Per Neil Druckmann, che The Last of Us Parte 2 sia stato un videogioco fortemente divisivo e aspramente criticato non è un problema di cui preoccuparsi. Allo stesso modo i gusti e le reazioni del pubblico non saranno un criterio preso in considerazione nella produzione della seconda stagione della serie TV.
Parlando con GQ e rispondendo a una specifica domanda, Druckmann ha precisato come le reazioni del pubblico a qualunque produzione siano un elemento incontrollabile. L’unica stella polare nello sviluppo di un prodotto di intrattenimento deve essere la volontà di realizzarlo nel miglior modo possibile.
Direi, per riprendere la citazione di Todd Philips fatta da Craig Mazin, che… non me ne frega. Che reagiscano come vogliono, questo è completamente al di fuori del nostro controllo. Allora, come realizziamo la miglior trasposizione televisiva possibile di quella storia? Questo è il problema con cui ci confrontiamo ogni giorno.
Craig Mazin, showrunner della serie TV insieme a Druckmann, ha poi ripreso il concetto esprimendo una massima più generale e applicabile a qualunque ambito. Realizzare un prodotto divisivo e ampiamente criticato è sempre meglio che essere autori di qualcosa che cade nell’indifferenza.
Nel momento in cui una trama porta le persone a rabbia, confusione, disappunto o fastidio, beh, credo che questo sia preferibile al peggior esito possibile, che è l’indifferenza. È stato scritto molto sul terzo episodio di questa stagione e si tratta di un episodio di cui noi siamo molto orgogliosi e che ha commosso molte persone. Ma [relativamente ai voti del pubblico] preferisco creare una serie che vive di 10 e di 1 piuttosto che una che vive di 5.
Nella stessa intervista abbiamo anche avuto la definitiva conferma che Bella Ramsey sarà Ellie anche nella seconda stagione, a meno che lei stessa non decida di rinunciare.
