Game Experience
LIVE

Shadow Warrior 3 – Recensione

Si è fatto aspettare per molto tempo il terzo capitolo del reboot di Shadow Warrior, alimentando tra i fan della serie targata Flying Wild Dog un certo hype. Dopo molti anni, le aspettative saranno state rispettate o è un flop?

Dopo 6 anni dall’uscita del secondo capitolo, Shadow Warrior 3 approda finalmente negli store digitali italiani (o in formato fisico attraverso il sito ufficiale) e si mostra più… debole che mai?
Sfortunatamente la nuova fatica del team polacco Flying Wild Dog non ha rispettato in pieno le nostre aspettative, risultando un gioco di indubbia qualità, ma stonando sotto alcuni aspetti. Quello che più ci preme evidenziare a voi lettori, e fan della serie, che dal precedente capitolo c’è stata una grande rivoluzione, rimuovendo gli elementi che identificavano Shadow Warrior 2 come un FPS dannatamente divertente e ben riuscito, come la cooperativa online e la libertà esplorativa delle mappe.

Di fatti la direzione che prende il gioco in termini di costruzione del gameplay è molto più lineare, così ripercorrendo una struttura già imbastita con il primo reboot del 2013. Ad alcuni potrebbe far storcere il naso, a tanti potrebbe sembrare pure una “genialata”, soprattutto in questo preciso periodo storico dove esce ogni giorno un Open World che inevitabilmente ci priverà di centinaia di ore della nostra vita per completare il bestiario di turno. A noi ci è sembrata una buona idea, soprattutto perché il primo Shadow Warrior ci aveva fatto godere come matti, ma…

Il ritorno in grande stile di Lo Wang

Tutti i migliori eroi che si rispettano, come il grande Thor della Marvel Cinematic Universe, dopo una sconfitta il proprio destino è ritrovarsi in mutande… letteralmente. La sconfitta subita nel finale di Shadow Warriors 2 ha portato una grande ferita all’autostima di Lo Wang, portando il suo morale così tanto a terra da piangersi addosso. Mentre stava rimuginando sul passato (facendo così un recap degli eventi al giocatore), l’ex datore di lavoro del protagonista Orochi Zilla si mostra a lui e lo conforta dicendogli che c’è un modo per contrastare il terribile drago: il potere della maschera di Hoji. In combutta con la strega Motoko, i due procedono al rituale per ottenere i poteri della maschera, ma non tutto procederà come i personaggi si aspettano.

Detto molto francamente, non abbiamo mai preteso una storia da urlo e non la pretenderemo: una narrazione semplici si confà perfettamente a un gioco di questo genere. Ma per rasserenarvi, vi possiamo dire che è molto carina e azzeccata, risultando a tratti pure incredibilmente sorprendente. Peccato però che la durata dell’esperienza duri al massimo 7 ore, due di queste però dedicate a un parkour non propriamente divertentissimo.

Un'arma speciale durante un combattimento in Shadow Warrior 3

Dritto al punto… forse un pò troppo!

Shadow Warrior 3 mostra il meglio di se quando si tratta di far male agli yokai e altro. Il gameplay è stato svecchiato dal gioco del 2016, mostrando i classici elementi che ci si aspetta in un moderno FPS-Arena. I pickup sono sparsi per la mappa in maniera intelligente, tale da consentirci una facile memorizzazione della loro posizione.

Uno dei grandi cambiamenti del secondo capitolo è la struttura del gioco, rimuovendo la libertà che Shadow Warrior 2 ci aveva offerto a favore di una linearità morbosa in stile Doom Eternal, ma fatto peggio. Saranno pochissimi i momenti che non ci ritroveremo ad affrontare gli yokai in aree chiuse, con la riproposizione di mappe molto simili tra di loro. Questo può essere o meno un aspetto negativo, ma ciò rende sicuramente Shadow Warrior 3 un gioco estremamente ripetitivo quando si raggiunge la fine dell’avventura di Lo-Wang.

