Correva l’anno 2008 quando Sacred 2: Fallen Angel, seguito dell’omonimo gioco, fece il suo debutto su Xbox 360, PlayStation 3 e PC. Un action RPG, improntato ad un button mashing, che riuscì però, nonostante alcuni macroscopici difetti, a far breccia nel cuore degli appassionati e guadagnarsi un posto di tutto rispetto nella memoria videoludica dei tempi che furono. Ora, a distanza di ben diciassette anni, dopo aver assistito ad un terzo capitolo che non riuscì però a replicare il successo del diretto predecessore, abbiamo la possibilità di mettere le mani su Sacred 2: Fallen Angel Remaster, attualizzazione next gen che permetterà di tornare nel continente di Ancaria, o di varcare per la prima volta i suoi confini. Siamo dunque di fronte ad un pigro remake in guisa di effetto nostalgia o ad una operazione di svecchiamento a tutto tondo? Tra le due, ahinoi, sicuramente la prima. Ma andiamo per gradi e tuffiamoci nella nostra recensione di Sacred 2: Fallen Angel Remaster.
Si torna sempre dove si è stati bene. Forse…

Sacred 2: Fallen Angel Remaster può essere considerato un prologo al primo capitolo: gli eventi ivi narrati avvengono infatti ben duemila anni prima di quelli del capostipite. Vanno a narrare la guerra per il possesso della Energia T, donata dai serafini agli alti elfi. scatenando una sanguinosa lotta tra razze. L’energia, influenzata da questa perenne belligeranza, inizia ad influenzare anche il mondo circostante, trasformando le pacifiche creatura prima esistenti in letali e aggressive macchine da guerra.
Per far fronte a questa minaccia potremo avvalerci di uno tra sei personaggi, ciascuno con la propria classe e le proprie, pertinenti, caratteristiche. A ciò, andremo ad aggiungere la possibilità di votarsi ad una specifica divinità, acquisendo in seguito una specifica magia, capace di togliere le castagne dal fuoco in più di una occasione. Peculiarità di questa produzione, la possibilità di seguire (e perseguire) due differenti percorsi, luce e ombre, dalla cui scelta dipenderà il futuro del continente di Ancaria: ciononostante, la scelta di una delle due fazioni non comporterà una gigantesca differenziazione nel gameplay e nel numero delle missioni, eccezion fatta per qualche missione specifica e per il finale.
Come nella versione originale, Sacred 2: Fallen Angel Remaster ci mette a disposizione un numero impressionante di quest e sottoquest, spesso e volentieri, però, slegate una dall’altra, senza un reale filo narrativo interconnesso, andando a spezzare il ritmo di una narrazione, già di suo, non eccelso. Questa versione, inoltre, comprende tutti i contenuti scaricabili aggiuntivi rilasciati in seguito, fornendoci dunque la versione definitiva dell’esperienza di gioco di Sacred 2: Fallen Angel.
Tirato a lucido ma…

Sacred 2: Fallen Angel Remaster ci riporta, tanto su console quanto su PC, nel continente di Ancaria, dandoci la possibilità di rivivere (o di vivere per la prima volta) gli eventi e le gesta che abbiamo già apprezzato nel lontano 2008. E, forse, questo è il suo principale problema. Non è possibile, infatti, operare una operazione di svecchiamento su un titolo così vetusto, operazione che può si dare nuova linfa agli ambienti di gioco e ai personaggi, ri-adattati alle peculiarità delle attuali macchine da gioco, lasciando contestualmente inalterato, o quasi, il gameplay. Al netto, infatti, di qualche aggiustamento nel combat system, teso ad adattarlo ai nuovi controller e a renderlo meno legnoso, il gameplay si presenta 1:1 come era nel prodotto rilasciato nel 2008.
E, se da un lato, questo particolare rappresenta un modo impeccabile per una corretta preservazione di un patrimonio videoludico con una datazione certa, dall’altra va a stridere con la dicitura REMASTER inserita nel titolo, caratteristica che crea negli utenti una aspettativa, per lo meno, di maggiore spessore rispetto a quella qui presente. Invece, nel caso di questa remaster, è stato fatto esclusivamente il compitino, permettendo alle nuove console di far girare questo prodotto, con un parco texture ben elaborato ed attualizzato, una endemica maggior pulizia grafica ma, allo stato dei fatti, nulla che possa stravolgere l’esperienza di gioco complessiva.
Remaster? Con moderazione, grazie.

Non bastano, infatti, alcuni aggiustamenti alla quality of life e la possibilità di salvare in qualsivoglia momento: Sacred 2: Fallen Angel Remaster rimane un titolo divertente ma poco più che sufficiente, una remaster che sa di vecchio nonostante gli sforzi profusi per attualizzarlo e renderlo fruibile ad una nuova generazione di videogiocatori.
Il valore del titolo rimane invariato, sia chiaro, ma questa remaster 1:1 porta con sé tutti i limiti e le asperità di un prodotto che, se nel 2008 poteva essere considerato, per via di una minore potenza computazionale delle macchine da gioco, di buona caratura, risulta ora si gradevole ma appena accettabile.
La recensione in breve
Sacred 2: Fallen Angel Remaster ci riporta, nel continente di Ancaria, in maniera pigra ed indolente. Il compitino di rimasterizzazione rende fruibile il prodotto THQ Nordic sulle nuove macchine da gioco, non regalandoci guizzi o sconvolgimenti di sorta. Sacred 2: Fallen Angel Remaster rimane dunque un gioco gradevole ma che difficilmente riuscirà ad espandere il bacino di utenza oltre quello dei nostalgici più incalliti.
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Voto Game-Experience
