Di certo state per leggere una recensione atipica, poiché con tutta probabilità nessuno ha ancora avuto modo di terminare (in modo “regolare” almeno) la curiosa avventura che ci accingiamo a sviscerare. Viviamo un’epoca scandita dalla rapidità e dai tempi battuti senza pietà dalle regole del mercato: questo deve uscire “subito”, quell’altro deve cambiare combat system e diventare un action altrimenti è troppo “lento” (riferimenti puramente intenzionali) e quell’altro ancora va “anticipato”. In un mondo di giochi che premiano i riflessi e la prontezza, il team Studio Seufz si sposta decisamente sul lato opposto. The Longing ha visto la luce nel 2014 (!!) ed oggi, dopo sei anni di sviluppo, arriva sui nostri store promettendo un’esperienza assai poco comune. Siete pronti ad un’avventura della durata di un anno intero?

IL SIGNORE DEL SOTTOSUOLO

Nelle profondità della terra vive un potente regnante del passato. Il re è stanco e debole, ma necessita di molto potere per occuparsi del mondo di sotto ed evitarne il decadimento. Il sovrano dovrà riposare immobile per 400 giorni così da poter recuperare le forze, ma avrà bisogno di qualcuno che lo risvegli quando il momento sarà arrivato. Per ovviare a questo problema il re usa le sue ultime forze per creare Ombra, una piccola creatura dall’animo semplice che faccia da “guardiano” mentre lui dormirà. Nei panni di Ombra dovremo semplicemente attendere che i 400 giorni (reali) passino per risvegliare il sovrano addormentato e scoprire cosa ci aspetta davvero.

The Longing

Il gioco si rifà alla leggenda tedesca di Kyffhäuser, ovvero alla storia che si narra in Germania dalla morte del potente imperatore Federico Barbarossa. Si dice che sia tutt’ora addormentato nelle profondità della terra e sorgerà di nuovo in futuro quando sarà il tempo di riunificare le genti di Germania e riportare la nazione allo splendore di un tempo. In realtà Kyffhäuser è soltanto una delle storie relative al concept, assai più ampio, del “re sotto alla montagna”. Si tratta di una larga collezione di leggende dalle simili basi che si possono ritrovare in svariate parti del mondo, dalla Persia all’Ungheria arrivando fino alle Americhe ed ai paesi asiatici.

Tutto questo funge da incipit alle vicende di The Longing, ma è anche alla base di tutto ciò che ci ritroveremo a fare nei panni di Ombra. Il gioco, in sè, non ci chiede nulla di particolare se non di attendere 400 giorni reali per svegliare il re ed assistere al finale. Ma vogliamo davvero restarcene fermi tutto quel tempo? Il sottomondo è ampio, ricco di zone da esplorare e starà alla curiosità (ed alla pazienza) del giocatore scoprire ogni anfratto di quello strano luogo.

UN PASSO ALLA VOLTA

Ombra cammina molto lentamente, impiega minuti anche soltanto per arrivare da un capo all’altro di una zona ampia. The Longing non ci vuol spingere ad arrivare in qualche posto specifico, piuttosto solletica la nostra curiosità con ambienti dal sapore sia mistico che misterioso. Il comparto tecnico è decisamente eccellente e si divide tra mappe realizzate con la tecnica del disegno “a mano” ed un comparto sonoro superlativo in puro stile “dungeon synth”. Musiche cavernose ma anche affascinanti, a metà strada tra il sogno ed il cupo mistero, che non avrebbero sfigurato nel celebre cult anni ’80 Labyrinth con il compianto David Bowie nei panni del re dei goblin Jareth.

The Longing

Il gameplay invece si avvicina ai classici dell’avventura punta e clicca, ma con alcune importanti varianti. In primo luogo è possibile dedicarsi al decoro della piccola caverna che Ombra usa come casa. Un basilare “crafting” se vogliamo che ci permetterà di piazzare disegni, costruire un letto ed impegnare il nostro tempo mentre attendiamo il fatidico risveglio. L’esplorazione del sottosuolo si snoda tra lo scoprire nuove zone ed attendere anche settimane. Il mondo sotterraneo cambia con l’avanzare del tempo: le ragnatele si infittiscono, il muschio cresce e le gocce d’acqua creano prima pozze e poi veri e propri laghetti. Starà a noi decidere come muoverci e quali luoghi ricordare. Esploreremo tutto il possibile? Attenderemo il risveglio del re? Oppure tenteremo di fuggire e raggiungere il mondo “di sopra”?

The Longing ha un concept unico ed affascinante, che si scontra con il gameplay lentissimo e basato sull’attesa. Alcuni giocatori potrebbero amarlo per questo, altri odiarlo. E’ un titolo che non si presta ad un giudizio standard, ma va capito e compreso. Se cercate avventure al cardiopalma o qualcosa di vagamente simile ad una classica avventura grafica, avete sbagliato strada. Nel sottosuolo vi attende qualcosa di diverso.

PRO:

  • Comparto tecnico di gran classe, sia grafico che sonoro
  • Setting affascinante e ricco di sfumature
  • L’idea alla base del gioco è sicuramente originale ed innovativa…

CONTRO:

  • … ma si perde in un’attesa virtualmente infinita che ammazzerà presto l’interesse del giocatore
  • Alcune sbavature tecniche

Versioni disponibili: PC

Versione testata: PC

Voto: 7

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    RASSEGNA PANORAMICA
    VOTO FINALE
    7
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    Simone Granata
    Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!