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Recensione | Super Mario Run

Una serie longeva e di gran successo quella iniziata nell’ormai lontano 1985 dal mitico Shigeru Miyamoto: ma soprattutto una serie che, nonostante i vari critici a tempo perso, è riuscita a sopravvivere sempre e comunque, innalzando l’asticella della qualità videoludica e regalando ore di divertimento a milioni di persone. Non capita spesso di assistere ad una rivoluzione in campo videoludico, ma oggi con l’uscita di Super Mario Run possiamo dire di esser testimoni di un grande cambiamento. Ancora risuonano nell’aria le parole dei vertici Nintendo che, solamente un paio di anni fa, dicevano “non siamo interessati al mondo del gaming mobile”: molte, forse troppe cose sono cambiate da allora ed oggi assistiamo al debutto della mascotte Nintendo su iOS con il primo gioco dedicato a Mario che approda sui dispositivi Apple. Super Mario è ancora giovane abbastanza per “saltare” un pò più in alto?

AVANTI TUTTA

Super Mario Run presenta il più classico incipit della saga: la principessa Peach rapita da Bowser, il Regno dei Funghi messo a soqquadro dai suoi sgherri, l’ordine da ristabilire. Mario è chiamato nuovamente a risolvere i problemi, ma questa volta il giocatore dovrà vedersela con un’inesorabile corsa da sinistra verso destra: per certi versi questa feature richiama il primissimo capitolo della 15571271_10211543118283055_393494797_nsaga a scorrimento orizzontale che non dava la possibilità di tornare indietro. I primi passi in Super Mario Run vengono guidati dal fido Toad che ci introdurrà alle principali caratteristiche del gioco, partendo dal primo livello di allenamento: Mario ora scavalcherà nemici bassi e piccole sporgenze automaticamente durante la corsa, ma sarà possibile effettuare spettacolari acrobazie toccando lo schermo del nostro smartphone al momento giusto guadagnando monete aggiuntive. Mario è ovviamente in “corsa perenne” ma a differenza dei classici endless runner qui la cosa è meno invadente del previsto grazie anche ad alcuni indovinati escamotage: i salti a parete permettono di spezzare il ritmo del gioco, alcune caselle specifiche permettono a Mario di fermarsi un attimo oppure “saltare indietro” per recuperare monete perdute o imboccare diversi percorsi. Di fatto ci troviamo di fronte ad un gioco classico della saga, eppur nuovo al tempo stesso: ovviamente il fatto di non poter fermare la corsa sfrenata di Mario si traduce in difficoltà aggiuntiva che potrebbe scoraggiare i meno avvezzi ai platform.

Anche se la principale attività consiste appunto nel saltare, schivare e correre come avviene nei classici giochi della saga mariesca, in Super Mario Run le monete raccolte nei vari livelli assumono un senso più preponderante: il Regno dei Funghi è stato distrutto da Bowser e ricostruire tutto richiede parecchio denaro…il nostro denaro che raccoglieremo durante il gioco. La modalità Regno aggiunge una dimensione “city builder” semplificata che migliora notevolmente il gameplay generale rendendolo più variegato. Potremo spendere denari per acquistare decorazioni, case, statue e quant’altro riterremo necessario per riscostruire il regno distrutto e personalizzarlo a nostro piacimento. La ricostruzione degli elementi distrutti da Bowser e dai suoi scagnozzi non è solamente una questione di estetica, ma aggiungerà al gioco alcune interessanti features atte ad aumentarne la longevità con sfide uniche e nuove. Alcune costruzioni infatti permetteranno al giocatore di affrontare minigiochi con in palio monete aggiuntive e biglietti per le famigerate Sfide Toad.

TUTTI IN CORSA

Le Sfide Toad rappresentano probabilmente una delle innovazioni più riuscite di Super Mario Run e sfruttano appieno le funzioni di connettività del dispositivo mobile: tramite i biglietti ottenuti nel gioco single player potremo accedere a sfide contro i “fantasmi” di altri giocatori che hanno affrontato un livello. Lo scopo della sfida è battere l’avversario ottenendo più monete ma anche il supporto15577843_10211543118323056_2030390250_n dei toad entusiasti: per accattivarsi la loro simpatia non dovremo limitarci a raccogliere monete, ma dovremo anche impegnarci per realizzare acrobazie spettacolari toccando lo schermo dello smartphone al momento giusto. Alla fine della sfida saranno conteggiate le monete raccolte ed al totale verrà aggiunta un’ulteriore cifra derivata dall’entusiasmo della tifoseria toad. Il vincitore si aggiudicherà un premio decisamente importante: i toad coinvolti nel tifo si trasferiranno le nostro Regno, aumentandolo di livello e permettendo la costruzione di nuove strutture basate sul numero di toad presenti e sul loro colore. Attenzione a non prendere alla leggera le Sfide Toad, perchè in caso di sconfitta perderemo alcuni cittadini del nostro regno che ci abbandoneranno per trasferirsi in quello del nostro avversario. Molta carne al fuoco quindi, con l’unica pecca di gameplay che si può ritrovare in una lieve sensazione di ripetitività che potrebbe far capolino in caso di sessioni di gioco prolungate.

Tecnicamente il gioco si difende bene, godendo appieno di tutti i vantaggi offerti dal retina display dei dispositivi Apple: lo stile grafico è quello di New Super Mario Bros U, pulito e colorato com’è logico aspettarsi, ed lo stesso vale per il comparto sonoro che ripropone i temi musicali classici della saga. Un plauso particolare va dato comunque al level design di grandissimo pregio: non è assolutamente facile creare livelli così ispirati e pieni di idee per un titolo dove la corsa sfrenata è la principale caratteristica. Nonostante i livelli della modalità single player siano decisamente pochi, tutte le funzioni e le modalità alternative riescono a compensare in gran parte questa mancanza regalando un titolo davvero ottimo sotto tutti i punti di vista. Un gioco di Mario vero e proprio, non un’app di poco conto fatta per monetizzare sul nome che porta e che vale decisamente il prezzo richiesto. Provare per credere.

PRO:

  • Level design d’autore
  • Gameplay reso più variegato da minigiochi ed altre features
  • Sfide Toad davvero impegnative

CONTRO:

  • Pochini i livelli single player
  • Alla lunga un pò ripetitivo