Ben ritrovati, esploratori dei sotterranei videoludici!

Se non sapete dove siete capitati, vi invito a dare un’occhiata all’episodio zero pubblicato in Febbraio che potete trovare a questo link.

Bando alle esitazioni: questo mese abbiamo esplorato il sottobosco indie per proporvi due nuovi titoli che potrebbero catturare il vostro interesse. Una piccola recensione per darvi un’idea ma siete voi i veri protagonisti: fatevi prendere dall’ebbrezza della sperimentazione e fateci sapere se avete trovato qualche perla nascosta del mondo indie.

THE RUINS OF MACHI ITCZA

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Devo ancora capire bene come si pronuncia il titolo, ma posso dire con sicurezza relativa che si tratta di azteco maccheronico. Questo platform/action non lineare è sviluppato da MNWS (acronimo di qualcosa, probabilmente) e vanta una grafica in pieno stile Commodore 64/Spectrum con musiche chiptune composte da Andrew Gleeson. Nei panni di un misterioso esploratore senza nome dovremo sfidare i pericoli del tempio di Machi Itcza, costruito migliaia di anni fa dalla scomparsa civiltà Maka. Gli architetti hanno nascosto 13 chiavi all’interno del tempio e si dice che ci riuscirà a raccoglierle tutte scoprirà il segreto della vita e della morte.

Stiamo parlando di un gioco molto semplice nell’impostazione, nello stile grafico e nelle aspettative. Un “giochino” come alcuni lo definirebbero, eppure ha interessanti frecce al suo arco. In primis si tratta di un gioco estremamente basilare da comprendere: pochi colori, personaggi ed ambienti rappresentati con pochi pixel. Chiunque potrà cimentarsi nella ricerca delle 13 chiavi di Machi Itcza ma il gioco presenta anche una struttura alla “metroidvania”, ovvero sezioni non lineari con checkpoint che fungono anche da teletrasporto e mappa richiamabile a schermo con il tasto M. Trappole, salti calcolati e qualche segreto da scoprire per un piccolo platform tutto sommato divertente, pur con le sue limitazioni.

STATO DI SVILUPPO: Gioco completo

CONSIGLIATO – VOTO FINALE 7,5

PROTOCORGI

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Personalmente ho sempre adorato gli shooter a scorrimento ma mai mi sarei immaginato di abbaiare contro navette nemiche. Poi mi sono ricordato delle infinite ore spese su Parodius e mi è passata la confusione. Il titolo in esame è appunto uno sparatutto a scorrimento orizzontale che rinverdisce i fasti di un’epoca lontana, tempi in cui Vic Viper e TwinBee facevano il paio con la navetta R-9 di R-Type.

Ma qui il protagonista è un cane: uno Shiba Inu pixelloso e parecchio carino di nome Bullet che dovrà affrontare orde di alieni per liberare il suo padrone, uno scienziato rapito. Bullet si muove agilmente tra il tempo e lo spazio (!!) a suon di B-A-R-K: se si preme il tasto di attacco principale il cagnolino sparerà le lettere che formano questa parola contro i nemici anninentandoli. Tenendo premuto lo stesso tasto invece si ripiegherà sui più classici proiettili ad energia. ProtoCorgi, targato Kemono Games, è un titolo decisamente interessante e con uno stile grafico pixelloso ben concepito. La demo giocabile al momento mostra un tentativo da parte degli sviluppatori di reinventare, per quanto possibile, la meccanica di potenziamento classica in molti shooter a scorrimento. L’esperimento riesce fino ad un certo punto poiché, forse a causa di un level design a tratti confusionario, non si riesce ben a capire dove attaccare ed è difficile distinguere i nostri colpi dai vari elementi del fondale. Non è nulla di irrecuperabile ovviamente ed il gioco è in fase demo quindi: al lavoro sviluppatori!

STATO DI SVILUPPO: Demo

CON RISERVA – VOTO FINALE 7,5

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