Recensione | The Raven Remastered

Un'avventura ricca di enigmi fa il suo ritorno in una nuova veste su Nintendo Switch. Prepariamoci ad indagare nei panni di un novello Poirot.

C’è stato un periodo storico durante il quale il “brivido” di storie dal fascino oscuro si viveva in modo completamente diverso rispetto ai tempi moderni. Se ora siamo invasi da survival horror, storie paurose in VR e film truculenti, un tempo la gente impazziva per scrittori dalla penna tagliente in grado di creare trame capaci di incollare al libro i fortunati lettori. Se da una parte Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft hanno definito la strada verso l’orrore gotico ed il sovrannaturale, dall’altra parte la celebre Agatha Christie ha prodotto numerose storie poliziesche ormai entrate nella leggenda. Uno stile di scrittura molto elegante ed “inglese” accompagnava le avventure di Miss Marple e dell’ispettore Hercule Poirot e non è una sorpresa ritrovare quel preciso stile in The Raven Remastered, opera targata King Art Games e THQ Nordic fortemente ispirata agli scritti di Agatha Christie.

IL LADRO E L’ISPETTORE

Come ogni “giallo” che si rispetti, tutto ha inizio con un’azione criminale: il famoso gioiello chiamato “Occhio della Sfinge” (uno di due) viene rubato nel 1964 dall’esperto ed inafferrabile ladro noto con il soprannome “Il Corvo”. La situazione si complica quando alcune guardie del British Museum (luogo nel quale era conservato il gioiello rubato) vengono uccise da qualcuno: forse il ladro stesso? Oppure ci ha messo lo zampino qualcun altro? Sulle tracce del “Corvo” a bordo del celebre Orient Express troviamo il paffuto ispettore della polizia svizzera Anton Jakob Zellner intento a chiacchierare con Nicolas Legrand, suo collega molto meno collaborativo. Zellner, protagonista del gioco, si trova sul treno per sorvegliare il secondo gioiello “Occhio della Sfinge” che è atteso al Cairo per un’importante evento culturale di portata mondiale. Riuscirà l’elusivo ladro a mettere le mani sul gioiello? Oppure Zellner sarà in grado di fermarlo in tempo?

Le storie poliziesche di questo genere necessitano di personaggi forti ed intriganti per funzionare a dovere e The Raven Remastered non fa eccezione: Zellner è un protagonista decisamente funzionale: fortemente ispirato a Hercule Poirot, è un ispettore grassottello e simpatico ma anche dotato di notevoli capacità intellettive e deduttive. Nonostante si lasci spesso andare a considerazioni basate su romanzi gialli (dei quali è avido lettore) il buon ispettore è una vera macchina da guerra in campo investigativo e riesce a collegare numerosi indizi grazie ad un acume non indifferente. Di certo Zellner è il fulcro attorno al quale ruota buona parte del valore narrativo di The Raven Remastered, senza nulla togliere ai principali NPC: ognuno di loro ha una storia interessante da raccontare, un concept narrativo che non mancherà di appassionare chi apprezza il ritmo lento e ragionato delle avventure grafiche come questa.

IL LADRO E L’ISPETTORE

A proposito di ritmo lento, è doveroso menzionare l’eccessiva verbosità dei dialoghi in questa produzione. Il confine che separa una conversazione interessante da una lunga e noiosa digressione è spesso sottile. Fortunatamente non accade sempre, ma alcuni dialoghi risultano eccessivamente trascinati con conseguente noia incombente: molto meglio tagliar corto se non si ha nulla da dire. Già di per sé il gameplay non aiuta a mantenere un ritmo incalzante: una classica avventura grafica in puro stile detective story con dialoghi, scelte multiple ed oggetti da combinare tra loro in modo fantasioso per ottenere proprio ciò che ci serve. Da questo punto di vista The Raven Remastered funziona benissimo e offre un gran numero di situazioni interessanti da scoprire.

Prima di inoltrarci nel comparto tecnico è necessaria una premessa: stiamo parlando di un prodotto videoludico che ha visto la luce per la prima volta nel 2013 su Steam, originariamente noto come The Raven: Legacy of a Master Thief e composto da tre “puntate”. Il gioco nella versione attuale è il risultato di un’operazione di “remastering” ad opera di THQ Nordic con le sue incarnazioni su console dell’attuale generazione. Il comparto visivo vive una duplice identità: da un lato il sapiente uso dei colori ed in generale la direzione artistica funzionano molto bene, dall’altro si nota una certa mancanza di stile nelle animazioni dei personaggi soprattutto durante le sezioni di dialogo in cui si esaminano da vicino i volti degli interlocutori. Il comparto sonoro invece funziona alla grande soprattutto grazie ad un’operazione di doppiaggio in lingua inglese (con sottotitoli in italiano) decisamente ben realizzata: lo stile anglosassone della narrazione viene fortemente accentuato dal comparto sonoro, forte anche di temi musicali molto piacevoli che ben si adattano alle indagini in corso. In definitiva possiamo parlare di “operazione remastered” riuscita in gran parte a causa della scarsa fama raggiunta da questo titolo nella sua versione originale. Se questo restyle è l’occasione giusta per portare a conoscenza di una maggiore fetta di pubblico l’avventura dell’ispettore Zellner, ben venga.

PRO:

  • Feeling da poliziesco vecchio stampo inalterato e piacevolissimo
  • Ottimo comparto sonoro
  • Storia appassionante e ricca di ottimi spunti

CONTRO:

  • Dialoghi fin troppo prolissi
  • Comparto tecnico un po’ zoppicante
  • Una maggiore varietà a livello di gameplay non avrebbe fatto male

Voto finale: 7.5

Versione provata: Nintendo Switch

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