Alzi la mano chi si ricorda la serie di Clock Tower. Parliamo di avventura punta e clicca sul finire degli anni 90 a tema horror, parliamo di scenari in 2D in cui bisognava fuggire da mostri e serial killer imbattibili, parliamo di Scissorman e di una ragazza indifesa. Ai più giovani di voi, sarebbe più utile citare Alien Isolation o Outlast per far capire di cosa andremo ad affrontate con Remothered: Tormented Fathers, titolo horror tutto made in Italy di Darril Arts e sviluppato da Stormind Games. In realtà, Clock Tower è proprio il fulcro dal quale Remothered: Tormented Fathers parte per trovare la propria identità, passando al 3D e sfruttando l’Unreal Engine 4 per raccontare una storia di disgrazie umane e orrore nel primo di quello che è una serie di tre differenti episodi e che alla luce di quanto visto, non vediamo l’ora che escano. Abbiamo provato la versione PC, ma nel futuro arriveranno anche quella Xbox One e Ps4.

Rosemary’s Baby

In Remothered: Tormeted Fathers prenderemo i panni della dottoressa Rosemary Reed, modellata alla perfezione sulle sembianze di Jodie Foster ne Il Silenzio degli Innocenti, alla ricerca di una ragazza scomparsa, Celeste, figlia del ricchissimo notaio Felton, ormai anziano e malato, accudito nella sua monumentale villa dall’infermiera Gloria. Tuttavia è chiaro fin da subito come il vecchio signor Felton nasconda qualcosa e per questo Rosemary decide di intrufolarsi nella villa durante la notte, scatenando così l’incubo dal quale dovremmo fuggire per avere salva la nostra vita. Il signor Felton è tutt’altro che un anziano malato e reagisce malissimo all’intrusione di Rosemary, braccandola per tutta la casa inseguendola con una falce per impedirle di rivelare al mondo cosa la dottoressa ha scoperto all’interno della terrificante abitazione. Questo è solo l’inizio di un’avventura horror incredibilmente inquietante, con altri antagonisti terrificanti che si uniranno più avanti nel gioco e che daranno la caccia alla nostra dottoressa, sempre al confine tra il soprannaturale e il thriller, rimarcando ancora una volta come le cose più terrificanti siano frutto della mente umana e non di mostri o altre entità. La narrazione avviane ovviamente tramite cutscenes dall’incredibile regia cinematografica, ma anche raccogliendo i molti collezionabili sparpaglianti lungo la casa del dott Felton, i quali raccontano di una realtà imprenditoriale andata a male, di omicidi, tradimenti, ipnosi e abusi. Lo stesso personaggio della dottoressa Reed sembra nascondere alcuni segreti, di cui Remothered: Tormented Fathers volutmanete ci dà qualche anticipazione, lasciandoci così giustamente in attesa per gli episodi successivi.

