Un periodo decisamente strano ed inedito ci sta costringendo a cambiare radicalmente il nostro stile di vita quotidiano. L’arrivo del cosiddetto CoronaVirus in Italia ha portato quarantena, ristoranti chiusi e fiere del nostro settore rimandate. Ma ci ha anche messo tra le mani un buon quantitativo di tempo extra da dedicare alla nostra passione principale. Se è vero che i videogiocatori accaniti sono decisamente più a loro agio con la quarantena, ecco una doppia mini-recensione di due progetti indie ancora in stato “embrionale” ma che già mostrano alcune delle loro principali caratteristiche. Bentornati su The Indie Dungeon!

LOLA – THE ESCAPE

A chi non piacciono le mucche? Sono docili, pacifiche e ci forniscono un sacco di ottimo latte. Quindi dovreste sentirvi come minimo in dovere di aiutare Lola, agile bovina pezzata, a fuggire da un gruppo di malefici marziani che l’hanno presa in ostaggio. Il gioco è attualmente in fase demo ad opera dello sviluppatore Hujiol Games ed è realizzato utilizzando Construct 3, un tool che si sta guadagnando un piccolo spazio nel mondo del development spesso ingiustamente dominato dai più celebri Unreal e Unity.

The Indie Dungeon

Nei panni di Lola dovremo attraversare un buon numero di livelli costellati di trappole mortali. La sagace bestiola può saltare e rallentare la propria velocità di caduta sbattendo le orecchie così da tentare di atterrare su qualcosa che non attenti alla sua fragile vita. Praticamente ogni oggetto lontanamente pericoloso su schermo porta a perdere una vita e ripartire dall’ultimo checkpoint. Lola – The Escape si presenta come un classico platform decisamente semplice nelle meccaniche, ma con alcune ispirazioni ai più celebri titoli trial-and-error in salsa Super Meat Boy. Imparare dai propri errori è fondamentale per riuscire ad avanzare, così come studiare i pattern di movimento delle trappole su schermo. Un vero peccato l’assenza completa del sonoro, che danneggia gravemente l’esperienza generale. Pubblicare una demo senza comparto sonoro è un errore grossolano, ma che viene in parte mitigato dalla simpatica e coloratissima pixel art messa in campo dallo sviluppatore. Una demo divertente e ben costruita tutto sommato, ma il gioco completo richiederà molto lavoro per poter garantire un buon livello di qualità.

Stato di sviluppo: Demo

CON RISERVA – VOTO FINALE 7

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THE THIRD SHIFT

Mescolate le classiche storie dell’orrore in stile B-movie anni ’80 ed il film “Una notte al museo” ed avrete The Third Shift, opera dello sviluppatore Teebowah Games ed attualmente in fase di sviluppo relativamente avanzato. Nei panni di un guardiano notturno neo-assunto, dovremo esplorare gli oscuri saloni del museo di Roanoke Island. Si, è proprio “quella” Roanoke Island dove ha avuto luogo una delle più antiche ed affascinanti leggende americane: il mistero della colonia scomparsa già citato nel libro/film “La Tempesta del Secolo” di Stephen King.

The Indie Dungeon

Il gioco è realizzato utilizzando un azzeccato “fake” Game Boy con tanto di tasti interattivi e filtri intercambiabili a piacere. Rigorosamente in 4:3 di aspect ratio e pochi colori, The Third Shift mescola gli elementi dell’avventura grafica con quelli del survival horror più tradizionale in puro stile Resident Evil Gaiden. Si alternano fasi di esplorazione in terza persona a fasi in prima persona con cursore per selezionare elementi su fondali fissi ed esaminarli in dettaglio. Il mix di esplorazione/indagine in salsa creepy/horror funziona molto bene e sembra quasi di ritrovarsi tra le scene di classici del cinema horror come Reanimator o Il Seme della Follia. I controlli sono molto semplici e funzionali, ma la composizione delle mappe lascia a spesso a desiderare. Viene ignorata (non è chiaro se volutamente o meno) la regola base di level design che implica il far apparire il personaggio a destra nella nuova mappa se si è usciti da sinistra nella precedente. Di solito questo stile viene utilizzato per dare un senso di continuità e non far “perdere” il giocatore in ambienti particolarmente complessi. Il problema è abbastanza fastidioso ma potrebbe trovare facile correzione in fasi finali dello sviluppo. Un titolo senza dubbio interessante, pur con i suoi difetti, che potrebbe offrire gradite sorprese.

Stato di sviluppo: Demo

CONSIGLIATO – VOTO FINALE 8

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Ed anche questa volta siamo giunti al termine dell’esplorazione. Che ve ne pare dei titoli trattati? Se avrete modo di provarli, fateci sapere che ne pensate nei commenti. Ci vediamo alla prossima puntata!

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