Quanto tempo è passato da quei giorni felici e spensierati? Molto, moltissimo tempo. Ero un ragazzino nel lontano 1991 quando, all’interno di oscure sale da bar con uno stantio odore di fumo e di giornali, spendevo i soldi della mia paghetta settimanale in gettoni per poter sfidare “il mostro” oppure “il comandante” utilizzando il mio personaggio preferito, il “ciccione”. Tipici nomignoli che si davano ai personaggi di Street Fighter II: The World Warrior (spesso citato semplicemente come Street Fighter II) quando ancora non si masticava bene l’inglere. Poi l’arrivo su Super NES/Super Famicom ed il fragoroso successo commerciale immediatamente seguente che diedero al capolavoro targato Capcom il titolo di “system seller”, piazzando centinaia di migliaia di console. Oggi, in occasione del 30° anniversario dal lancio della serie, Capcom porta sulla neonata Nintendo Switch tutto il divertimento di quel leggendario picchiaduro che ha ridefinito il suo genere. Tanti personaggi, un comparto grafico rinnovato e nuove modalità: come sarà invecchiato questo titolo? Scopriamolo insieme gettandoci nella mischia con Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers.

“YOU MUST DEFEAT SHENG LONG TO STAND A CHANCE”

Non mi soffermerò per nulla sulla trama di Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers, anche perchè si tratta dello stesso setting del titolo originale composto da molta “backstory” ma quasi nulla viene raccontato effettivamente durante il gioco. Il menù iniziale mostra una lunga serie di opzioni e nuove modalità tra le quali spicca la modalità Way of the Hado, una sorta di versione in prima persona del gioco durante la quale vestiremo i panni del leggendario Ryu impegnato a scontrarsi con ondate di scagnozzi di Vega/M. Bison (scusatemi, ma non riesco a non usare il suo nome originale) a colpi di Hadoken. Questa modalità, introdotta per sfruttare adeguatamente i joy-con dotati di HD rumble, si rivela un semplice gimmick di durata relativamente breve e divertente solo per variare leggermente il gameplay. Tenendo tra le mani i joy-con e muovendoli in vari modi si potranno eseguire le mosse più celebri di Ryu per affrontare le orde di Vega/M. Bison e tentare di sopravvivere fino allo scontro finale. Divertente fino ad un certo punto, ma presto l’interesse svanisce e la voglia di confrontarsi in un combattimento “vero” si fa prepotentemente strada.

Sorvoliamo anche sulla dimenticabile modalità cooperativa che permette di affrontare una versione potenziata di un avversario mosso dalla CPU insieme ad un amico. In generale tutte le aggiunte inserite in Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers risultano poco appaganti, un semplice addendum per smuovere le anime dei nostalgici giocatori che hanno speso chili di monetine da 500 lire sul cabinato dell’epoca. Il vero cuore pulsante di Street Fighter II era, è e rimarrà sempre la modalità versus. C’è poco da fare: la sfida più “vera” che fa pulsare ogni vena del corpo resta sempre lo scontro con un altro giocatore, il sapore della battaglia più autentico. Per chi non lo sapesse, Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers non è il remake del primissimo Street Fighter II bensì un mix di Super Street Fighter II: The New Challengers uscito nel 1993 e Super Street Fighter II Turbo HD Remix uscito nel 2009 con modifiche grafiche ad opera del team Udon Entertainment. La versione originale del gioco permetteva di scegliere il proprio personaggio tra un limitato roster, che poi venne rimpolpato dall’aggiunta dei quattro “boss” in Street Fighter II Turbo.

INVECCHIARE BENE

Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers mette nelle nostre mani la possibilità di scegliere il nostro combattente favorito anche tra i “nuovi arrivi” della versione New Challengers. In aggiunta a questi sono presenti anche tre personaggi molto particolari che meritano un’attenzione più mirata: Evil Ryu, Violent Ken ed Akuma/Gouki. Il primo è già più noto al grande pubblico come versione malvagia di Ryu, inizialmente solo una palette swap e poi vero personaggio a sé stante che rappresenta il nobile guerriero Ryu caduto vittima della forza oscura proveniente dal Satsui No Hado (letteralmente Onda degli Intenti Omicidi) e trasformato in un brutale combattente senza alcuna pietà. Violent Ken esce invece per la prima volta da SNK vs. Capcom: SVC Chaos e viene presentato in un titolo della serie originale: versione malvagia dell’impetuoso ma sempre onesto Ken, Violent Ken è il risultato del controllo mentale di Vega/M. Bison sulla mente del combattente americano. Anche Akuma/Gouki è un personaggio più noto al pubblico considerate le sue apparizioni in episodi più recenti della serie, ma risulta comunque terribilmente efficace in Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers nonostante fosse assente del tutto nel roster originale, cosa che porta alla successiva valutazione.

Il gioco attuale è stato sensibilmente rimaneggiato da Capcom, modificando in modo inaspettatamente sostanziale il gameplay generale. Ora è ad esempio possibile sfuggire alle prese, Violent Ken può sfoggiare la mossa tecnica Rasetsu Kyaku che gli permette di teletrasportarsi rapidamente, Akuma/Gouki risulta alle volte terribilmente sbilanciato essendo assai potente se confrontato con alcuni personaggi classici. Il risultato finale è un gameplay modificato in modo forse inatteso anche da Capcom stessa, situazione che avrà certamente ripercussioni sulle sfide online ed in particolar modo nello svolgimento di eventuali tornei agonistici. Sbilanciare con leggerezza un gameplay pressoché perfetto come quello dell’originale Street Fighter II è una scelta questionabile, ma i suoi effetti li vedremo solo tra qualche mese probabilmente. Passando a discorsi più tecnici, Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers mostra una doppia faccia. Se l’originale comparto grafico/sonoro (selezionabile nel menù di gioco prima dell’avvio di una partita) si rivela ancora spettacolare sotto tutti gli aspetti, le versioni aggiornate della grafica e dei temi musicali scompaiono quasi del tutto di fronte alla controparte classica. Animazioni ridisegnate con una certa frettolosità, portrait dei personaggi dei quali si possono ancora intravedere le linee bianche di ritaglio dell’immagine: un mix di elementi davvero poco belli da vedere in un prodotto che porta un nome simile. Stesso discorso per le musiche, seppur orecchiabili in alcuni casi ma mai davvero preferibili ai temi musicali originali che rimangono imbattute. Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers porta il gioco ad un livello superiore soltanto grazie all’architettura unica di Nintendo Switch, che permette la portabilità di un gioiello vero: purtroppo la struttura ed in gran parte anche l’estetica del titolo originale supportano quasi tutta l’architrave di questa operazione targata Capcom. Sarebbe stato meglio fare qualcosa di più.

PRO

  • Il gameplay generale di Street Fighter II è sempre spettacolare, e sorregge da solo tutto il titolo
  • La natura ibrida di Switch è l’ambiente ideale per un gioco come questo

CONTRO

  • La realizzazione tecnica generale della “parte nuova” è decisamente mediocre per non dire di peggio
  • Nuovi contenuti di scarso impatto, una sensazione che si estende a tutte le aggiunte

 

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Simone Granata
Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!