Il fuoco, il clero, le falene

Come avrete capito Remothered: Tormented Fathers è uno stealth game in terza persona in cui dovrete risolvere una serie di enigmi per sfuggire alla vostra prigionia, braccati costantemente da un nemico che non può essere sconfitto. Spostarvi nel massimo silenzio all’interno dell’abitazione sarà la vostra priorità, cercando di sfruttare anche i nascondigli come divani e armadi sparsi per la casa. Qualora dovreste essere scoperti allora correre sarà l’unica opzione, cercando di seminare il vecchio Felton (o qualcosa di molto peggio, nelle parti più avanzate del gioco) e di riprendere la vostra ricerca. Gli unici strumenti a vostra disposizione saranno dei diversivi come bottiglie, palle di vetro e altri oggetti di uso comune che potranno essere usate per distrarre il nemico, mentre le armi da taglio saranno utili solamente nel momento in cui verrete afferrati, facendovi scappare e guadagnare qualche secondo prezioso. C’è anche la possibilità di bloccare alcune porte con una corda, aggiungendo anche un tocco di strategia al gameplay del gioco. Uno dei punti di forza di Remothered: Tormented Fathers è nei dettagli, nelle piccole cose, e in questo il gioco ne è pieno. Abbiamo apprezzato tantissimo ad esempio la differenza di suono tra il pavimento di legno e quello coperto da tappeti, permettendovi in questo modo di correre senza sollevare eccessivo rumore; la necessità di rimanere concentrati nel nascondiglio quando il nemico è vicino per evitare di essere scoperti tramite un semplicissimo minigioco; i continui borbottii del dott. Felton e il salmodiare della Suora Rossa che indicano la loro presenza e al tempo stesso inquietano il giocatore; l’assenza totale di una barra della vita o qualsiasi altro indicatore, lasciando intuire al giocatore le proprie condizioni fisiche dalle ferite sul corpo, dalla vista offuscata, dal fiatone e dalla camminata strascicata. Tutte piccole chicche che nel riquadro più grande dell’economia di gioco vanno a formare un titolo molto più che buono. Anche i puzzle sono semplici ed intuitivi e vi richiederanno in genere di trovare l’oggetto giusto e portarlo dall’altra parte della casa per proseguire nell’avventura; se vi sembra limitante, sappiate che i nemici non vi lasceranno tregua, quindi anche il semplice cambiare stanza può portare una notevole pressione psicologica.

Qualche pennellata sporca

Remothered: Tormented Fathers è sviluppato tramite Unreal Engine 4 ed è palese da subito che le intenzioni degli sviluppatori non erano tanto quelle di rendere memorabili i personaggi, quanto piuttosto le ambientazioni. Nonostante la suora Rossa sia eccezionale e Rosemary incredibilmente dettagliata, non si può dire lo stesso del dott. Felton, soprattutto sul versante delle animazioni facciali. La realizzazione artistica invece non lascia dubbi sul talento del team, con una casa cupa ed oscura ma che di giorno invece appare estremamente normale, facendo risultare disturbante quello che invece dovrebbe essere la quotidianità (cosa molto difficile). Alcune magagne invece per l’intelligenza artificiale del nemico, dove in alcuni punti i pattern andavano completamente a sballarsi, riproducendo sempre la stessa sequenza di passi, rendendoci impossibile uscire da un nascondiglio ad esempio senza essere beccati. In più di un’occasione inoltre siamo stati sorpresi dal dott. Felton nonostante fossimo sicuri di averlo lasciato al piano inferiore ad esempio, mandando all’aria diversivi e piani congeniati. Questa sua improvvisa capacità di teletrasporto ci ha fatto storcere il naso, dato che vanificava completamente tutto il lavoro svolto per raggiungere la meta e gettando il tutto nell’aleatorietà più totale. Abbiamo riscontrato anche un paio di bug che ci hanno costretto a ricaricare la partita, come l’impossibilità di nascondersi nonostante il nemico fosse ben lontano da noi, ma per fortuna si è trattato di casi rarissimi ed isolati. Impossibile non citare la colonna sonora del gioco, sia per la sua pregevolezza e maestosità, sia per l’acclamata regia di Nobuko Toda, già famosa per le colonne sonore di Meta Gear 4 Guns of Patriots e The Evil Within, solo per citarne un paio.  Per quanto riguarda la longevità, questo primo episodio potrebbe portarvi via tranquillamente tra le 5 e le 6 ore, una durata di tutto rispetto visto anche il prezzo competitivo al quale viene venduto, di poco meno di 15 euro.

PRO:

  • Ambientazione inquietante e ben realizzata
  • Un survival horror duro e puro
  • Colonna sonora di pregio
  • Storia affascinante, malata e tutta ancora da scoprire

CONTRO:

  • Tecnicamente non il top
  • Imprecisioni nei pattern dell’IA nemica
  • Alcuni rari bug

Versione testata: PC

Voto: 7.5

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