This is The Police esce alla fine anche su Switch, sebbene con quasi un anno di ritardo alle altre piattaforme. Il titolo di THQ NORDIC è difficilmente catalogabile. This Is The Police, nasce da una scommessa, riuscire ad unire i pregi di una fitta narrazione tipica delle avventure testuali a scelta multipla e il gameplay di un gestionale con dati, statistiche ed eventi in tempo reale.

Sin City

Il gioco ci mette nei panni di Jack Boyd ovvero il capo della polizia del’immaginaria cittadina di Freeburg. Come ogni poliziotto che si rispetti a tutti i livelli della catena di comando il suo compito è quello di assicurare la sicurezza dei suoi concittadini utilizzando le risorse, a volte scarse, del dipartimento di polizia locale. Ma Jack Boyd non è il classico eroe tutto d’un pezzo, integerrimo cavaliere bianco, dalla morale cristallina e granitica. Anzi, ha tutti i canoni dell’antieroe per eccellenza, ricordando da vicino gli investigatori privati della tradizione noir. Ci troveremo quindi ad impersonare un uomo dall’aspetto fiacco con pochi capelli e molti kili, che non disdegna il frequentare bordelli, abusare quando serve di qualche sostanza non proprio legale e che non ha nessun problema a aiutare e farsi aiutare dal crimine organizzato per difendere i propri interessi. Perchè se poco sopra abbiamo scritto che il lavoro di Jack Boyd è quello di garantire la sicurezza dei propri cittadini, abbiamo volontariamente tralasciato di dire che il suo vero obiettivo, trovandosi ormai a 180 giorni dalla pensione, e quello di accumulare in detto periodo un fondo “personale e privato” di ben 500.000 dollari. Il modo sarà secondario, lecito o illecito avrà poca importanza.

Difficilmente un gioco ha questionato la mia morale come This is the police. La mia prima partita, giocata con i canoni tradizionali, quelli del fare la cosa giusta a tutti i costi, non ha onestamente portato lontano. Fare l’eroe senza macchia vi condurrà ad una fine tragica molto velocemente. Invece tutelare i vostri interessi, a volte a scapito della vita altrui, sarà la strategia vincente. E’una cosa che si scopre fin da subito, fin dalla prima scelta da prendere.
Perchè il gioco gode di questa struttura ibrida, parte fitta narrazion e parte gestionale. Ed è la sua salvezza. Nessuna delle due parti da sola reggerebbe in piedi la baracca, insieme invece, porta ad un risultato discreto. La parte narrattiva ci racconta la storia degli ultimi 180 giorni di Jack Boyd con una grafica minimale, ma efficace, ed un’interpretazione da parte degli attori magistrale, in particolare Jack Boyd. Volta per volta vengono inseriti tutti gli elementi di una storia davvero avvincente e ricca di colpi di scena dove fanno la loro comparsa un sindaco decisamente disctuibile, la ex moglie di Jack, il crimine organizzato e la sua dipendenza, un immancabile serial killer e una “pseudo” storia d’amore.
La storia è fondamentalmente introduttiva, nel senso in cui crea un contesto nel quale agire, ma poi le vere decisioni le prendiamo nella parte gestionale del gioco. Ad esempio, non abbiamo intenzione di venire patti con la mafia, semplice basta ignorare i suoi “suggerimenti”. Vogliamo prendere di petto il sindaco ? Potremo non solo non sostenere la sua politica, ma anche indagare su alcuni suoi comportamenti. Davvero, qualche scrittore di giochi tripla, legga e prenda spunto (Bungie ?).

Non esistono angeli in paradiso

La parte gestionale è decisamente statica. Passeremo 180 giorni su una mappa della città, vivendo le giornate di Jack e gestendo le nostre due squadre di polizzioti e investigatori. Sarà nostro compito decidere in tempo reale se mandare i nostri ufficiali a sventare un potenziale stupro o una rapina. Questo perchè le risorse sono limitate. I nostri uomini sono diversi gli uni dagli altri ed hanno varie caratteristiche che possono cambiare di giorno in giorno. Attenzione non vedremo mai l’azione, ed il massimo di lavoro sul campo che potremo fare sarà quello di decidere, in alcuni casi, l’approccio al problema. Ad esempio nel caso di una rapina potremo ordinare uno sfondamento o rimanere in attesa. Attenzione però i nostri uomini possono morire, l’autorità cittadina può decidere di tagliarci i fondi, lo stesso dipartimento di polizia che gestiamo può decidere di denunciarci. Le variabili sono davvero molte e rendono molto gradevole il gioco. Perchè è proprio a questa combinazione di elementi che hanno pensato gli sviluppatori quando hanno creato This is the police. Una riproduzione fedele della realtà, fatta di compromessi, di sfumatore di grigio in forte contrasto con un mondo videoludico che ci chiede spesso di interpretare l’eroe senza macchia protagonista di un mondo o bianco o nero.

Certo alcune cose potevano essere fatte decisamente meglio. Ci sono veramente tanti elementi ed alcuni andavano approfonditi. Ad esempio alcuni punti della storia ci portano sempre alla stessa situazione. Non importa se decidiamo di fare una scelta o l’altra, la conseguenza sarà la stessa, cambierà solo il modo di arrivarci. Altre invece sono scelte che cambieranno completamente il corso degli eventi. Tutte le scelte “importanti” avrebbero dovuto cambiare il corso degli eventi, la rigiocabilità del titolo nel avrebbe goduto moltissimo. E questo è probabilmente il difetto più grande.
Ancora, alcuni elementi andavano approfonditi, vedi le interrogazioni dei sospetti (molto rare) o le investigazioni. La parte statistica andava arricchita come le caratteristiche dei personaggi. L’impressione è che gli sviluppatori abbiamo messo moltissimo sul piatto, ma quando è stato il momento di cucinare, non abbiano avuto il tempo per cuocere tutto a puntino e qualcosa sia stato servito crudo.
Ciò non toglie che l’esperienza di gioco sia assolutamente e senza ombra di dubbio, positiva. Anzi, This is the police è un gioco coraggioso che può piacere veramente molto. Chiaramente non è un gioco per tutti ed è fortemente consigliato per un pubblico maturo, in grado di apprezzarne le sfumature e le questioni morali.

PRO:

  • trama interessante e avvicente
  • interpretazioni degli attori eccezionali
  • prezzo molto accattivante

CONTRO:

  • gameplay alla lunga poco dinamico
  • alcuni aspetti andavano arricchiti

Versione testata: Nintendo Switch

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
7.5
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Gianrico Cuppari

Gianrico Cuppari è nato a Tokyo il 24 agosto 1963, è un autore di videogiochi e scrittore giapponese. Tra i videogiochi da lui realizzati spicca la saga di Metal Gear. È stato vicepresidente della software house Konami prima di fondare ed essere capo di Kojima Productions, dal 2005 al 2015 sotto il controllo di Konami, e in seguito resosi indipendentee confessa, il mio unico desiderio è scrivere per GXE.