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Trust Gaming GXT 258 Fyru – Recensione PS5 e PC

Pochi compromessi, buona qualità e il giusto stile: un biglietto da visita interessante per questo Trust Gaming GXT 258 Fyru

Nell’oceano di piranha che ben descrive il mercato delle periferiche di gioco, Trust non ha mai avuto una vita propriamente facile. Da sempre associato a prodotti di fascia entry-level, ideali per giocatori (o, più in generale, utenti PC) alla ricerca di soluzioni sì economiche e pronte all’uso, ma lontane dagli standard più sofisticati e avveniristici di altri competitor, il marchio con sede a Dordrecht non è certo quello che potremmo definire un pivellino: quarant’anni di onorato servizio con una linea produttiva enorme che, se da un lato non è riuscita del tutto a far divampare la fiamma nei cuori degli hardcore gamer, dall’altro ha reso fruibile a tutti un segmento riservato, di norma, a pochi portafogli. 

Il che, e lo ribadiamo da queste prime righe, non significa che Trust e qualità siano due ossimori: ne è la dimostrazione lampante, al contrario, la linea GXT, il più recente brand interno della compagnia che si rivolge, con assoluta cognizione di causa, tanto ai giocatori in erba quanto a quelli con più esperienza, alla ricerca di soluzioni che possano adattarsi al meglio alle proprie necessità. E sotto questa lente è difficile non apprezzare l’ottimo Trust Gaming GXT 258 Fyru: un microfono a condensatore plug&play compatibile con PC e PS5 che, manco a farlo apposta, riesce a fare ottima figura anche in contesti più professionali. Il tutto, cosa da non sottovalutare, senza rinunciare ad un pizzico di grinta e stile.

Trust Gaming GXT 258 Fyru

Design ed ergonomia

Parlare di design per un microfono può sembrare eccessivo, ma non c’è dubbio che nella progettazione del Trust Gaming GXT 258 Fyru gli ingegneri del colosso olandese abbiano puntato ad una soluzione capace di offrire versatilità e affidabilità, senza rinunciare ad un’estetica convincente. Il microfono a condensatore di Trust è interamente realizzato in metallo, fattore che se da un lato ne determina un peso non certo trascurabile, dall’altro ne garantisce una robustezza invidiabile.

La struttura principale, dalla tradizionale forma cilindrica in stile podcast, poggia su un treppiede il cui piedino posteriore permette di modificarne l’altezza tramite regolazione di apposita vite – che fissa la base al corpo del microfono. Apprezzabile la scelta di Trust di ricorrere ad una filettatura tradizionale, che rende di fatto compatibile la maggior parte dei treppiedi/cavalletti disponibili nel mercato. 

A differenza della versione PC, che ricordiamo proporre un look total black decisamente professionale (che si dimostra comunque funzionale alla presenza dei led che presenteremo a breve), la versione PS5 è disponibile in una versione bicromatica bianco/nero più raffinata ed elegante. I materiali appaiono piacevoli e robusti, regalando un’ottima prima impressione estratto il device dalla propria confezione.

Nella parte anteriore del Trust Gaming GXT 258 Fyru sono incastonate due piccole manopole, la prima deputata alla regolazione del gain principale (e al mute/unmute del dispositivo tramite semplice click) e la seconda alla gestione del volume delle cuffie – sfruttando l’apposito jack da 3.5mm presente nel corpo del microfono sarà possibile connettere un qualsiasi headset per ascoltare in real time il ritorno della registrazione, a latenza ovviamente nulla.

Immancabili i LED, presenza fissa in gran parte dell’hardware da gioco che si rispetti, ma nel caso del microfono in esame usati dal produttore in modo più funzionale del solito. La parte alta del Trust Gaming GXT 258 Fyru offre, attorno ad un apposito pulsante Mode, quattro luci con cui identificare istantaneamente la modalità di registrazione con cui il dispositivo sta operando (e che, ovviamente, potrà essere modificata con la pressione del citato tasto). 

