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Remothered: Broken Porcelain | Provato

Remothered: Broken Porcelain è la seconda opera di Stormind Games nata da un’idea di Chris Darril e Darril Arts, che a discapito dei nomi anglofoni sono tutti italiani veracissimi, già autori del buon Tormented Fathers. Il titolo stealth horror prende ispirazione a piene mani da giochi come Clock Tower per regalarci un’avventura angosciante e ricca di suspance che fa della trama la sua arma principale. Se già con il primo titolo Remothered aveva gettato le basi per un universo dark estremamente intrigante, con Broken Porcelain assistiamo ad un’evoluzione del gioco nella sua interezza, che al netto della nostra breve prova ci ha convinto in maniera decisamente più completa. 

Remothered: Broken Porcelain

Remothered: Broken Porcelain è sicuramente ambientato nello stesso mondo del primo titolo, ma non è chiaro se si tratta di un prequel o di un sequel o di qualcos’altro. La protagonista si chiama nuovamente Jennifer, catapultata all’interno dell’albergo Ashmann Inn, luogo un tempo prestigioso ora gestito dal patron caduto in disgrazia Stefano Ashmann. La parte della storia viene spiegata in poco tempo tramite alcuni dialoghi che ci danno solamente l’infarinatura generale di quanto successo a Jennifer e alla sua migliore amica Linn, anche lei di stanza all’Ashamann e colpevole di aver tradito la fiducia di Jennifer in un non meglio precisato incidente. Lo sviluppo narrativo viene subito surclassato dall’ azione immediata, perché già dall’inizio della prova ci vediamo inseguiti in un ambiente senza uscite da uno Stalker mascherato, con il chiaro intento di farci fuori. Successivamente veniamo inseguiti anche da Andrea, una delle altre inservienti dell’hotel, che in un twist di ambientazione degno di Silent Hill, diventa un mostro con intento omicida. 


Come nel predecessore, l’unico modo per sfuggire da queste situazioni è nascondersi, e Remothered: Broken Porcelain mette in campo un gameplay nettamente migliore del precedente, grazie ad una fluidità di movimenti del tutto rimodellata e la possibilità di craftare oggetti recuperati lungo il livello. Questa nuova feature permetterà a Jennifer di poter resistere agli assalti degli Stalker in maniera più incisiva, riuscendo a scappare qualche volta in più dal loro abbraccio mortale, o di costruire diversivi utilissimi per poter distrarre i nemici. Tutto questo rende di fatto il gioco aperto a molte più possibilità e per certi versi, molto più adrenalinico ed angosciante, perché anche i nemici mostrati si sono rivelati decisamente più aggressivi.

Remothered: Broken Porcelain

L’Ashamann Inn, di chiara ispirazione Kubrickiana, è una location enorme e molto affascinante, non troppo diversa dalla villa del primo capitolo ma sicuramente meno labirintico. Nascondersi non basta in Remothered: Broken Porcelain, ma si dovranno risolvere anche una serie di enigmi per adesso ben strutturati ed integrati nel contesto di gioco. Tutte ottime premesse che mostrano quanto effettivamente si sia evoluto il team di sviluppo e quanto chiare siano le loro intenzioni. Anche a livello tecnico il salto è notevole e per certi versi impressionante. Le animazioni sono molto più fluide, la risoluzione è decisamente aumentata e i dettagli sono in numero decisamente maggiore. Rimangono per ora alcuni problemi di IA e di interazione, ma sono tutti già noti al team di sviluppo e che in fase di release è stato confermato saranno risolti (alla data di oggi anzi è stato comunicato che l’uscita del gioco verrà addirittura anticipata di una settimana, dal 20 al 13 Ottobre 2020).

A conti fatti, la nostra breve prova con Remothered: Broken Porcelain ci ha decisamente stimolato a volere di più del gioco, e non resta moltissimo prima di avere finalmente la copia finale. Siamo davanti ad una prova impressionante fatta dal team italiano che se dovesse confermare le sensazioni iniziali, porterebbe sicuramente alla ribalta il nome di Darril Arts e Stormind Games in maniera ancora più roboante. 

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