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The Gunk Recensione

The Gunk, un’immonda melma un po’ viscosa e puzzolente, è l’antagonista principale nonché il titolo della nuova creatura di Image & Form, software house svedese al suo debutto con un titolo doppia A per PC, Xbox One, Series S e X. Action in terza persona in salsa platform dalla forte vena narrativa e dal set-up sci-fi, The Gunk cerca di dare una ventata di novità al genere puntando ad una storia e ad un comparto artistico toccante ed emozionante, più che all’azione sfrenata. Incluso nell’abbonamento Game Pass, The Gunk si candida ad essere la vera sorpresa sotto l’albero di questo Natale 2021 videoludico. Sarà riuscito a stupirci abbastanza?

Il piacere della scoperta

The Gunk

Rani e Beck sono due esploratrici spaziali in cerca di reperti che possano fruttare qualche quattrino in modo da risanare le loro finanze. Da tempo infatti le due non hanno alcun carico da poter rivendere e vagano nello spazio alla ricerca di risorse preziose. Dopo un po’ di ricerche a vuoto, le due captano un segnale misterioso sul loro radar di bordo proveniente dal pianeta sottostante. Il radar rivela la presenza di una fonte di energia di provenienza sconosciuta, ma tale da attirare l’attenzione delle due esploratrici. Nei panni di Rani vi muoverete quindi alla scoperta di un pianeta sconosciuto alla ricerca di materiale di valore, non prima però di aver debellato il conglomerato dall’aspetto poco rassicurante che sembra aver infestato il pianeta. Questa massa, definita per l’appunto “Gunk“, sembra in qualche modo intralciare lo svilupparsi della fauna e della flora locale. Grazie al vostro guanto iper-tecnologico ribattezzato “Pumpkin” per via del suo colore arancione, vi avventurerete nelle terre selvagge di questo pianeta per spazzare via il Gunk e indagare sulle creature che lo popolano.

The Gunk mette subito in risalto la sua componente narrativa: Rani e Beck sono in costante contatto radio e durante le fasi di esplorazione assisterete ad uno scambio di battute che delineerà il profilo caratteriale e psicologico delle due comprimarie, svelando anche i dettagli sul loro rapporto. Rani è una ragazza impavida, per nulla intimorita e desiderosa di scoprire tutti i segreti che si celano dietro al pianeta, mentre Beck è più prudente oltre che apprensiva, per questo si preoccuperà a più riprese che la sua compagna di avventure esca incolume da questa avventura. I dialoghi fra le due protagoniste sono la punta di diamante della produzione di The Gunk, sottolineate da una colonna sonora toccante in netto contrasto con il set up fantascientifico del gioco. La trama si svilupperà quindi nelle circa tre ore di durata della campagna, senza troppi stravolgimenti ma con qualche spunto certamente interessante.

Eco-avventurieri

Beck

Parlando dell’aspetto ludico di The Gunk, il gioco si presenta come un action in terza persona con molti elementi derivanti dal platform. Il punto di forza di Rani è il suo guanto multifunzione, in grado di aspirare la schifosissima melma ma anche utile per attirare a sé alcuni materiali preziosi da spendere poi in potenziamenti. Spazzando via il Gunk, Rani potrà scoprire così nuovi accessi che la porteranno ad esplorare ogni anfratto del pianeta sconosciuto. Raccogliendo dati scoprirà nuovi interessanti dettagli che rendono questo pianeta unico. Dopo aver aspirato tutta la melma, la natura riprenderà sopravvento sull’area interessata rendendola di fatto innocua e rivelandone materiali ed altri elementi d’interesse. Già dai primi minuti di gioco è possibile accorgersi quanto il gameplay di The Gunk sia piuttosto semplice e lineare, forse un po’ troppo per certi versi. Le fasi che contraddistinguono The Gunk sono più o meno sempre le stesse: si aspira tutto il Gunk nell’area, si ripristina la vegetazione e si cerca la via per quella successiva raccogliendo quanti più indizi e risorse.

Se il gameplay è perciò riassumibile in poche righe, lo stesso si può dire sui puzzle presenti in The Gunk, decisamente troppo semplici e intuitivi. Gli ostacoli sono spesso rappresentati dalla mole di Gunk da debellare e da alcuni elementi di disturbo che intralceranno le nostre operazioni di pulizia. Gocce di Gunk che cadranno dal soffitto o creature ostili si frapporranno fra noi e la melma, ma senza mai costituire un vero pericolo. Nel corso della campagna ci è capitato pochissime volte di incappare nella morte, e quelle rare volte sono da attribuirsi perlopiù ad un platforming non propriamente brillante e un po’ limitato. E’ chiaro che The Gunk non voglia puntare interamente sul livello di sfida, ma per quasi tutta la durata del gioco si ha la sensazione costante che il gameplay non sia altro che un pretesto per raccontare una storia che, per quanto sia umana e profonda, non riesce in toto a compensare la mancanza di idee del team di sviluppo. Ciò che emerge soprattutto è una scarsa predisposizione al rischio da parte di Image & Form, che ha preferito invece concentrarsi maggiormente sulla scrittura piuttosto che sulla varietà del gameplay. Le meccaniche del guanto, e più in generale tutto il gameplay di The Gunk, ricordano per certi versi Ratchet & Clank e, facendo un salto più nel passato, Super Mario Sunshine. Il level design però non è altrettanto memorabile e a soffrirne di più è certamente l’esperienza ludica.

Spazio incontaminato

Rani

Tecnicamente The Gunk non eccelle, ma non sfigura nemmeno. La volontà del team di sviluppo di puntare al cross gen limita le possibilità grafiche del gioco, che però si attestano comunque a livelli più che sufficienti. Il design del pianeta e dei personaggi in stile claymotion è certamente gradevole ed ispirato, anche se il vero fiore all’occhiello della produzione è senza dubbio il comparto audio, curatissimo sia nella colonna sonora, sia negli effetti sonori, che nel doppiaggio. Unico neo è la presenza di alcuni bug più o meno rilevanti, segno dell’inesperienza di una software che ha però molto margine di miglioramento, essendo fondamentalmente giovane. Si potrebbe dire infine che l’assenza di hud a schermo possa giovare all’esperienza visiva dando più spazio ai panorami del pianeta dove si svolgono le vicende di The Gunk, ma forse rischia di accentuare ulteriormente la semplicità e la linearità di un gioco, quello ad opera di Image & Form, che poteva sicuramente fare qualcosa in più.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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