In caso di microfono mutato, i quattro LED diventeranno rossi, ancora una volta per rendere facili le cose all’utente finale. Di natura estetica, invece, la striscia di led che avvolge il corpo centrale del microfono, il cui colore può essere alternato tramite apposito tasto collocato nella parte inferiore (in prossimità della porta USB-C). Posto che la resa cromatica dei led sul corpo bi-colore del Trust Gaming GXT 258 Fyru è accattivante quanto basta, sarà comunque possibile disattivare l’intera illuminazione, qualora – come nel caso di riunioni o attività professionali – la situazione lo richieda.

Trust Gaming GXT 258 Fyru

Trust Gaming GXT 258 Fyru: tanto fumo quanto arrosto…

Come citato in apertura, il Trust Gaming GXT 258 Fyru è un dispositivo tradizionale a condensatore, con connettività plug&play per un riconoscimento, e un utilizzo, pressoché immediato su PC, Mac e ovviamente PS5. La connessione avviene tramite cavo USB-C (quello incluso nel package, di 180cm, è sufficiente a coprire ogni situazione), ulteriore fattore che lo rende compatibile con qualsiasi software di registrazione vi venga in mente, oltre che con tutti i principali tool di VoIP (abbiamo testato Teams, Skype e Discord senza l’ombra di un problema). 

La qualità di registrazione e trasmissione della voce, complessivamente sopra la media (specie nella fascia di prezzo proposta per il dispositivo, disponibile da listino a 139.99€), è figlia dell’adozione di tre microfoni interni collocati nella struttura metallica principale, equipaggiati con un filtro anti-pop grazie a cui gestire al meglio le consonanti occlusive (quelle che, come le lettere P o B, vengono generate mediante rilascio rapido del flusso d’aria precedentemente bloccato a livello della bocca). Il lavoro svolto da questi filtri è encomiabile, fermo restante che l’eccessiva vicinanza, o un volume troppo elevato della voce, potrebbero generare rumore eccessivo che verrebbe inesorabilmente trasmesso.

Sia che si tratti di gaming, come nel caso di PS5, sia in un utilizzo formale legato a meeting o chiamate di lavoro, il Trust Gaming GXT 258 Fyru non presenta incertezze evidenti: svolge appieno la propria funzione, con una trasmissione della voce cristallina che non appiattisce o ovatta il suono originale. Questo lo rende adatto anche a fruizioni più articolate, come ad esempio la trasmissione di podcast: pur non avendo provato in prima persona un tale utilizzo, quanto sperimentato ci basta a dare fiducia al dispositivo Trust – che, non dimentichiamolo, in virtù della sua natura plug&play può comunque essere filtrato da Audacity, o dal vostro tool preferito, per un eventuale post-produzione. 

Altro fattore da tenere in considerazione è il gain, che tramite manopola può essere aumentato o diminuito. Ciò permette di agire in tempo reale sulla sensibilità del microfono, regolandone di conseguenza l’amplificazione del segnale catturato. Impostare il gain al massimo non si tradurrà quasi mai in un mic ultra-sensibile in grado di captare anche il più lieve bisbiglio ASMR: con la sensibilità, infatti, va ad aumentare anche la quantità di rumore trasmessa, che a gain elevato potrebbe distorcere o sporcare in modo evidente la comunicazione.

Ultima feature, nonché la più interessante, è la presenza di quattro modalità di registrazione, ciascuna identificata da un’apposita configurazione LED nella parte alta del microfono. La modalità standard, Cardioide, ricalca il pattern più tradizionale dei microfoni che registrano da una sorgente frontale: se l’obiettivo è trasmettere una voce singola, indipendentemente dal tipo di attività in corso, si tratta della soluzione ideale. 

Seguono le modalità Bidirezionale e Stereo, che catturano l’audio proveniente da davanti/dietro (la prima) e da destra/sinistra (la seconda). Viene da sé che la modalità Bidirezionale è ideale per registrare interviste o podcast tenuti da due persone, laddove Stereo è più indicata per la registrazione di musica o sorgenti dove la spazialità rappresenta un valore aggiunto. Chiude il cerchio Omnidirezionale, modalità che – nomen omen –cattura l’audio a 360 gradi, rappresentando di fatto la scelta perfetta per gestire al meglio conferenze o trasmissioni di gruppo.

Trust Gaming GXT 258 Fyru

Il verdetto

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Alberto Destro

Alberto Destro

Quando il Signore regalava agli uomini l'arte della scrittura, probabilmente ero al bagno.

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