Esistono episodi in una qualsiasi serie legata al nostro personaggio fumettistico preferito atti a stravolgere, nel bene o nel male, l’intero universo a cui appartiene.

Un caso particolarmente emblematico di ciò avvenne con il n.489 (in America n.546) della collana L’Uomo Ragno, pubblicato nel 2008 da Panini Comics e intitolato ”Un nuovo giorno”; il numero fu talmente significativo da cambiare totalmente – strategicamente attraverso una doppia cover – il titolo della testata in ”Spider-Man”, abbandonando la connotazione italiana impiegata dal primo debutto de L’Uomo Ragno in Italia grazie all’editrice Corno.

Il re-start, per un motivo o per un altro, non piacque ai lettori di vecchia data, e così come la Casa delle Idee ebbe il coraggio di proporre uno Spider-Man tutto nuovo, anche oggi Insomniac Games, per quanto concerne il lato videoludico dell’Uomo Ragno, si fa portavoce di una profonda e ardita aria di cambiamento, introducendo nel rispettivo gioco in uscita il prossimo 7 settembre un antagonista che apparve per la prima volta in quell’arco narrativo avviato con il n.489 della testata principale di Spidey: Mister Negative (o Mister Negativo).

Che vi piaccia o meno, gli sviluppatori dietro Spyro e Ratchet & Clank tentano di donare al Ragno partorito dalla mente geniale di Stan Lee e dalle matite dell’intramontabile Steve Ditko non solo un nuovo aspetto in termini di suit/costume, ma soprattutto un universo videoludico (già canonizzato dalla stessa Casa delle Idee) che andrà ad incidere il futuro dei videogiochi targati Marvel, permettendo a Spider-Man, così come avvenuto con il Batman di Rocksteady, di ritagliarsi un proprio franchise con svariate iterazioni al proprio interno.

Marvel’s Spider-Man guarda in grande, immagina un mondo in cui l’Uomo Ragno di Insomniac Games è già riuscito a conquistare una grossa fetta del pubblico di videogiocatori assidui su console PlayStation 4, senza alcun timore o remore di dimostrarlo. Osare è il verbo chiave e se volessimo citare una battuta storica dell’Uomo Ragno da cui Insomniac pare aver canalizzato bene la filosofia alla base, ”Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

 

Oscillando per New York

Introdotti nell’ultima produzione dello studio statunitense, ciò che immediatamente colpisce è la fluidità di movimento scaturita dall’uso delle ragnatele; che andiate a scontrarvi contro un grattacielo o un lampione, avrete sempre la sensazione di controllare un supereroe, e non un semplice manichino indifeso. Spider-Man si sposterà con estrema agilità ovunque decidiate di ‘volare’, correndo sugli edifici, aggrappandosi ad essi nel momento in cui ovvierete ad un attimo di riposo o per analizzare i dintorni della città dall’alto, o ancora, qualora foste particolarmente di fretta, impiegando due reti scaturite da entrambi i lancia-ragnatele per compiere un balzo in grado di donare uno sprint sostanziale alla vostra corsa per i cieli di New York.

Eventuali ostacoli ambientali a tale scopo, che siano ciminiere industriali o antenne, verranno automaticamente oltrepassati con un movimento irrisorio del nostro Ragno, come se stesse spostando in quel preciso istante una tazza di caffè.

Se ciò non fosse già abbastanza ”stylish” di per sé, aggiungeteci la possibilità di effettuare vere e proprie acrobazie per aria mediante l’acquisizione di una precisa abilità. Non sarà possibile combattere sulle pareti dei grattacieli al pari di Spider-Man: Il Regno delle Ombre, tuttavia tale feature, di fronte la mole di possibilità di movimento e di azione, non vi mancherà affatto.