L’arsenale è molto interessante e offre le tipiche armi che ti aspetteresti da questo genere di gioco, con un paio di chicche divertenti. Una balestra spara shuriken che fa a pezzi i nemici è quello che si desidera da Shadow Warrior: un’arma che spara a raffica che “sdruma” (termine tecnico di alto livello per indicare qualcosa consumato/distrutto incredibilmente) i demoni mostrandoci quanto è bello lo splatter. Come è tipico nella serie, la katana provoca il maggior caos, smembrando i demoni e sgorgando sangue su ogni pixel del nostro schermo. Sfortunatamente, usare la katana non è così bello come dovrebbe, o almeno non quanto il capitolo precedente. Certo, dovrebbe essere un tipo di arma hack and slash, ma non è così divertente e appagante come un tempo.

Shadow Warrior 3 ti consente anche di potenziare le abilità e le armi del tuo personaggio con punti abilità di potenziamento che sono sparsi casualmente nel gioco. Si può guadagnare punti abilità completando le varie sfide offerte dal gioco, che di solito includono di “uccidere una certa quantità di nemici in un modo specifico”, solito in giochi del genere, ma via menu. Infatti oltre alla missione principale non ci sarà nessun’altro tipo di missione, tagliando totalmente la parte opzionale di un’avventura che ci aspetta di trovare in un gioco del 2022.

I rampini e il parkour sono degli elementi molto presenti durante la campagna e vengono utilizzati esclusivamente per consentire a Lo-Wang di attraversare i livelli dell’arena in modo rapido. Peccato che non siano stati adeguatamente sfruttati, risultando più una noia che un’aggiunta divertente. Applicata agli scontri non è neppure malvagio, ma ci si aspettava di qualcosa più divertente e non un intermezzo per prendere minutaggio nell’esperienza.

Lo-Wang ha anche la capacità di eseguire un’uccisione istantanea su quasi tutti i nemici nel gioco una volta caricato il contatore apposito. L’esecuzione di queste animazioni di uccisioni istantanee è interessante all’inizio, ma invecchia abbastanza velocemente dopo la cinquantesima volta che le vedi durante la tua avventura. Queste uccisioni istantanee consentono anche a Lo-Wang di utilizzare le abilità speciali dei demoni, che si tratti di congelare nemici, trapani giganti o un bulbo oculare a lama che vola intorno all’arena facendo a pezzi altri demoni. Ci sono più di una manciata di queste abilità e sono essenziali a volte per ottenere il controllo dell’arena, specialmente quando si avverte la sconfitta.

La katana, una delle armi più belle della serie di Shadow Warrior

Dove Shadow Warriors 3 eccelle… e fallisce

Sul comparto artistico è invidiabile. Il design dei mostri, come gli stessi modelli, sono belli da vedere, affascinanti e incredibilmente ispirati. Gli Yokai non sono mai stati così tanto demoniaci e grazie ai colori molto vividi che caratterizzano il gioco, l’impatto generale risulta ancora più bello.

Anche il comportato sonoro fa la sua decente parte, offrendoci una grande selezione di audio molto intriganti e che contornano in maniera molto adeguata l’esperienza di Shadow Warrior 3, anche se la colonna sonora risulta sottotono. Invece ci ritroviamo indispettiti sulla localizzazione del gioco che ha visto adattato più di una decina di lingue del mondo, tranne l’italiano. Vi è anche da segnalare che il doppiatore originale di Lo-Wang è stato sostituito da Mike Moh, un professionista abbastanza conosciuto nel mondo dei videogiochi. L’irriverente carattere del protagonista calza a pennello con la voce di Moh, soprattutto in questo gioco dove Lo-Wang è davvero onnipresente dato che parla di continuo. Potrebbe sembrare una scocciatura, ma non lo è, il contrario.

Però sul livello tecnico non ci siamo: oltre al fatto che sempre, e vi diciamo sempre, vi darà l’idea di star giocando a un titolo Old Gen risalente al primo anno di Playstation 4 e Xbox One, sono presenti molti cali di frame durante gli scontri e una sezione buggata. Fortunatamente sulla versione di Shadow Warrior 3 che possediamo (Xbox Series X) non abbiamo riscontrato nessun problema particolare relativo a freeze o crush.

Un mostro di Shadow Warrior 3

Articoli correlati

Kevin Ferrari

Kevin Ferrari

"Se le uova sono essenziali per la carbonara, i videogiochi sono fondamentali per la mia vita. Perciò se vi avanza un posto a tavola invitatemi pure che ne sarò contento."

Condividi