Cinematograficamente ormai non ci si sorprende quando un film viene diviso in più parti, proseguendo la storia nel capitolo successivo, spesso lasciando il pubblico col fiato sospeso. E’ successo con Guerre Stellari, Il Signore degli Anelli, Matrix o coi Vendicatori Marvel. Succede quindi anche nei videogiochi e nei JRPG, che grazie alle loro trame epiche e di largo respiro si adattano ad una vicenda talmente articolata da non esaurirsi necessariamente nel corso di un solo episodio.

Classe di ferro

Dovendo trattare la trama di ToCS2 seguono brevi anticipazioni che, inevitabilmente, si riallacciano al finale del primo. Per chi lo ha già giocato è possibile continuare con la lettura, per chi invece non conosce la serie è meglio leggere la recensione del precedente.

L’epilogo di ToCS aveva scosso il giocatore calando il sipario su Rean Schwarzer proprio sul più bello, dopo il tentato omicidio del cancelliere Osbourne e un colpo di stato ordito dall’alleanza delle famiglie nobiliari. Qui ritroviamo il protagonista ai comandi di Valimar, il gigantesco mech utilizzato per lo scontro finale, appena un mese dopo questi colpi di scena. Rean dunque si rimette in viaggio per ricomporre la classe VII dell’accademia di Thors, cercando di fermare la guerra civile e le trame del gruppo Ouroboros.
L’avventura che ne segue è un viaggio denso di eventi e ancora incentrato sulla forte compresenza del gruppo, sia nella narrazione che nel sistema di combattimento.
I rapporti sociali tra i vari personaggi permettono non solo di conoscerli tramite la caratterizzazione, ma anche di avvantaggiarli in battaglia. Un esempio sono le missioni secondarie per ottenere i punti legame e gli scrigni con cui abilitare gli Overdrive combinati. Questi ultimi garantiscono più potenza agli attacchi, velocizzano il tempo di esecuzione delle magie e ripristinano una percentuale di HP,EP e CP temporaneamente.
La giocabilità è basata sempre su di una impostazione a turni, in cui gli eroi però non restano fermi sul posto e dove il posizionamento determina il numero di nemici che rientrano nel raggio d’azione delle mosse, donando un pizzico di strategicità nello scegliere le proprie azioni per massimizzare i danni. Gli avversari comuni possono essere affrontati incontrandoli lungo la mappa, ma qualora si voglia è possibile aggirarli, offrendo una gestione dei tempi più elastica rispetto i combattimenti casuali, che scandiscono il ritmo dell’esplorazione in modo autoritario.
Le battaglie tra mech funzionano secondo regole proprie, focalizzandosi
sull’attacco mirato a determinati punti deboli nemici, come testa, braccia, etc.Arts&Craft (arti e mestieri) sono state ribilanciate ma rimangono le stesse nella sostanza: magie e abilità ottenibili tramite l’accumulo di punti esperienza e dai prismi equipaggiabili come le Materia di Final Fantasy 7.
Il livello di difficoltà è stato alzato, gli scontri normali così come quelli contro i boss ora sono più impegnativi e spesso l’uso delle abilità giuste ha
un’importanza vitale per vincere, confermando come questo episodio sia specificatamente studiato per chi abbia già terminato il precedente.

College

L’esplorazione abbraccia la struttura open-world grazie agli spostamenti in aereonave, permettendo di rivisitare alcuni luoghi già conosciuti ai tempi del primo gioco.
Queste città ora riflettono i nuovi eventi della trama e partecipano ad un’ambientazione viva e stratificata, ricca di storia come da tradizione della serie Legend Of Heroes. Una delle sensazioni principali difatti è quella di attraversare un mondo in cui si svolgono diverse vicende, fruibili a sè stanti e pensate per essere godibili in maniera slegata e autonoma, ma che finiscono per incasellarsi all’interno di un mosaico più grande, quello dell’arazzo intitolato Legend of Heroes.
Chi ha giocato Trails in the Sky ne avrà dunque conosciuto protagonisti e imprese, chi sta giocando Trails of Cold Steel si starà concentrando sull’impero di Erebonia, ma chi li ha vissuti entrambi può cogliere sfumature di un universo in cui ogni dettaglio è incastonato con precisione e cura per epoca e geografia.
Il perenne svolgersi degli eventi è anche riaffermato dal nuovo aspetto dei protagonisti, i quali abbandonano le divise tipiche del loro periodo di tirocinio presso l’accademia e sfoggiano ora abiti personali e conformi al loro stile.
Tornano anche i mini-giochi che offrono buoni momenti di svago come il gioco di carte Blade (divertente nella sua semplicità), cucinare, per ottenere cibi utilizzabili in battaglia per alzare punti ferita o avere bonus, pescare o fare snowboard.
Gradita la possibilità di importare un salvataggio del primo Cold Steel; in questo modo molte azioni compiute precedentemente trovano qui riscontro, determinando il comportamento di personaggi aiutati in passato, dialoghi che rispecchiando il legame sviluppato con i comprimari e rafforzando il senso di continuità delle scelte del giocatore.

Sul lato tecnico-artistico la grafica continua a restare il punto dolente della produzione. Pur scusando i minori mezzi economici a disposizione di una piccola casa di sviluppo come Nihom Falcom, il livello generale restarso persino per gli standard ormai datati di Playstation 3, al netto di qualche miglioramento apportato per la versione PC e Playstation 4 (a cui fa riferimento questo articolo), l’insieme rimane molto umile.
La colonna sonora, per contro, vanta tracce audio gradevoli e adatte al gioco, un perfetto accompagnamento in grado di sottolineare la tensione e l’epicità di alcuni momenti.

Legend of Heroes Trails of Cold Steel 2 è disponibile in formato digitale per Playstation 4 e PC (su GOG.com e Steam, per gli utenti computer).

Pro

  • sistema di combattimento ulteriormente raffinato
  • stessi pregi di ambientazione e meccaniche di gioco del precedente
  • Contro
  • va giocato necessariamente dopo Cold Steel 1
  • permane una mediocre qualità grafica

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RASSEGNA PANORAMICA
Legend of Heroes Trails of Cold Steel 2
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Francesco Dovis
Complice una formazione professionale nel settore, decide di adottare l'approccio giornalistico anche nel trattare un argomento che oggi è diventato di costume al pari di musica o spettacoli. Da sempre videogiocatore multipiattaforma, in virtù di questo definisce la sua esperienza in materia "caleidoscopica".