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Timothy and the Tower of Mu, la recensione del 2 ° capitolo in pixel art

Timothy and the Tower of Mu è un recentissimo platform in pixel art sviluppato da Kibou Entertainment ed edito da Playism uscito questo agosto. Nonostante la sua fase di sviluppo sia durata parecchio, tra una dimostrazione e l’altra il gioco ha vinto il Pixel Game Maker MV Contest del 2021 con la demo rilasciata durante lo Steam Next Fest. Tali premi non arrivano per nulla: oggi siamo qua a recensirlo per voi!

Timothy and the Tower of Mu, un desiderio per salvare il nonnino

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Come storia, Timothy and the Tower of Mu è il seguito del precedente Timothy and the Mysterious Forest. Riassumendo un po’ la trama, nel precedente gioco Timothy era partito per un viaggio alla ricerca di un magico fungo in grado di guarire il nonno sofferente – praticamente sul letto di morte. Dopo essere riuscito a trovarlo, guarisce il suo caro vegliardo ma ne scopre anche il prezzo: il funghetto è soggetto ad una maledizione. Certo, chi lo mangia viene curato da ogni malanno, ma viene condannato comunque a morire ad un anno di distanza. In Timothy and the Tower of Mu, capiamo che Timothy non può accettare queste condizioni. Prima che avvenga la morte improvvisa del nonno, il giovane intraprende un’altra avventura all’inseguimento della leggendaria Torre di Mu. Secondo le storie, superate le tribolazioni all’interno e raggiunta la cima, è possibile esprimere un desiderio qualsiasi che viene avverato senza controindicazioni. Così, per il fortunato vegliardo, c’è ancora speranza!

Un tributo all’epoca NES

Timothy and the Tower of Mu è un prodotto intraprendente, una combinazione unica di platform ed esplorazione, che richiede al giocatore una forte abilità nel memorizzare pattern di attacco e posizioni dei nemici. Non giriamoci attorno e diciamo subito come stanno le cose: Timothy and the Tower of Mu non è un gioco per avventori occasionali, ma per un pubblico ben specifico – il tipo di pubblico che si è sfondato le dita sugli action-platform dell’epoca NES, oppure quello che dopo aver pregato santi e angeli affrontando la torre dell’orologio in Castlevania: Symphony of the Night si lasciava andare ad un’esclamazione tutt’altro che divina trovandosi il boss Karasuman davanti. Il gameplay è chiaramente di quell’ispirazione, ed i tasti necessari per far tutto sono tre: salto, scatto e sparo, che serve a scagliare una pietra con la fionda di Timothy verso i nemici.

Avanzando in Timothy and the Tower of Mu si incontrano due parti distinte nel gioco: delle sequenze esplorative generalmente prive di minacce che possono retribuire il giocatore in termini di oggetti, lore (ndr. ce n’è tantissima da scoprire) e dialoghi con gli NPC; oppure delle parti platform che richiedono estrema precisione. In questo caso Timothy parte dall’estremità di un livello ben fornito di trappole e nemici e deve arrivare all’altra. Ogni singolo quadro, chiamiamolo così, presenta un punto di salvataggio che registra i progressi fatti dal giocatore e tutti i dati del personaggio, come l’attuale livello di HP e Stamina. Attenzione: il livello è generalmente lungo, il chè significa che in caso di sconfitta potremmo dover rifare un bel pezzo di strada per tornare dov’eravamo. Il problema principale non è superare i nemici, che semplicemente riducono l’indicatore formato da cuori (come in Zelda) per ogni colpo preso; sono le minacce ambientali come lami circolari o spuntoni ad azione meccanica sul pavimento che decretano la morte immediata – e magari accidentale – del protagonista. I primi sono superabili prendendo semplicemente dimestichezza con i loro pattern di attacco, mentre con i secondi dovrete venirci a patti in un modo o nell’altro. Inoltre, tutti i nemici tornano in vita una volta usciti dall’inquadratura, complicando la vita a Timothy nel caso vogliate tornare indietro a sezioni già superate per qualche motivo. Ogni tanto troverete appigli e stagni d’acqua, che sfruttano la meccanica della stamina e dell’ossigeno e si consumano col passare del tempo. In questi casi dovrete combinare più azioni per cercare di superare gli ostacoli senza perdere l’appiglio (caso in cui andrete incontro a morte certa) o rimanendo a galla ad una certa profondità, il tutto prendendo i giusti tempi. Ma sappiate che, proprio come nei vecchi giochi per NES, alla fine prevarrete.
Non senza una sana dose di improperi, aumentata dal fatto che gli oggetti curativi sono estremamente rari da trovare allo stato brado e dannatamente costosi da comprare nel negozio. Presi senza ulteriori indicazioni, questi due elementi potrebbero essere fattori di frustrazione anche per il giocatore più veterano; nella realtà tutta questa difficoltà viene effettivamente compensata da un dettagliato sistema di “cucine pubbliche” sul quale produrre i propri alimenti, assieme ad aree punteggiate da fontane curative che restituiscono tutta la salute e a soluzioni creative per aumentare il proprio danno nei confronti degli avversari (esempio banale: lanciare il proiettile della fionda attraverso i braceri produce un colpo infuocato dannatamente efficace). Questo tenendo sempre a mente che Timothy non può sparare mentre si sposta, ad eccezione del salto.
Non c’è una vera pecca in Timothy and the Tower of Mu, solo tanta voglia di rivivere vecchie glorie. Chi decide di comprarlo, sa a cosa va incontro: un prodotto dal game design fortemente legato all’esperienza muscolare e alla logica.

Piccole perle di estetica a 8 bit

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Timothy and the Tower of Mu è sviluppato da Kibou Entertainment, una piccola realtà dalla grande sensibilità visiva: le meravigliose pixel art e la qualità cromatica con cui sono stati messi in scena gli eventi rievocano appieno le atmosfere “Enhanced NES” popolari tra i creatori di titoli “anticati”, retrò. L’animazione sia sul personaggio principale che sui vari altri NPC è eccellente, divertente e accattivante.
La qualità sonora è elevata: c’è una gran varietà di temi chiptune che entrano istantaneamente nel cervello, ben distinti tra le parti di “trama” o “azione”. Inoltre, spesso servono ad aiutare il giocatore nel foreshadowing degli eventi, aiutandolo a prevedere cosa succederà di lì a breve. Il gioco, che ha un solo livello di difficoltà, arriva alle dieci ore effettive per il completamente. Ovviamente nel caso siate degli esperti, il ritmo potrebbe risultare più elevato, mentre se siete ciofeche come me le supererete abbondantemente, facendo pace coi vostri demoni. Potete trovare Timothy and the Tower of Mu solamente in lingua inglese, disponibile esclusivamente via Steam su PC.

Versione testata: PC
Piattaforme: PC via Steam

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Erika Berselli

Erika Berselli

Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.

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