Recensione | Super Smash Bros. Ultimate

Un roster enorme, il più grande crossover mai visto, il ritorno di una serie apprezzatissima: tutto questo su Nintendo Switch. Super Smash Bros. Ultimate è finalmente arrivato, con il suo bagaglio di tradizioni e problemi

Era il 1999 e su Nintendo 64 usciva ニンテンドーオールスター!大乱闘スマッシュブラザーズ (Nintendo Orusuta! Dairanto Sumasshu Burazazu) gioco creato da HAL Laboratory di Masahiro Sakurai e Satoru Iwata. Inizialmente previsto solo per il mercato giapponese e creato con un budget limitato, il gioco riscosse un successo inaspettato che convinse Nintendo a portarlo anche fuori dal Giappone con il titolo Super Smash Bros. e da lì ebbe inizio la storia di una delle serie di maggior successo di sempre. A pensarci bene è davvero strano pensare ad un gioco così stravagante nelle sue meccaniche base che diventa quasi immediatamente un successo di portata globale. Oggi, a quasi 20 anni di distanza, siamo di nuovo qui pronti a sfidarci a suon di cazzotti prendendo le parti di un personaggio iconico del mondo videoludico. Inizialmente erano solo personaggi dell’universo Nintendo o comunque molto vicini: oggi siamo completamente oltre. Sono tutti qui, sono tutti su Super Smash Bros. Ultimate.

ROYAL RUMBLE

E’ impossibile parlare di questo gioco senza menzionare una delle sue caratteristiche più importanti: Super Smash Bros. Ultimate (come detto anche da un soddisfatto Reggie) è ormai diventato il più grande crossover della storia videoludica. Il gioco vanta un roster gigantesco di personaggi, il più grande mai visto: 74 combattenti (ed altri in arrivo con gli immancabili DLC tra i quali l’incredibile ed inaspettato Joker da Persona 5) provenienti da moltissimi titoli.

Un gioco action frenetico con una simile mole di characters da gestire sarebbe l’incubo di qualunque game designer soprattutto in termini di bilanciamento. Non dimentichiamo infatti che Smash Bros. è una serie che da anni si presenta agli EVO (per chi non lo sapesse, sono i campionati “ufficiali” del genere beat’em up) senza contare le svariate ed ormai innumerevoli competizioni a livello locale. Non passerò il tempo a spiegarvi come funziona il gameplay di questa nuova incarnazione delle allegre mazzate tra i personaggi più amati del mondo videoludico: mi limiterò all’essenziale per poi esaminare il capitolo nei suoi pregi e difetti.

Come sempre l’obiettivo è innalzare a suon di colpi la barra percentuale numerica dell’avversario: più alto il valore, più lontano si verrà scagliati in caso di colpi ricevuti. Una meccanica semplice che tuttavia trova applicazione in situazioni disparate. E’ possibile combattere utilizzando i personaggi “nudi e crudi” in una lotta di skill oppure ripiegare su modalità più “caciarone” che includano oggetti e strikers di vario genere, arene che cambiano forma ed altro ancora. Questo concept è alla base sia della modalità multiplayer, vero “core” del gioco come sempre, sia della nuova modalità single player Stella della Speranza.

Si parla di un corposo comparto per giocatore singolo che (finalmente) porta una ventata di novità: inizialmente nei panni di Kirby, il giocatore dovrà percorrere un’enorme mappa del mondo conquistato dalla malefica entità Kiaran. Grazie ad un esercito di Master Hands la divinità ha soggiogato ogni cosa e svuotato tutti i personaggi del gioco della loro essenza, intrappolandoli in burattini del tutto simili agli originali ma dediti al male. Combatteremo contro numerosi avversari in condizioni variabili e collezionando “spiriti”, ovvero personaggi provenienti da tutto l’universo videoludico, per avere vantaggi in battaglia. Ogni scontro infatti avrà specifiche regole e starà a noi equipaggiare ed evolvere gli spiriti più adatti per risultare vincitori. La modalità single player presenta un’enorme mole di contenuti variegati, creando di fatto una delle migliori esperienze della serie in questo senso. Ed il multiplayer? Qui qualcosa inizia, seppur superficialmente, a scricchiolare.