Se l’ambiente sand-box di Spider-Man 2 per PlayStation 2 venne considerato come una pressoché perfetta riproduzione di New York, il modello proposto in Marvel’s Spider-Man detronizza dal podio la ricostruzione in questione della cittadina, permettendovi di ammirare le sue bellezze (e i lati meno magnifici come la sua criminalità) stando comodamente seduti. Il giro turistico potrà essere svolto attraverso il vostro amichevole Uomo Ragno di quartiere, che non di rado si concederà qualche battuta in grado di innervosire l’inflessibile Yuri Watanabe, e perfettamente in linea con il lato comico che da sempre caratterizza la sua figura; anzi, Insomniac Games è stata in grado di accentuarlo come mai prima d’ora all’interno di un videogioco firmato Spider-Man: basti constatare come, nel tentativo di eliminare le basi nemiche stanziate per tutta la città, l’Uomo Ragno abbia sempre una nuova battuta da proporre al giocatore, strappandogli un sorriso anche nei momenti più critici (sì, potreste sorridere anche se sarete ad un passo dalla morte).

Benché non sia possibile esplorare ciascuno dei distretti che compongono New York City, come le rispettive tre isole (dimentichiamoci del Queens, luogo d’origine di Peter Parker), la mappa che avremo a disposizione – di dimensioni non eccezionali, ma di media grandezza – presenta abbastanza attività da svolgere da colmare la mancata presenza di alcuni luoghi, quasi sicuramente previsti in un prossimo capitolo, che compongono la vasta cittadina americana.

Dalle classiche attività di soccorso in cui dovremo letteralmente salvare dalle lamiere delle auto alcuni sfortunati malcapitati alla raccolta di collezionabili sotto forma di zainetti contenenti gli affetti di Peter Parker (nonché chiari rimandi ad alcuni episodi provenienti dalla controparte animata e cartacea di Spider-Man se non addirittura cameo ad altri personaggi della Marvel come Daredevil), difficilmente proverete anche solo il minimo accenno di noia.

Vi sarà sufficiente sincronizzare le torri della Oscorp per rilevare ogni attività secondaria presente nella zona in cui vi trovate; se tale meccanica risulterà datata agli occhi di alcuni utenti vista la sua progressiva eliminazione da quasi ogni open-world e titolo sand-box in circolazione, possiamo affermare che, al contrario di ogni aspettativa, è stata contestualizzata a dovere come parte integrante delle mansioni facoltative da effettuare in-game.

 Tra qualche starnazzo di Jameson e crimini provenienti da ogni dove, c’è tanto da fare

La New York di Marvel’s Spider-Man non pullula solo di criminali di ogni tipo, dagli scagnozzi di Fisk agli aiutanti di Mister Negative: è il parco giochi ideale per ciascun fan dell’Uomo Ragno che si rispetti, anche solo intenzionato a sbloccare ogni costume opzionale che il gioco riserva per gli amanti delle sfide e delle attività secondarie. Il titolo, infatti, sprona l’utente desideroso di ottenere una ricompensa ai propri sforzi da supereroe con Gettoni e PE (Punti Esperienza), i primi dei quali potranno essere impiegati per l’elaborazione di un nuovo outfit, per ottenere Modifiche Costume al fine di equipaggiarsi di abilità passive a vantaggio dell’Uomo Ragno nel corso degli scontri, ed elaborare gadget inediti (occhiolino a Batman: Arkham) come un Lancia-ragnatele a fuoco rapido, uno appositamente studiato per paralizzare con scariche elettriche il nemico, o ancora uno strumento in grado di catturare e avvolgere in un bozzolo di ragnatele, al solo rilevamento ottico, un avversario nelle vicinanze.

Marvel’s Spider-Man non è ”amazing” solo di nome: lo è anche di fatto, grazie al lavoro pressoché impeccabile di Insomniac Games.

I PE, d’altro canto, permetteranno di effettuare un level up vero e proprio incrementando le statistiche di attacco, difesa, furtività e quant’altro dell’Uomo Ragno; ma non solo: con ciascun livello aggiuntivo avrete a disposizione un punto abilità da spendere in un’apposita griglia, composta da tre snodi principali: uno dedicato alle skill da Innovatore, uno da Difensore e un altro ed ultimo per le abilità da Lancia-tele. Ciascuna delle ramificazioni, caratterizzate da 11-12 slot da cui ottenere le vostre effettive skill (sarà necessario raggiungere il livello 50 per averle tutte), consente di beneficiare di mosse utilissime anche solo nei combattimenti, come la possibilità di effettuare tramite il prompt triangolo un K.O istantaneo a seguito di una schivata perfetta verso un nemico munito di un’arma da fuoco, oppure un’ulteriore abilità capace di disarmare qualsiasi avversario della rispettiva arma a distanza o ad attacco ravvicinato (opportunamente scaraventabile al mittente). Se pensavate che non fosse minimamente pensabile rispedire un razzo potenzialmente micidiale ai vostri punti vita al soldato di turno tramite delle semplici ragnatele, fareste bene ad accogliere l’idea.

