Una serie certamente cara agli utenti Nintendo è quella targata Monolith Soft, arrivata su Wii nell’ormai lontano 2010 e rappresentativa di quella specifica “fetta” di titoli che allontanavano Wii dalla nomea di console per bambini e famiglie. Xenoblade Chronicles è un JRPG di grande spessore e facente parte dell’universo espanso della serie “Xeno” comprendente anche gli spettacolari episodi Xenosaga e Xenogears, noti per racconti e personaggi complessi arricchiti da tematiche di stampo religioso. Un deciso “passo di lato” è stato fatto nel 2015 con l’uscita di Xenoblade Chronicles X su Wii U: setting per la prima volta semi-realistico, strizzatine d’occhio al mercato occidentale ed un gameplay improntato sull’open world esplorativo, il multiplayer asincrono ed un combat system simile a quello dei vari MMORPG. Oggi, a due anni di distanza, arriva su Nintendo Switch Xenoblade Chronicles 2 che sembra ritornare sui binari classici e proietta il giocatore in un mare di nuvole solcato da titani colossali.

Waterworld?

La razza umana è vicina ad un’apocalisse lenta ma inesorabile. Dopo esser stata cacciata dalla terra di Elysium, l’umanità era vicina all’estinzione ma la pietà della divinità nota come “L’Architetto” ha portato una salvezza temporanea. Al di sotto dell’albero del mondo, lontano da Elysium, i titani sono apparsi dal mare di nuvole e si sono fatti carico del sostentamento di tutta la razza umana. I colossali corpi dei titani, grandi come intere regioni, ospitano ora tutta la civiltà degli esseri umani che hanno ripreso a vivere una vita più o meno normale ma senza uno specifico piano per il futuro: vivere in simbiosi con i titani ha forse salvato la vita di migliaia di persone, ma la minaccia di una nuova fine si sta facendo lentamente vedere. I titani sono invecchiati, ed i primi stanno crollando sotto al peso dei loro lunghi anni di vita sprofondando nel mare di nuvole. Rex è un giovane recuperatore, esperto nel trovare chincaglierie sommerse nel mare di nuvole e che vive sul dorso di un piccolo titano che chiama affettuosamente “nonnetto”. Frequentatore abituale della gilda commerciale di Argentum gestita da numerosi mercanti nopon, Rex vive una vita semplice ma anche costellata da problemi economici: per questo motivo accetta volentieri e senza far troppe domande un’incarico affidatogli dal leader della gilda commerciale nopon. Si tratta di recuperare oggetti non ben definiti all’interno di un’antica nave sprofondata nel mare di nuvole molto tempo prima: insieme a lui si occuperanno della missione gli stessi committenti. Una volta raggiunto il relitto però, qualcosa di inaspettato accade e Rex si ritrova tradito e ridotto in fin di vita: la misteriosa ragazza trovata all’interno di una capsula sulla nave però rivelerà un potere inaspettato e donerà a Rex nuova vita in cambio della promessa di raggiungere Elysium a qualsiasi costo. Rex e la sua nuova alleata Pyra si mettono in viaggio ed il giovane ex-recuperatore scoprirà il mondo dei Gladius, armi viventi che si legano ad un essere umano e donano poteri straordinari. Pyra è una Gladius, ma non certamente ordinaria: presto la coppia si ritroverà in fuga e braccata dai malvagi agenti della Torna, desiderosi di mettere le mani sul potere sconfinato dell’Aegis, il Gladius definitivo.

Xenoblade Chronicles 2 ci introduce in un mondo affascinante e di grande impatto, quasi di derivazione greco/romana con titani e divinità ma anche termini latineggianti. Un setting molto interessante e che potrebbe far da sfondo a vicende drammatiche: tuttavia gli sviluppatori hanno optato per una trama decisamente “shonen” di stampo adolescenziale con numerosi siparietti comici (spesso fuori luogo) e fan service dozzinale. La storia in generale è un gran contenitore di “tropes” narrativi in stile anime visti e rivisti, fantasy mescolato allo sci-fi con regni in guerra ed altre amenità che potranno risultar nuove soltanto a chi si è addentrato pochissimo nelle opere di stampo nipponico. Non che questo sia un male, anzi siamo ad anni luce di distanza dalla scricchiolante narrativa di Xenoblade Chronicles X, ma dagli autori di serie eccellenti come Xenogears e Xenosaga ci si poteva aspettare decisamente di meglio. Fortunatamente i problemi narrativi si fermano qui e lasciano ampio respiro ad un JRPG di grandissima qualità dal punto di vista del gameplay.

