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Resident Evil: Revelations – storia di un successo poco considerato | Speciale

Resident Evil Village sta ottenendo successi di critica e pubblico: ultima incarnazione di una serie storica, da sempre sinonimo del genere survival horror, che mette a segno un altro buon colpo dopo il successo sancito dalla “rinascita” dell’episodio VII. La serie principale (quella accompagnata dal “numerino” dopo il titolo, per intenderci) è ovviamente quella più seguita e nota a livello generale, ma come molti di certo sapranno esistono un gran numero di spin-off e capitoli che narrano side stories. Uno di questi, che personalmente considero la cosa migliore mai capitata alla serie nell’ampio spazio temporale intercorso tra Resident Evil 4 e Resident Evil 7, è quello che andiamo ad esaminare oggi. Benvenuti (o bentornati?) sulla nave da crociera “infernale” di Resident Evil: Revelations.

Nato originariamente su Nintendo 3DS nel 2012, questo episodio si svolge a cavallo tra gli eventi narrati nei capitoli 4 e 5 della serie principale. Tutto ha inizio a Terragrigia, città futuristica sperimentale ad ampia spinta ecologica interamente rifornita di energia pulita e rinnovabile. Costruita nel mezzo del Mar Mediterraneo in un periodo di 11 danni dal 1993 al 2004, la città divenne simbolo mondiale di avanzamento tecnologico e sviluppo sostenibile. Tutto finì nel 2004 con l’attacco bio-terroristico perpetrato dall’organizzazione criminale “Il Veltro”: l’azione terroristica avvenne tramite l’utilizzo di B.O.W. (acronimo di Bio Organic Weapons) derivate dagli Hunter originali della compagnia Umbrella. Venne inoltre utilizzata per la prima volta su larga scala la variante mutante del virusT: il T-Abyss (arricchito con geni di creature marine) creò un caos tremendo e l’unica soluzione per contenere la minaccia mondiale venne trovata dopo una consultazione tra Morgan Lansdale, lader della FBC/Federal Bioterrorism Commission, e Clive R. O’Brian, leader della neonata BSAA/Bioterrorism Security Assessment Alliance fondata anche grazie al supporto di Jill Valentine e Chris Redfield.

Resident Evil: Revelations

Le due organizzazioni concordarono sulla soluzione più drastica ed efficace: distruggere Terragrigia utilizzando la potenza di fuoco del satellite Regia Solis, lo stesso che accumulava energia solare per alimentare la città. Nel giro di pochi minuti, dopo l’evacuazione di quante più persone possibili, tutto era finito e le rovine di Terragrigia restavano isolate in mezzo al mare a testimonianza futura delle minacce basate sul bio-terrorismo. L’organizzazione Veltro, così com’era apparsa durante l’attacco a Terragrigia, scomparve misteriosamente. Chris Redfield venne inviato insieme alla compagna Jessica Sherawat a cercare informazioni su Veltro, ma le comunicazioni si interruppero improvvisamente: Jill Valentine ed il compagno Parker Luciani vennero quindi inviati alla ricerca di Chris e Jessica. Il duo arriva quindi a bordo della nave da crociera Queen Zenobia, dispersa nell’oceano ed apparentemente abbandonata: un nuovo incubo sta per avere inizio.

E’ difficile spiegare in poche parole le tonnellate di informazioni che vengono narrate durante lo svolgimento di Resident Evil: Revelations, anche grazie alla struttura “ad episodi” con riassunto ereditato dalle moderne serie TV. Il gioco, a livello di gameplay, rispolvera i classici canoni della serie regalando grandi soddisfazioni soprattutto ai fan del quarto episodio con protagonista Leon. Un mix di action shooter e survival horror con esplorazioni, puzzle ed alcuni scontri memorabili con boss ad alto livello di difficoltà.

E’ davvero interessante notare come Revelations riesca ad acchiappare il feeling giusto si a livello di meccaniche sia a livello di storytelling i classici canoni della serie “vecchia” pur introducendo nuovi elementi. Tralasciando la versione specificamente pensata per Nintendo 3DS e ricca di gimmick sorvolabili (con mira in prima persona, funzionalità 3D ambientali e Streetpass per scambiarsi oggetti tra giocatori) il gioco è arrivato su tutte le piattaforme possibili, ma contrariamente ad altri episodi è rimasto “sotto alla superficie” e non viene quasi mai citato quando si parla di questa serie.

Resident Evil: Revelations

Perché succede? Forse accade per lo stesso motivo di altri episodi come Code: Veronica o Outbreak. Per quanto assurdo possa sembrare, vengono spesso presi in considerazione solo i capitoli principali della serie (quelli con “il numerino dopo il titolo” come dicevamo prima) ignorando spesso ciò che gravita attorno al complesso mondo di Resident Evil. Se si ricordano i tempi non proprio esaltanti dei capitoli 5 e 6, Revelations è una gemma di rara qualità sia dal punto di vista tecnico/sonoro (“O Vendetta di Dio” è un pezzo musicale di rara bellezza) che dal punto di vista gameplay/narrativo: una storia intrigante, ricca di colpi di scena e con molti personaggi interessanti unita ad una longevità di tutto rispetto.

Perché considerare questo capitolo così poco? E’ una domanda alla quale è difficile trovare una risposta, considerato anche tutto il comparto post-gioco composto da livelli di difficoltà extra, gallery, Modalità Raid ed alto tasso di rigiocabilità per la campagna principale. Considerato che ora, come spesso accade, si sparge una nuova ventata di Resident Evil-mania grazie al lancio dell’ottavo capitolo, fatevi un favore: provate Resident Evil: Revelations se non l’avete ancora fatto. Mi ringrazierete più avanti.