Diciamoci la verità: quanti tra voi avrebbero davvero scommesso sul successo di Nintendo Switch? Chi scrive queste righe si occupa personalmente delle faccende che riguardano la grande N nella redazione di Game-eXperience: eppure io per primo, dopo aver assistito alla diretta streaming di reveal della console, ho sospirato alzando gli occhi al cielo ed esclamando “non hanno capito niente, sarà una Wii U 2 in tutti i sensi”. Ed invece mi sbagliavo di grosso.

Inizialmente i fatti sembravano darmi ragione: la famosa “Karen” del video di presentazione è diventata meme virale nel giro di 24 ore rappresentando la tipica “nerd” moderna, un pò casual gamer ed un pò hardcore gamer, che porta Switch alle feste con gli amici. Molti commentatori mostrarono una certa preoccupazione, considerando che l’hardware di Nintendo Switch sembrava essere di poco superiore a quello di Wii U. Ci aspettava un’altra era di porting di basso interesse ed esclusive con stile grafico della generazione videoludica passata? Non avrei scommesso un centesimo sulla nuova console Nintendo. Ed invece è stato un successo globale ed inequivocabile: la notizia di oggi riporta quasi 18 milioni di console vendute in un solo anno, superando la base installata di tutto l’arco vitale di Wii U in poco più di 365 giorni.

Ma facciamo un passo indietro: Satoru Iwata ci ha lasciati nel 2015, poco dopo uno dei peggiori Nintendo Digital Event della storia in termini di approvazione del pubblico. Lui non c’era: hanno scelto pupazzi in stile Muppet. Il motivo è diventato chiaro un mese dopo, quando il (neppure tanto) vecchio Satoru se n’è andato all’improvviso generando un’ondata di cordoglio globale. Poi è arrivato Tatsumi Kimishima, presidente “pro tempore” (anche se non si sapeva bene per quanto) che ha messo KO le voci di un’eventuale presidenza guidata da Shigeru Miyamoto. Kimishima è stato praticamente l’opposto di Iwata: serio e poco presente mediaticamente, un affarista di scuola “Yamauchiana” che pensava principalmente a come dare lo scossone necessario ad una macchina che pareva in gravi difficoltà. L’era Wii U è stata innegabilmente disastrosa per Nintendo, e nonostante io personalmente apprezzassi moltissimo Iwata in termini personali ed artistici non ho mai approvato la sua presidenza degli ultimi anni. Scelte di marketing sbagliate, strizzate d’occhio continue al pubblico casual che NON E’ FIDELIZZABILE per definizione, perchè liquido ed in movimento continuo. Poi è arrivata Nintendo Switch e tutto ha iniziato a cambiare.

Sarà l’idea di una console ibrida? I Joy-Con con HD rumble? Chi lo sa. Però ha funzionato: nonostante sia la console più “debole” in termini di potenza di calcolo presente sul mercato, Switch ha “spaccato” ed ha riportato Nintendo sulla cresta dell’onda grazie anche al gran numero di titoli di spessore lanciati in una finestra temporale decisamente breve. Il 2017 è stato l’anno zero per Nintendo: Switch doveva farcela e ce l’ha fatta. Anche se non vendesse più una singola console per i prossimi anni, Nintendo avrebbe portato a casa un risultato migliore di quello ottenuto con Wii U. Il meeting con gli azionisti tenutosi oggi, 26 Aprile 2018, ha confermato l’ottima tendenza: poi il terremoto.

Tatsumi Kimishima lascia la presidenza dopo quasi 3 anni, dimissioni effettive a partire dal prossimo 28 Giugno: al suo posto arriva Shuntaro Furukawa, 49 anni (il gruppo sanguigno non me lo ricordo) ed un passato come membro del consiglio di amministrazione per Nintendo e The Pokémon Company. Sicuramente un buon profilo, relativamente giovane e preparato: come gestirà la sua presidenza? Forse un ritorno degli apprezzati e quasi scomparsi Nintendo Direct con la formula “Iwatiana” basata sul divertimento? Non ci è dato saperlo. Neppure il tempo di digerire la notizia e ne arriva un’altra, che colpisce soprattutto gli utenti europei: Satoru Shibata, quasi omonimo di Iwata, lascia la presidenza di Nintendo Europe e torna a casa in Giappone con la carica di Senior Director. Un colpo più pesante, soprattutto perchè Shibata era solito apparire durante eventi italiani (come la Milan Games Week) e vagare tra la folla come un qualunque visitatore mostrando la sua indole gentile ed alla mano. Volto noto ai giocatori europei poichè “protagonista” dei Nintendo Direct dedicati al nostro continente, mostrava una sorta di elegante simpatia accettando spesso di apparire in cosplay per gli annunci più importanti o scatenandosi in balletti “Para-Para” con tanto di soundtrack del gioco presentato.

2017-2018: un periodo di circa 365 giorni che ha di fatto cambiato il volto di Nintendo. Dal fallimento al successo, da vecchi a giovani, da fisso ad ibrido (chissà quanto durerà ancora 3DS?) e l’arrivo imminente della fusione tra videogioco e oggetti di cartone. Tutti quelli che dicevano “Nintendo non sa rinnovarsi” hanno avuto una risposta potente. Tutti quelli che dicevano “Nintendo è finita” sono stati nuovamente smentiti dai fatti. La grande N non è mai stata così in forma, ed i cambiamenti spesso sono un passaggio necessario affinché le cose migliorino. L’anno zero è appena terminato con roboanti cambi al vertice: cosa ci attende nel futuro?

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