Il sistema di combattimento, a primo impatto, potrà risultare una versione semplificata di quanto visto nella serie Batman: Arkham, tuttavia, proseguendo nella storia (di cui accenneremo brevemente in seguito senza alcuno spoiler di fondo), l’IA dimostrerà di essere tutt’altro che un semplice manichino contro cui tirare pugni, calci e ragnatele. Attendete giusto il tempo di trovarvi faccia a faccia con alcuni nemici di dimensioni nettamente più grosse delle vostre o altri a cui le vostre ragnatele non faranno un singolo graffio: avrete pane per i vostri denti.

Tecnicamente, ai fini degli scontri (e soprattutto nelle boss fights) impiegherete spesso e volentieri quasi ciascun tasto del controller; se siete familiari al sistema di combattimento di Batman di Rocksteady, immaginerete immediatamente che il button mashing non è una soluzione per concludere con successo un qualsiasi combattimento. In aggiunta ai classici tasti di attacco con cui scagliare calci e pugni (anche in aria), irrinunciabile sarà la schivata affiancata al tasto cerchio, mentre il tasto dorsale R1 verrà impiegato per lanciare le vostre ragnatele (ovviamente, non sono infinite), ed L1 per scegliere il gadget da cui scaturirà la tipologia di ragnatela che adotterete nel corso dello scontro, cambiabile in qualunque momento. La meccanica più innovativa del combat system risiede nella Concentrazione, accumulabile con ciascuna combo assestata con successo o a seguito di una schivata; essa sarà il vostro salvavita nel momento in cui necessiterete di una cura, oppure il colpo fatale per un nemico a vostra discrezione (eseguibile con la combinazione di tasto triangolo-cerchio). Per beneficiare di un’ulteriore arma offensiva/difensiva, ciascun costume a disposizione dell’Uomo Ragno garantirà un determinato potere; la tuta base, ad esempio, rigenererà per un determinato periodo di tempo la Concentrazione, mentre un outfit opzionale come la Iron Spider Suit tratta da Avengers: Infinity War garantirà a Spider-Man delle ”braccia” meccaniche aggiuntive sotto forma di zampe di ragno: tradotto, qualora i pugni e i calci non fossero abbastanza, vi basterà tirare fuori il lato ”Dottor Octopus” che è in voi.

Abbiamo accennato poco sopra al parametro ”furtività”, incrementabile con ciascun level-up: di fatto, contribuisce a rendere maggiormente invisibile il nostro eroe nelle fasi in cui vi sarà richiesta un minimo di capacità di stealth. Nascondersi agli occhi del nemico, osservando dall’alto le sue azioni e meditando sulle zone in cui piazzare delle trappole di ragnatele o dei semplici segnali composti della medesima sostanza al fine di distrarre il nemico, rappresenta un’occasione perfetta per uscire da uno scontro nella maniera più semplice e indolore.

Ma, a volte, situazioni del genere sono rese anche fin troppo alla portata di tutti per via di un’IA incapace di accorgersi che ”un tizio qualunque” in costume abbia spiccato il volo proprio davanti a lui, o che gli sia piombato proprio dietro le spalle dopo aver steso, tramite un prompt specifico, un suo collega. Intelligenza artificiale di nome, ma non di fatto: perlomeno, a difficoltà normale.

Fortunatamente, occasioni in cui assisterete ai deficit dell’IA nelle fasi stealth si possono contare sulle dita di una mano.

Non solo Spider-Man al centro dell’azione

Bilanciare una vita all’insegna di imprese eroistiche diversamente riconosciute e una in cui ci si dedica anima e corpo alla ricerca scientifica è quantomai difficile per Peter Parker, giovane che, seppur laureatosi, non gode di un’occupazione stabile; sulle sue spalle, oltre ai classici problemi da individuo che tenta di trovare un posto al mondo, gravano i problemi di New York riconducibili ad una criminalità sempre più allo sbaraglio.

