Quando gli autori di giochi come Danganronpa ed Etrian Odissey lavorano ad un nuovo gioco, il risultato non può che essere qualcosa di fuori dal comune. E difatti dove altro potrebbe collocarsi un dungeon crawler con elementi survival, una storia densa di mistero e narrata come visual novel, se non fuori da ogni classificazione?

Travolti da un’insolito videogioco nell’azzurro mare di Agosto

Quando il protagonista si sveglia si di un’isola in mezzo al mare, qualcosa non torna. Il suo ultimo ricordo è il tuffo in picchiata giù dal tetto di un palazzo, nel compiere l’estremo gesto di togliersi la vita. Come ci è finito in quel posto? E come fa ad essere ancora vivo?
Gli interrogativi però si fanno sempre più ingombranti quando scopre che alcune persone si trovano assieme a lui e sono costrette a seguire le istruzioni di due anomali personaggi che inviano le loro direttive attraverso un televisore, come presentassero un programma. I due conduttori infatti sostengono che lo strano gruppo rappresenta gli ultimi sopravvissuti di un cataclisma, a cui si aggiunge l’ulteriore rivelazione che loro sono soltanto dei cloni degli originali.
Questa bizzarra situazione infatti non gli permette di resistere più di due settimane, in quanto le copie hanno un’autonomia estremamente ridotta, pertanto anche qualora muoiano in azione, un sostituto verrà ricreato uguale al precedente tramite un macchinario. Come non bastasse, iniziano ad aleggiare anche pesanti dubbi sul passato dei compagni di sventura, in quanto presto si rende evidente che ciascuno di loro ha dei trascorsi a dir poco tragici o burrascosi e, non a caso, simboleggiano un peccato capitale, come ira, ingordigia o lussuria. Qual’è quindi il vero motivo per cui si trovano sull’isola?

Questi amletici quesiti attanagliano il protagonista, lasciando il giocatore altrettanto sulle spine. Nel mentre bisogna superare diversi capitoli, ciascuno incentrato sul superamento di un’area e dei dungeon presenti sulle isole limitrofe, oltre che dedicato ad uno dei protagonisti, esplorandone i retroscena con fasi narrative di forte impatto.
La narrazione è prevalentemente testuale, al pari di molti racconti visuali nipponici, pertanto tutto si basa sul delineare poco alla volta il carattere di ciascun personaggio tramite i dialoghi. L’atmosfera rimane sempre piuttosto alta, sia per la forte carica di mistero e i risvolti crudi che emergono, sia per le interazioni tra figure talmente eterogenee tra loro da risultare anomale in un contesto come questo (un giornalista, un medico, una poliziotta, una fioraria, un agricoltore, etc.), creando quindi una certa originalità nel cast.

L’attacco dei cloni

In termini ludici invece non bisogna soltanto scampare ai numerosi nemici presenti nei dungeon, ma anche controllare tutta una serie di aspetti che regolano la vita del gruppo, non soltanto per mantenerli in vita, ma anche efficienti. Il comparto dungeon crawler funziona come nella più classica tradizione del genere e similmente alla serie Etrian Odissey (i cui creatori hanno partecipato allo sviluppo di Zanki Zero), con una mappa a griglia che si dipana poco alla volta, man mano che visitiamo un’area usando una visuale in prima persona, passando da una casella all’altra. Inutile soffermarsi anche sul reperimento di oggetti e chiavi, un compito rodato e ormai scontato per scandire la progressione, al pari dei combattimenti a turni che regolano gli scontri contro le creature ostili. La particolarità emerge invece nel ruolo dei cloni, i quali, qualora muoiano per cause accidentali o in battaglia, sviluppano una resistenza a quella determinata minaccia nella loro iterazione successiva. In pratica ogni clone diventa più forte contro ciò che lo ha ucciso precedentemente, creando quindi un sistema per cui la squadra finisce per avere membri più forti contro determinati tipi di nemici o in certe situazioni, a seconda di come e quando sono periti.

Il ciclo bisettimanale dei cloni inoltre ne determina anche i punti di forza e le debolezze, determinando valori come forza fisica, frequenza nell’uso delle abilità speciali e altro ancora, a seconda che il replicante si trovi nella sua forma infantile, adulta o senile. In alcuni momenti infatti bisognerà decidere composizione e schieramento in battaglia anche in base a chi abbiamo disponibile in quel momento e alle sue condizioni. L’idea centrale di Zanki Zero diventa quindi uno spunto intrigante per gestire l’aspetto ruolistico nella composizione del gruppo, proponendo alcune meccaniche inedite nel campo degli RPG.
La parte survival invece obbliga l’utente a prendersi cura in modo più spicciolo dei protagonisti. Portare troppi oggetti farà alzare l’indicatore di fatica, abbassando l’efficienza, mentre non procacciarsi del cibo potrà causare il decesso per inedia. Persino cose scontate come dormire o recarsi al bagno vanno conteggiate tra le attività essenziali per mantenere tutti quanti performanti. Il sistema è quindi ricco di cose da fare, ma talvolta rallenta la progressione proprio per l’eccessivo numero di compiti da svolgere.

Lost…..nella curva di sfida

Bisogna anche specificare però che su questo punto gli sviluppatori non hanno voluto offrire un livello di sfida preciso, confondendo le cose in modo piuttosto pasticciato. La difficoltà minore infatti rimuove quasi completamente gli aspetti survival e di combattimento, lasciando presenti solo le fasi narrative ed esplorative in un insieme banale in termini ludici (il gioco diventa praticamente una semplice visual novel per gli amanti della narrativa pura, perdendo la sfaccettatura che lo contraddistingue). In quella mediana appare tutto più scorrevole, ma diluendo alcune azioni meccaniche del lato survival. Se perdere queste attività per qualcuno potrebbe non essere una grossa perdita, in quanto ripetitive, rimangono il perno di tale componente, pertanto vien da chiedersi perché inserirle a monte allora.
Rimane quindi il dubbio che sia forse la difficoltà completa ad esprimere sinceramente la visione autoriale in cui provare tutto ciò che Zanki Zero ha da offrire, anche al costo di una lieve ripetitività.
Insomma, a seconda della sfida selezionata il titolo di Spike Chunsoft potrà sembrarvi completamente diverso, magari ripetitivo per alcuni, magari permissivo per altri. Di conseguenza sarebbe stato meglio trovare piuttosto una soluzione che mantenesse tutti gli aspetti, bilanciandone solo l’incidenza nei confronti della squadra.

Pro

  • trama densa di mistero e momenti di impatto
  • giocabilità originale nel fondere visual novel, dungeon crawler e survival

Contro

  • alcuni livelli di difficoltà rimuovono in modo massiccio delle meccaniche chiave, anziché tararne solo l’incisività.

Versione Provata: Playstation 4
Voto: 8
Nota Bene: la versione europea per Playstation 4 di Zanki Zero presenta censure e rimozioni di dialoghi e scene. A detta dell’editore anche l’edizione Steam è stata censurata, dovendo uscire con un’edizione unica per motivi di costi.

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