SQUADRA CHE VINCE, PRIMA O POI, SI CAMBIA

Nonostante l’elevato numero di modalità disponibili infatti, il gioco è di fatto un porting completo di tutti i DLC (più alcuni extra) della versione Wii U con tutto ciò che di giusto e di sbagliato questa scelta può comportare. Il gameplay classico del gioco è funzionale ed ha fatto scuola, ma risulta praticamente invariato da anni a questa parte. E’ un difetto? Forse. Se qualcosa funziona è buona cosa preservarlo, ma presentare sempre la stessa “minestra” a lungo andare può rivelarsi problematico, soprattutto se non ti liberi di alcune pesanti zavorre che ne danneggiano la qualità generale.

Come detto in precedenza, il roster totale è di 74 personaggi al momento e bilanciare tutto in modo accettabile non è affatto semplice. Ci sono riusciti? Attualmente la risposta è no. Sono presenti numerosi personaggi che risultano, ad un esame attento dopo scontri online, terribilmente avvantaggiati a livello di moveset e caratteristiche. Se usati anche in modo tutt’altro che esperto, questi specifici personaggi possono mettere in difficoltà giocatori di grande capacità e risultare vincenti. E’ nuovamente assente la possibilità di spostare i comandi di movimento del personaggio dall’analogico alla croce direzionale sui controller base di Switch, problema ciclopico già segnalato ai tempi di Wii U. Attualmente l’unica soluzione percorribile per avere comandi decenti è l’utilizzo del controller GameCube, ma sinceramente mi lascia esterrefatto pensare di dover adottare questa soluzione per non incorrere nei classici problemi di morti accidentali dovute all’imprecisione di risposta di un controller analogico in un ambiente bidimensionale.

Un altro problema decisivo è rappresentato dalla qualità del servizio online offerto da Nintendo in questa generazione: Super Smash Bros. Ultimate è un titolo che dipende pesantemente dal comparto online per la longevità e bisogna purtroppo precisare che la qualità dei servizi offerti non è delle migliori. E’ vero che il prezzo annuale è irrisorio, è vero che di fatto il servizio è iniziato da poco ma difficilmente si possono tollerare a cuor leggero simili problemi di input lag ed altre problematiche più “tecniche”. Per metterla in termini semplici: sembra uguale a prima, con la differenza che ora si paga: e non è ovviamente tollerabile.

Un caso davvero unico questo Super Smash Bros. Ultimate: fondamentalmente è l’opera più grande, complessa e completa del franchise grazie anche ad un buon comparto single player, ma viene danneggiata in parte proprio dalla modalità multiplayer che dovrebbe invece rappresentare il fiore all’occhiello. Se vi piace divertirvi senza pensieri, se vi piace il fanservice videoludico a tonnellate condito da un comparto tecnico curatissimo, se vi piace dare mazzate in libertà allora Super Smash Bros. Ultimate va preso ad occhi chiusi (alzando il voto di mezzo punto rispetto a quello finale). Se invece pretendete un comparto multiplayer adeguato agli standard odierni, bilanciato e finalizzato anche a soddisfare chi vuole impegnarsi per eccellere, il voto finale è quello riportato qui sotto. Ora scusate ma vado a tirar calci con il mio Mii Fighter customizzato.

PRO:

  • Enorme, ciclopico, pieno di roba fino a scoppiare
  • Tecnicamente impeccabile in tutti i sensi
  • Modalità single player finalmente interessante

CONTRO:

  • I soliti, tremendi problemi di bilanciamento tra i personaggi
  • Connessione ancora insufficiente, ora pure a pagamento

 

Voto finale: 8,5

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