscure trame, ponendo l’attenzione sulla natura sanguinaria ed omicida per la quale Vlad III è tristemente noto, al di là della leggenda che lo circonda grazie alla penna dello scrittore Bram Stoker. Nei panni di Elcin dovremo attraversare regioni invase dagli sgherri del voivoda, tentando di porre finalmente fine al suo regno costruito sul terrore e l’intimidazione.

Wallachia: Reign of Dracula

Wallachia: Reign of Dracula si colloca nel genere degli action puri con una componente platform marcata ma tuttavia secondaria. Nonostante molti accostino questo gioco alla serie Castlevania (probabilmente anche a causa dei fan-games che gli sviluppatori hanno creato durante gli anni passati) in realtà il gameplay ricorda molto di più la serie Contra e la già citata serie Valis. Il gameplay è incentrato fortemente sull’azione e sull’uso dei riflessi, come accadeva nei migliori prodotti da sala giochi. Elcin dispone di un arco per attacchi a distanza (arma principale) ed una spada per colpire a distanza ravvicinata (arma secondaria) ma è anche possibile scatenare potenti attacchi magici tramite il consumo di sfere di energia ottenibili in quantità variabile dai nemici abbattuti. Wallachia: Reign of Dracula ricorda titoli da sala giochi anche grazie all’uso di sprites decisamente grandi su schermo, che concentrano l’azione in uno spazio ridotto rendendo il giocatore in grado di focalizzare l’attenzione su pochi elementi alla volta. Una scelta saggia, che si traduce in un buon gameplay: il gioco è infatti molto divertente fin dai primi momenti.

IMPALARE CON ATTENZIONE

Se c’è una cosa che questo gioco sa fare molto bene è di certo tenere alto l’interesse del giocatore. Raramente mi è capitato di imbattermi in titoli indie dal sapore così squisitamente retrò, ma al tempo stesso frenetici ed appaganti. Una volta iniziata una partita e padroneggiate le mosse di Elcin (si aggiungono scivolate, attacchi in varie direzioni e doppi salti) è davvero difficile staccarsi dallo schermo. Il principale difetto a livello di gameplay è riscontrabile in collisioni un po’ troppo grandi per quanto riguarda i colpi ricevuti dai nemici: a volte si ha l’impressione di venir colpiti da proiettili/nemici che non dovrebbero essere in grado di farlo. Nulla che non possa essere corretto con una patch probabilmente, cosa che renderebbe ancor più fluido e piacevole il gameplay in generale. Un buon livello medio di difficoltà ed una modalità Hard faranno la felicità di chi cerca una sfida intrigante, anche se purtroppo ci si attesta su livelli medio-bassi in termini di longevità. E’ certamente una caratteristica comune tra i titoli prettamente arcade, anche se un buon tasso di rigiocabilità mitiga parzialmente il difetto.

Wallachia: Reign of Dracula

Il comparto grafico è su livelli più che discreti, anche se si notano alcune sbavature sul lato pixel art ed animazioni. Nonostante tutto funzioni più che bene, è facile scovare alcuni fondali e sprites poco puliti e sicuramente migliorabili con l’aiuto di un pixel artist/animatore dalle skills più raffinate. Non dimentichiamo che il gioco è stato sviluppato da una manciata di persone, quindi il problema è facilmente perdonabile anche grazie all’ottimo utilizzo degli asset a disposizione. Il comparto sonoro invece innalza l’opera a livelli superlativi: ho trovato raramente colonne sonore di livello così elevato, composte da melodie orecchiabili ed esaltanti. Wallachia: Reign of Dracula è uno di quei giochi che viene innalzato di parecchio proprio grazie ad una colonna sonora indimenticabile, realizzata dal bravissimo compositore Jeffrey Montoya. In definitiva abbiamo tra le mani un titolo di ottima qualità, non esente da alcuni difetti ma certamente consigliatissimo a chiunque cerchi un’esperienza arcade di spessore.

Related posts

Caricamento...