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Recensione | The Mummy Demastered

The Mummy Demastered non è il metroidvania che ci aspettavamo e probabilmente nemmeno quello che avremmo voluto giocare. Certo, non che da un tiein del film “La Mummia” recentemente rebootato nelle sale cinematografiche ci si potesse aspettare grandi cose ma quando al timone della produzione c’è uno studio come WayForward, non si può che provare un senso di sommessa delusione: le doti artistiche e la spiccata originalità che hanno portato alla nascita della serie Shantae e dell’eponima protagonista/genietta dai capelli violacei, in questo titolo sembrano aver ceduto il passo a una tendenza alla derivazione eccessivamente marcata il cui spunto principale è, neanche a dirlo, la serie Metroid.

IL RITORNO DELLA MUMMIA

The Mummy Demastered muove i propri passi proprio sul filo tracciato dalla succitata pellicola di Warner Bros, lontano però dalle vicende in cui viene catapultato il prestante mercenario Nick Morton, interpretato nel film da un atletico Tom Cruise.
Il protagonista di questo tiein, se proprio vogliamo chiamarlo tale, è un soldato appartenente all’organizzazione Prodigium incaricata di combattere il male che si annida tra i cunicoli sotterranei di Londra e preservare così l’ordine costituito.
Questo, purtroppo, è il primo grande problema
che affligge The Mummy Demastered, ossia la presenza di un personaggio del tutto anonimo nelle vesti di attore principale imbardato di fucile e armatura; un Anthony Carmine 2D preso in prestito da Gears of War ma privo di personalità, tanto per intenderci. La pochezza nella caratterizzazione però, trova parziale giustificazione in una meccanica di gioco già vista in Aliens: Infestation (titolo firmato sempre da WayForward): ogni morte è permanente e il soldato appena caduto verrà rimpiazzato da un altro nuovo di pacca, identico a quello precedente. Praticamente, non vi accorgerete nemmeno di essere morti se non fosse per il fatto che verrete privati di ogni arma e potenziamento raccolto fino al momento della dipartita del vostro alter ego. Sarà necessario quindi tornare sul luogo in cui è accaduto il fattaccio e uccidere la versione ormai zombificata di voi stessi che tenterà goffamente di replicare il vostro pattern di attacco alternando colpi di mitra all’utilizzo di esplosivi.
Per il resto, The Mummy Demastered è un classico metroidvania con tanta azione, mappe infarcite di nemici e passaggi nascosti pieni zeppi di armi e potenziamenti di varia natura, piacevole quanto basta per intrattenere il giocatore per tutta la breve durata dell’esperienza che si attesta, complessivamente, attorno alle quattro ore. Tornando in tema equipaggiamento, il titolo di WayForward offre un’ampia gamma di personalizzazione tra fucili, arpioni, lanciamissili e granate di ogni tipo, quest’ultime indispensabili per aprire nuovi percorsi e, soprattutto, per avere qualche chance in più di sopravvivenza contro i numerosi boss disseminati qua e là lungo i sotterranei di Londra dai quali è possibile reperire, tra l’altro, gli strumenti necessari per poter accedere a nuove aree del gioco.
Proprio i boss rappresenterebbero una delle poche sfide offerte da questo The Mummy Demastered se non fosse per la presenza, in alcuni scontri (tipo quello finale..) di qualche “fastidioso” glitch che randomicamente immobilizza il nemico lasciandolo inerme agli attacchi del giocatore fino alla sua inevitabile dipartita. Inutile dire che tutto ciò contribuisce a tarare verso il basso un livello di difficoltà che raramente prova a mettere i bastoni tra le ruote al giocatore rendendo superflua anche la meccanica della sostituzione post-mortem del protagonista. C’è da dire, comunque, che in linea di massima gli antagonisti risultano ben caratterizzati anche se in alcuni casi il richiamo a Super Metroid (come nel caso di una boss fight con un simil Kraid) diventa quasi sfacciato. Ma dal capolavoro Nintendo, WayForward non sembra aver preso in prestito solo qualche stralcio di design ma anche alcune animazioni del protagonista e perfino intere porzioni della mappa che sembrano provenire direttamente da Zebes, pianeta su cui Samus Aran viveva una delle sue più intense incursioni spaziali proprio nel titolo pubblicato per Super Nintendo.
Sul fronte del frame rate, infine, The Mummy Demastered non sembra soffrire di particolari problemi su Nintendo Switch, garantendo i 30fps sia in modalita docked che in quella portatile anche se, in quest’ultimo caso, non è raro notare qualche calo di frame rate nei momenti più concitati.
Insomma, un’occasione sprecata per WayForward che, non è riuscita a brillare proprio in un titolo come questo che, in quanto tiein, avrebbe avuto bisogno di un tocco artistico ben più marcato del semplice ricorso a un comparto grafico 16 bit, seppur di alta qualità. Quanto meno sul fronte del frame rate The Mummy Demastered non sembra soffrire di particolari problemi, sopratutto su Nintendo Switch (versione da noi testata), garantendo i 30fps sia in modalita docked che in quella portatile anche se, in quest’ultimo caso, non è raro notare qualche calo nei momenti più concitati.

PRO

  • Divertente come tutti i metroidvania, anche se poco longevo
  • Boss fight ben congegnate
  • Grafica 16 bit accattivante

CONTRO

  • Eccessivamente derivativo
  • Qualche glitch di troppo
  • Protagonista privo di caratterizzazione


Versione testata: Nintendo Switch