Non per questo, l’alter ego Spider-Man godrà di ogni riflettore: Insomniac Games è riuscita nell’obiettivo di valorizzare le doti di Peter, donandogli un numero adeguato di sequenze/cutscenes nel corso delle missioni primarie e, in termini di gameplay, di ”minigiochi” in stile Bioshock in cui saremo chiamati a sistemare determinati strumenti scientifici, talvolta necessari per proseguire nella campagna principale.

Ciò che colpisce del lavoro di sceneggiatura di Insomniac Games, affiancato agli studi Marvel, è la sensibilità e l’attenzione posta sul concetto di dualità tra individuo dotato di poteri paranormali e persona ‘comune’: non solo Peter Parker è costretto talvolta ad accettare alcune dolorose conseguenze e responsabilità scaturite dal fatto di essere Spider-Man; anche il peggiore dei nemici può risultare attanagliato dall’emblematica citazione ”Da grandi poteri, derivano grandi responsabilità”.

Porre enfasi sul lato psicologico di nemesi e alleati è quanto di più riuscito ci sia nella produzione di Insomniac Games.

Quanto non è riuscito a convincere totalmente è stato, sul versante nemesi e personaggi in generale, il trattamento riservato alle missioni secondarie: da side quest in cui potremo incontrare nemici storici dell’Uomo Ragno (e altri che hanno semplicemente voglia di ”trollarlo”), troveremo missioni – numericamente maggiori rispetto alle occasioni di incontro con volti familiari – in cui avremo il compito di catturare dei piccioni sotto commissione di un cittadino particolarmente ossessionato dai propri volatili fuggitivi, e altre in cui, a più riprese, avremo il dovere di soccorrere alcuni studenti andati completamente fuori di testa a seguito di uno specifico evento. Sarebbe stato nettamente più interessante assistere a qualche cameo al vasto universo Marvel, a missioni interamente dedicate ad alleati e nemici di Spider-Man, piuttosto che dover sbrigare le ennesime richieste di soccorso da parte dei cittadini (già presenti pattugliando semplicemente in volo New York, vedasi le situazioni in cui dovremo salvarli dalle lamiere delle auto).

L’inventiva non sarebbe mancata se gli sviluppatori, su tale fronte, avessero osato di più, proponendo ulteriori NPC originali del mondo di Marvel’s Spider-Man esclusivi delle side quest.

Non vi è alcun downgrade se si pensa che, talvolta, nel corso dello sviluppo di un gioco, si decide di modificare, al fine di migliorare il prodotto finale, determinate caratteristiche come la luminosità che andranno ad avere un impatto sulla resa scenica di una semplice cutscene. Tra un dibattito sulla pozzanghera mancata di turno e l’altro, Marvel’s Spider-Man rappresenta il miglior gioco d’azione che possiate trovare in circolazione dedicato all’amichevole Uomo Ragno di quartiere, nonché il perfetto tributo ad un eroe che da anni meritava un’iterazione all’altezza del suo personaggio.

Marvel’s Spider-Man non è ”amazing” solo di nome: lo è anche di fatto, grazie al lavoro pressoché impeccabile di Insomniac Games.

PRO:

  • Il gioco di Spider-Man che i giocatori e fan meritavano.
  • Peter Parker non è una semplice comparsa né è oscurato dal suo alter ego; Insomniac è stata in grado di valorizzarlo su ogni versante.
  • Anche le nemesi che incontrerete nel corso della storia hanno ricevuto la dovuta attenzione.
  • Grafica e colonna sonora all’altezza.
  • I costumi opzionali e i collezionabili, un graditissimo tributo agli universi del ragnetto.
  • Osservando alcuni grattacieli è possibile scorgere parte dell’arredamento dell’abitazione dei cittadini. Cura ai dettagli, la chiamavano.
  • J. Jonah Jameson.
  • Tecnicamente eccellente, ad eccezione…

CONTRO:

  • … dell’IA altalenante nelle fasi stealth.
  • Le missioni secondarie potevano godere di qualche volto familiare in più.

 

Voto finale: 9

A questo indirizzo anche lo speciale: “I migliori videogiochi dedicati a Spiderman”

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