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Sonic Origins – Recensione

Frenesia e precisione: questo è Sonic Origins

Sonic Origins porta le vecchie glorie del porcospino più famoso del mondo ai fasti della nuova generazione. Con qualche piccolo compromesso…

Quella di Sonic è una delle saghe più longeve del mondo del gaming, partendo dal lontano 1991, come mascotte della allora neonata Sega Mega Drive. In questi trenta e passa anni, il porcospino azzurro made in Sega ci ha fatto compagnia con una moltitudine di episodi, più o meno riusciti, rimanendo un faro immarcescibile della software house nipponica, a dispetto del passaggio di anni e generazioni di macchine da gioco. Ed è così che arriviamo oggi, dopo ben due lungometraggi e svariate incursioni transmediali, alla pubblicazione di Sonic: Origins, prodotto con cui Sega porta all’attenzione del grande pubblico i primissimi episodi di uno dei suoi franchise di punta.

Ci troveremo dunque alle prese con Sonic the Hedgehog, Sonic the Hedgehog 2, Sonic & Knuckles e, perla rara per via della sua esigua diffusione al tempo Sonic CD, iterazione MEGA CD della saga. La creazione di una vera e propria mascotte, diretta oppositrice di quella Nintendo, riuscì perfettamente, regalando agli utenti sony titoli e gameplay completamente in opposizione alla olimpica calma necessaria per approcciare Mario Bros & co., rendendo possibile le primissime iterazioni di speedrun e permettendo ai videogiocatori di completare, in preda ad una frenesia, che non va però scambiata con superficialità, le varie zone e sottozone che compongono ogni singolo livello.

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Mettiamo subito in chiaro le cose, però: non si tratta di un remake, bensì di un mero porting, realizzato avvalendosi del versatile retro-engine, dei primi quattro episodi della saga, debitamente ripuliti ed ottimizzati, al fine di una corretta preservazione di quello che può essere considerato, a tutti gli effetti, patrimonio culturale del gaming.

Sonic Origins è una gioia per gli occhi

Ciononostante, non si deve pensare che Sega abbia dormito sugli allori, limitandosi a fare il compitino da sei politico: Sonic Origins, infatti, porta con sé tanta carne al fuoco, presentata in molteplici modalità, ognuna dannatamente rispettosa, però, dell’identità originaria dei titoli presenti in questa raccolta. Potremo dunque giocare ogni singolo titolo in modalità classica, ripercorrendo tout-court le gesta del porcospino nella sua forma originale, con la visualizzazione in 4:3 e nessuna novità di sorta rispetto agli antesignani per MegaDrive/MegaCD.

In alternativa è possibile, abbassando notevolmente il fattore difficoltà, approcciare i sopraccitati quattro titoli mediante la modalità anniversario, con visualizzazione in 16:9, eliminando le fastidiose bande nere (sostituite però, nella modalità classica, da immagini tratte dal titolo che stiamo giocando) e anche donandoci vite infinite. Giunge inoltre, come graditissima aggiunta, l’adozione di un sistema di checkpoint capace di evitare la ripetizione, dall’inizio, di ogni singolo livello: se ne sentiva davvero il bisogno.

Sonic Origins - il menu

Alla fiera si aggiungono le modalità Missione, Sfida e Assalto al boss, che ci permetteranno, rispettivamente di affrontare i giochi come fossero tutti parte di un unico arco narrativo, con tanto di scene in cgi nuove di pacca, di partecipare a sfide speciali nei panni di Sonic o Knuckles, e di affrontare il dottor Robotnik in tutte le sue varie e variegate forme, senza ausilio di anelli e, dunque, con una difficoltà sensibilmente più elevata. Completa il quadro, una modalità Museo grazie alla quale potremo accedere ad immagini, video o pezzi delle colonne sonore, alcuni liberamente accessibili, altri sbloccabili progredendo ingame.

60fps e pulizia grafica: what else?

Il grosso del lavoro è stato svolto sia sul lato tecnico che, in modo molto insospettato, su quello grafico. Dal punto di vista tecnico assistiamo ad un fine lavoro di ottimizzazione del control-system, atto a svecchiarlo e renderlo più appetibile alle nuove generazioni, buttando nel dimenticatoio la legnosità endemica di un sistema progettato per macchine e pad di oltre trenta anni fa.

Il lavoro di cesello ha fatto si che ora, oltre alla classica croce direzionale, sia possibile utilizzare gli stick analogici per gestire il movimento di Sonic Origins, donando responsività senza latenza nonostantela alta velocità di gioco. Qualche piccola imprecisione nella gestione dei comandi crea, talvolta, quel secondo di empasse decisivo per la corretta effettuazione della giocata perfetta: Headcannon Games dovrà lavorare di rifinitura per eliminare qualche piccolo bug nel sistema di controllo ma, in generale, tutto fluisce più che bene.

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Va merito ai ragazzi di Headcannon Games, compagnia interna a Sega, di aver riposto particolare attenzione tanto nella ottimizzazione del comparto tecnico, quanto di quello grafico, donandoci quattro episodi, pur pixellosi in quanto figli di almeno tre ere geologiche del gaming fa, saldamente ancorati a 60fps e con una pulizia grafica encomiabile, soprattutto nella versione Anniversario, progettata e realizzata appunto per fruire al meglio degli attuali schermi in circolazione. Va detto, in tutta onestà, che, al netto di un lavoro di ottimizzazione sopraffino, sovente ho assistito a glitch grafici o a qualche imprecisione, ma nulla che vada ad inficiare o rovinare l’esperienza di gioco in modo sostanziale. Unica grossa pecca, la presenza di DLC a pagamento, ripeto A PAGAMENTO, su giochi che hanno già detto tutto da circa due decadi…salvo costringere gli utenti a scegliere la versione digital deluxe.

Il comparto sonoro di Sonic Origins è stato riproposto nella sua interezza, tranne le tracce audio di Sonic the Hedgehog 3, per apparenti motivi di copyright, e rende giustizia, come lo faceva già tre decadi fa, ad un gameplay adrenalinico il giusto.

In conclusione

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Giovanni Tomaselli

Giovanni Tomaselli

Videogiocatore da quando ha memoria, è disperso nella wasteland alla ricerca di bamboline della Vault-tec, sperando di finire, un giorno o l'altro, la sua collezione!

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