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The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me, abbiamo provato l’horror ispirato a HH Holmes

Anche se siamo vicini ad Halloween, per la prima volta dall’inizio della serie, il nuovo titolo di The Dark Pictures non arriverà effettivamente in tempo per la fatidica festa dei morti. Supermassive Games lancerà The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me il 18 novembre 2022. Fin dall’inizio conosciuto come “l’ultimo episodio” della prima stagione dell’antologia (ce ne saranno altri, fortunatamente), The Devil in Me sembra aver appreso dalle proprie esperienze passate e dai feedback lasciati dai giocatori, implementando cose già viste ed idee nuove e frizzanti. Abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima un assaggio di ciò che offrirà questo titolo horror: se volete sapere com’è stata la nostra esperienza, vi basta seguirci in quest’anteprima col fiato sospeso!

Il diavolo non riposa mai

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A differenza di alcuni dei suoi predecessori, The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me questa volta non si concentra tanto su una storia di ispirazione mitologica o su un evento storico (le operazioni speciali in Iraq per House of Ashes, oppure la nave di Man of Medan), ma concentra tutta l’attenzione attorno ad una singolare figura e alle sue gesta: il famosissimo H. H. Holmes, famoso serial killer di fine 1800, quasi contemporaneo all’inglese Jack Lo Squartatore. Per chi non lo conoscesse, Holmes viene spesso definito il primo serial killer americano, famigerato per il suo “Murder Castle”, un hotel a Chicago che fungeva da copertura, trappola e da camera di tortura per le sue vittime ignare. The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me prende a piene mani dall’inquietante scenario del Castello della morte e reinventa l’hotel: i membri di una piccola società di produzione televisiva, la Lonnit Entartainment, vengono chiamati da un misterioso magnate a soggiornare in una riproduzione 1:1 del Castello per la seconda stagione del loro documentario, Architects of Murder. Alla disperata ricerca del successo, il gruppo accetta senza indugio finendo in una trappola ben oliata e architettata. Il cast include il regista Charlie Lonnit, il membro più anziano della troupe, fumatore incallito, appassionato ma irascibile cinefilo; Kate Wilder (interpretata da Jessie Buckley, candidata all’oscar), giovane ambiziosa nonchè “volto” del programma; Mark Nestor, mite fotografo e cameraman; Jamie Tiergan, addetta alla scenografia e tecnico superlativo, ed Erin Keenan, una stagista assunta come tecnico del suono, timida e affetta da attacchi d’asma. Come sempre abbiamo anche Pip Torrens nei panni del superbo Curatore, che ci accompagnerà nelle nostre scelte, supervisionando il nostro lavoro da “giocatori”.

The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me, le novità dello slasher

Una delle novità di questo The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me è il sistema di inventario. Ogni personaggio ne ha uno ma, poiché i membri del gruppo appartengono ad società di produzione televisiva arrivata sul luogo apposta per le riprese, ogni membro inizia con articoli unici relativi al proprio lavoro. Mark, il cameraman, è dotato di una fotocamera con un flash che può utilizzare sia per scattare fotografie, sia come fonte di luce aggiuntiva. Anche se ancora non ci è stato svelato nulla da Supermassive o dalla prova del titolo, è molto probabile che scattare fotografie nell’ambiente circostante serva a raccogliere prove, come già visto nell’ultimo titolo The Quarry, in cui i sopravvissuti possono usare quanto trovato tra documenti, registri, nastri ed altro ancora per dimostrare la propria innocenza alla fine della storia di The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me. Jamie ha in dotazione un multimetro che può essere utilizzato per ricablare i circuiti elettrici, mentre Erin possiede un microfono direzionale che può percepire suoni attraverso le sottili pareti dell’hotel. E’ possibile che questi oggetti siano in qualche modo migliorabili, o che possano finire in possesso degli altri personaggi nel caso l’originale proprietario muoia in una delle innumerevoli “booby trap” del titolo.Tra le nuove aggiunge, oltre al nuovo sistema di oggetti, ci sono anche semplici enigmi come lo spingere oggetti od il recuperare codici e password nascoste per proseguire nella storia. Sotto questo punto di vista, The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me sembra aver ascoltato i feedback ricevuti sia dai fan che dalla critica, che lamentavano di un sistema un po’ troppo basato sui Quick Time Event. Il precedente titolo, House of Ashes, inoltre aveva migliorato le meccaniche di esplorazione incorporando un sistema di telecamere molto più fluido; The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me si sforza di fare ulteriori passi in avanti mantenendo queste migliorie ed implementando ambienti molto più dettagliati ed estesi, che danno la possibilità ai personaggi di correre, saltare, arrampicarsi e in generale di farsi strada in maniera meno lineare tra le stanze del maniero.

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A livello grafico, il salto di qualità è impressionante, sia confrontando The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me con Man of Medan, sia col più recente House of Ashes: il livello di fotorealismo mostrato dall’anteprima è impressionante e le animazioni facciali dei personaggi sono assolutamente convincenti e minuziosamente dettagliate. Anche le animazioni generali sono migliori e più rifinite; i personaggi si muovono e corrono in maniera credibile con ottimi tempi di risposta, eccetto nella parte giocata con Mike come protagonista che rispondeva con un leggero ritardo alla pressione dei tasti. Le texture si dimostrano di ottima qualità e l’ambientazione nel complesso sembra promettere pelle d’oca a tutto spiano. Abbiamo avuto pochi (ma ottimi e ben piazzati) jumpscare, dettati perlopiù dall’atmosfera, ed un senso d’ansia perpetuo che ad un certo punto si è trasformato in un delizioso stato di perenne allerta. Dalla demo, di circa un’ora e quindici minuti, non abbiamo criticità tecniche da segnalare a parte un lieve calo di framerate iniziale, che si è risolto già dopo i primi minuti di gioco.
The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me promette di essere il titolo più lungo della serie fino ad oggi, con un tempo di esecuzione stimato di circa 7 ore contro le 5 dei precedenti, escludendo la ricerca di finali, collezionabili e sbloccabili. Inoltre tra i bonus del gioco possiamo trovare degli interessanti filmati che approfondiscono le vicende attorno al caso Holmes, più un approfondito ed interessante documentario sulla sua storia, che riprende scritti storici e la documentazione effettiva (con foto d’epoca) sul killer più famoso d’America.

Aspettative altissime per l’hotel della morte

Nel complesso, The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me si prospetta come un gran gioco, azzeccato sia in termini temporali (la recente serie su Dahmer ha sollevato un certo interesse attorno ai casi criminali), sia di ambientazione. Non mancano i riferimenti al cinema, come ai vari Saw, a Shining e ad Halloween. Sembra che Supermassive Games stia trovando il suo passo nel bilanciare i vari elementi cinematografici con quelli di gioco, avviandosi alla produzione di quelli che sono, a tutti gli effetti, i migliori giochi narrativi horror del mercato. Consigliamo a chi non ha giocato i precedenti capitoli (qui il sito ufficiale) di provare la nuova formula, che potrebbe essere abbastanza adrenalinica e coinvolgente perfino per chi non tollera bene l’horror. Se invece siete giocatori di lunga data, andate tranquilli: sembra che Supermassive Games abbia confezionato un’esperienza di qualità. The Dark Pictures Anthology: The Devil in Me uscirà il 18 novembre 2022 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC.

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Erika Berselli

Erika Berselli

Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.

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