Mondi in guerra

Il combat system, abbastanza complesso da assimilare inizialmente, fa ampio uso di quick time events e sprona il giocatore a muoversi rendendo tutto dinamico nonostante si stia parlando comunque di combattimenti a turni abilmente mascherati. Abbadonata la meccanica in stile MMORPG di Xenoblade Chronicles X con cooldown a tempo, le mosse speciali si attiveranno dopo un determinato numero di attacchi standard. Usare le mosse speciali caricherà la barra della Combo Gladius, attacco “finale” di grande utilità che scatenerà effetti secondari a seconda della classe dello specifico Gladius in uso. Queste armi viventi fanno un pò la parte dei pokémon o dei demoni di Shin Megami Tensei: creati dopo aver “aperto” un Cristallo Gladius, vengono generati randomicamente per creare un personaggio delle tre classi possibili (Attaccante, Difensore e Guaritore) e con altre statistiche ed uno specifico elemento come Fuoco o Ghiaccio. Sono anche presenti alcuni Gladius speciali, unici nel loro genere, con caratteristiche uniche: questi personaggi molto più potenti dei comuni Gladius si riconoscono dall’aspetto unico e dallo skill tree decisamente più corposo. Si tratta di veri e propri membri “extra” del party da sviluppare non solo con imprese sul campo ma anche seguendo alcune vicende della storia.

Certamente la meccanica di gioco dei Gladius è una delle più indovinate, che consente al giocatore di personalizzare il suo party in modo efficace adattando i combattimenti allo stile preferito. Xenoblade Chronicles 2 presenta un mondo di gioco che si potrebbe definire “semi-open world”: non è grande e sconfinato quanto quello di X, ma si divide in grandi regioni indipendenti ed assai ampie con una spinta decisa verso l’esplorazione. Interessante e piacevole (soprattutto per chi conosce il mondo dei GDR cartacei) la scelta di proporre sfide superabili esclusivamente con un “tiro” di skill specifiche come Ittiologia o Conoscenza dei Minerali: se sono presenti nel party Gladius dotati di quelle conoscenze, si potranno sbloccare nuovi percorsi o trovare tesori unici. L’equipaggiamento si divide tra due accessori indossabili per modificare le statistiche, i cristalli per potenziare i Gladius con le armi che forniscono e le borse che possono contenere oggetti dagli svariati effetti che si consumano con il tempo prima di dover essere rimpiazzati.

I mondi di gioco sono resi molto bene e donano un senso di “enormità” quando si muovono i primi passi e si capisce di trovarsi in groppa ad un’enorme creatura vivente. Tecnicamente siamo su ottimi livelli ma il quadro generale è purtroppo rovinato in alcuni momenti da clipping molto evidente anche su alcuni oggetti voluminosi: il frame rate è abbastanza stabile ma durante alcune battaglie con numerosi nemici su schermo la fluidità viene drammaticamente a mancare. Nonostante questi problemi il mondo di Xenoblade Chronicles 2 è certamente ispirato e con ottima direzione artistica: da segnalare la presenza di un gran numero di artisti giapponesi che hanno prestato la loro matita per creare i personaggi ed i numerosi Gladius. A livello sonoro si vola verso picchi davvero alti grazie alla collaborazione tra Yasunori Mitsuda, ACE (Tomori Kudo e Hiroyo “Chico” Yamanaka), Kenji Hiramatsu e Manami Kiyota. Il risultato finale è un tripudio di melodie eccellenti senza alcun punto basso da segnalare: tipico stile nipponico “rockeggiante” per i temi delle numerose battaglie ma anche musiche rilassanti che accompagnano i passi del party nelle lussureggianti terre di Alrest. Terrificante invece il doppiaggio inglese, probabilmente tra i peggiori mai sentiti recentemente: acting pressoché inesistente e voci inadatte ai personaggi. Fortunatamente a questo giro Monolith Soft ha avuto l’ottima idea di rendere disponibile anche per il mercato occidentale il doppiaggio originale giapponese disponibile come DLC gratuito.

Xenoblade Chronicles 2 in definitiva si colloca certamente tra le migliori esclusive per Nintendo Switch: nonostante trama e personaggi non brillino per originalità e qualche incertezza tecnica abbassi il valore della produzione, ci troviamo di fronte ad un JRPG solido e di grande valore che sarà sicuramente apprezzato da chi aspettava un “ritorno alle origini” della serie Xenoblade dopo la strana deviazione di X.

Pro

  • Gameplay solido, longevo, di alta qualità
  • Ottimo combat system, ricco di variazioni e personalizzazioni grazie al sistema Gladius
  • Colonna sonora da manuale
  • Un gioco stratificato, con moltissime cose da fare e con alta longevità

Contro

  • Trama e personaggi si rifanno a canoni visti e rivisti, scarseggiano in termini di originalità
  • Doppiaggio inglese tra i peggiori mai visti
  • Qualche incertezza grafica, tra clipping e cali di frame rate in situazioni caotiche

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8.5
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Simone Granata

Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell’infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. “Nintendese” madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!