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Spider-Man: Miles Morales | Recensione

L’annuncio di Spider-Man: Miles Morales, avvenuto in concomitanza con il reveal della lineup di lancio di PlayStation 5, è stato seguito da diversi dubbi e perplessità da parte dei fan. Dopo una serie di dovute precisazioni, visti i tempi decisamente poco maturi per il sequel del titolo Insomniac Games uscito sul finire del 2018, Sony ha infatti dapprima confermato la natura di “Spider-Man 1.5” del titolo dedicato a Miles Morales, per poi confermare l’uscita in cross gen, sia su PlayStation 4 che 5. Il nuovo gioco degli Insomniac, che vede protagonista lo Spider-Man afro-americano esordito sulle pagine di Ultimate Spider-Man nel 2011 a seguito della morte del Peter Parker dell’universo alternativo Marvel, è quindi un approfondimento sul supereroe presentato già nel precedente capitolo, ma soltanto con un ruolo da comprimario. Più di un DLC e meno di un gioco completo, Spider-Man: Miles Morales non poteva comunque che attirare l’attenzione dei possessori della (o meglio, delle) console Sony visto il successo del primo capitolo. Forte di una versione potenziata e rivisitata su PlayStation 5, le avventure di Miles Morales non sembrano sfigurare nemmeno sulla console di bandiera uscente, portandosi dietro gli stessi pregi ma anche gli stessi difetti. Vi spieghiamo il perché in questo articolo.

Peter Parker

Ehi bimbo ragno!

Il primo Marvel’s Spider-Man si focalizzava sulle avventure del primo ed indiscusso tessitele Peter Parker, ma riuscì comunque a ritagliare uno spazio dedicato alle origini di Miles Morales, presagendo ad un suo ruolo più importante in futuro. Certi di ritornare nei panni di Parker in futuro, Spider-Man: Miles Morales è l’occasione per approfondire il secondo ragno in ordine di popolarità, reso ancor più cool e celebre dall’ottimo film d’animazione Spider-Man – Un nuovo universo, uscito sempre nel 2018. Le avventure di Insomniac dedicate a Morales rappresentano quindi uno Spider-Man di transizione, che aggiunge ulteriore carne al fuoco per la quale un semplice DLC non sarebbe potuto bastare. Dopo gli eventi del primo capitolo Miles si è allenato assiduamente con Peter Parker per poter essere in grado di portare la nomea di Uomo Ragno. Quale miglior banco di prova se non una temporanea assenza dello Spider-Man titolare per mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti? Peter Parker, infatti, dovrà assentarsi momentaneamente per seguire Mary Jane in un impegno lavorativo in Europa, passando così il testimone al giovane e debuttante Spider-Man di quartiere. Miles Morales, appena trasferitosi nel quartiere di Harlem con la madre a seguito dell’episodio che sconvolse la famiglia narrato nel primo gioco, si troverà quindi con le chiavi della città in mano e con parecchie grane da dover affrontare. In primo luogo la Roxxon, compagnia energetica che già nel precedente titolo creò non pochi grattacapi a Spider-Man, è alle prese con una nuova fonte d’energia sperimentale. Come se non bastasse, un’organizzazione denominata Underground tenterà in tutti i modi di fermare la Roxxon, causando però ancor più problemi al giovane Miles. Un vigilante mascherato dallo pseudonimo di Tinkerer a capo della fazione degli Underground non vedrà di buon occhio il nuovo Spider-Man, e cercherà quindi in ogni modo di rimuoverlo dall’equazione. Fortunatamente Miles Morales, pur essendo meno esperto del collega Parker, potrà fregiarsi di due nuovi poteri che lo rendono ancor più unico e speciale.

Bioelettricità

Il rock ti dà lo shock

Pur condividendo gran parte dei poteri con Peter Parker, il giovane Spider-Man di Harlem non è in tutto e per tutto simile al suo mentore. Il ragno che ha morso Miles Morales infatti gli ha conferito due poteri eccezionali: la bioelettricità con la quale è possibile sferrare mosse elettrizzanti in grado di scaraventare a distanza i nemici, e l’invisibilità, grazie alla quale è possibile sorprendere gli avversari senza farsi vedere. Il gameplay di Spider-Man: Miles Morales, così come la sua mappa di gioco, è ovviamente un more of the same del primo capitolo, impreziosito però dai due nuovi poteri che aumentano le possibilità di strategia e la spettacolarità delle combo. Basterà premere L1 per incanalare la bioelettricità raccolta e rilasciarla per eseguire mosse potenziate, definite “Venom” (no, non c’entra nulla il simbionte nemico dell’Uomo Ragno), capaci di infliggere ingenti quantità di danni. Tornano anche le fasi stealth nelle quali si dovrà eliminare in maniera silenziosa gli scagnozzi di turno, qui rese ancor più divertenti dalla presenza del potere dell’invisibilità. Miles Morales avrà inoltre a disposizione nuovissimi gadget e potenziamenti per la propria tuta. Oltre ai classici proiettili di ragnatela infatti, Miles potrà avvalersi dell’aiuto di ologrammi in grado di pestare i nemici, utili per le risse più affollate. Le bombe elettriche inoltre potranno far andare in corto circuito alcuni dispositivi friggendo così i nemici nei dintorni. Anche in questo caso, completando le missioni primarie e secondarie, raccoglierete punti esperienza che vi consentiranno di aumentare di livello, sbloccando così nuove abilità, costumi e potenziamenti. Immancabili anche i collezionabili ed i podcast, un ottimo modo per approfondire la lore (anche se con una trama che convince solo fino ad un certo punto) dietro al giovanissimo Spider-Man.

Tinkerer

Da grandi poteri derivano…grandi prezzi

A differenza della versione PS5, resa ancor più performante da una serie di migliorie grafiche e da caricamenti pressoché inesistenti, Spider-Man: Miles Morales su PlayStation 4 eredita lo stesso motore grafico e le stesse caratteristiche tecniche del primo capitolo, riproponendo una resa grafica non tanto distante da quanto visto due anni fa. Nonostante non si possa godere degli upgrade confezionati per PS5, la versione PS4 non sembra avere granché da invidiare alla sua controparte next-gen, riuscendo comunque a sfoggiare un frame rate di livello per potersi godere tutta la fluidità e la rapidità dei movimenti del ragno senza troppi rallentamenti. Pochi compromessi anche sul fronte audio: su PlayStation 4 è possibile infatti godere della stupenda colonna sonora (ricca tra l’altro di brani da autori celebri del mondo rap, trap e r&b) nonché l’ottimo doppiaggio in Italiano, già apprezzato nel primo capitolo e perfetto per godersi la mole di dialoghi anche nella nostra lingua. Se da un lato quindi la versione PlayStation 4 non sembra cavarsela affatto male, dall’altro si porta dietro però anche gli stessi problemi della “sorella maggiore”. La campagna principale di Spider-Man: Miles Morales, oggetto di discussione fin dal primo annuncio, richiede dalle 4 alle 6 ore per essere completata. Ultimando anche tutte le sfide secondarie e rigiocando il titolo con il New Game + per potersi accaparrare il Trofeo Platino, non si va oltre le 15-17 ore. Poco male, non fosse che, pur avendo la stessa longevità del DLC uscito per il primo capitolo, Spider-Man: Miles Morales viene venduto al doppio del prezzo.

Versione testata: PlayStation 4

Versioni disponibili: PlayStation 4, PlayStation 5

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.