Ci sono momenti fondamentali nell’industria videoludica, sia per i “produttori” che per i “consumatori”. Da alcuni decenni a questa parte, l’arrivo di un nuovo capitolo della saga principale di Super Mario è sempre uno di quei momenti fondamentali. E’ infatti dall’ormai lontano 1985 che la creatura prediletta di Shigeru Miyamoto saltella qua e là attraversando indenne nel fascino e nel successo le ere videoludiche, portando con sè una folta schiera di fan affezionati ad un brand che pare davvero inossidabile. Sin dal lancio di Nintendo Switch l’utenza ha atteso con grande impazienza il ritorno in grande stile dell’idraulico baffuto in un’avventura degna di questo nome, e dopo il reveal di Super Mario Odyssey ci si è lanciati nelle ipotesi più sfrenate. Come spesso però accade quando si ha a che fare con saghe leggendarie come questa, la realtà supera di gran lunga le aspettative. Un’odissea, è proprio il caso di dirlo, che porterà l’idraulico più famoso del mondo a visitare mondi mai visti.

ULISSE CHI?

Mario è di nuovo in azione, e questa volta il solito Bowser sembra fare sul serio con qualcosa di decisamente nuovo ed ardìto: non si limita infatti a rapire Peach ma sembra intenzionato a sposarla per acquisire il controllo del Regno dei Funghi tramite matrimonio, una volta diventato real consorte. Galvanizzato dall’opportunità, Bowser si rivela un osso assai duro da sconfiggere e riesce a scaraventare il povero Mario lontano dalla sua nave volante. Il nostro non si perde d’animo, pur trovandosi all’improvviso in una terra del tutto nuova abitata da strani esseri che sembrano un mix tra un fantasma Boo e svariate tipologie di cappelli. Mario scopre che anche la sorella di un abitante è stata rapita dagli sgherri di Bowser: essendo una tiara, rappresenta il perfetto regalo di nozze da offrire alla principessa Peach. Mario e Cappy, questo è il nome del fantasma, decidono di allearsi e lavorare insieme per recuperare principessa e sorella disperse, ma il lavoro si rivelerà tutt’altro che semplice: Bowser è in fuga e sarà necessario recuperare la potente nave Odyssey per seguire il malfattore attraverso il mondo. Sarebbe più opportuno in effetti parlare di “mondi”, poichè Super Mario Odyssey ha nel fulcro del suo gameplay e della sua direzione artistica la varietà di mondi esplorabili.

La prima sensazione che ho personalmente provato (parlo intenzionalmente in prima persona, da amante del personaggio e da “vecchietto” del settore) aggirandomi nei mondi variegati di Super Mario Odyssey è stata interessante, poichè mi ha fatto tornare alla mente qualcosa che non percepivo più da anni: Super Mario 64. E’ cosa nota infatti che il titolo appena menzionato abbia di fatto rivoluzionato il mondo videoludico creando il primo, vero e “puro” platform in 3D. Super Mario Odyssey ricalca le orme dell’illustre predecessore ma si aggrappa anche a dinamiche di gioco viste in un’altro amatissimo capitolo: Super Mario Galaxy. Se avete giocato uno qualunque di questi titoli non avrete difficoltà a padroneggiare il sistema di controllo, incredibilmente preciso e rapido nel rispondere come pochi altri: Mario salta usando varie tecniche, dal triplo salto in corsa a quello laterale effettuato durante la frenata di cambio direzione. Tutte tecniche utili per avanzare nei livelli ma soprattutto per agguantare le importantissime Lune, carburante della Odyssey necessario per viaggiare. La vera novità introdotta nelle meccaniche di gameplay è proprio il cappello Cappy e la sua peculiare quanto utile abilità.

IL CAPPELLO DELLE MERAVIGLIE

L’alleato di Mario ha infatti la possibilità di “possedere” praticamente ogni cosa, viva o inanimata, se lanciato contro di essa. Questa particolare abilità apre mondi di interazione con gli scenari, ed è proprio quello che accade durante il lungo viaggio che ci porterà a cercare e recuperare le Lune inserite in ogni livello. In questo caso va fatta notare una grave mancanza, che potrebbe risultare poco incisiva per chi gioca “per divertirsi” ma potrebbe infastidire chi cerca una sfida seria: Super Mario Odyssey non è molto difficile, o almeno non lo è nel percorso che ci porterà a sconfiggere Bowser e terminare il gioco. Per chi, come il sottoscritto, cerca sfide di un certo livello è però a disposizione la ricerca di TUTTE le Lune presenti nel gioco, un’impresa davvero titanica che farà rimpiangere le 120 stelle di Super Mario 64. Si tratta anche qui di una sfida più incentrata sulla dedizione piuttosto che sulla difficoltà, ma certamente offre al giocatore in cerca di sfide maggiori buon pane in cui affondare i denti. Avere un livello di sfida più alto, soprattutto durante le fasi finali, avrebbe potuto giovare all’intero comparto gameplay, ma è comprensibile che Nintendo abbia voluto rendere il gioco fruibile per tutti, lasciando ai più appassionati la scelta di intraprendere il percorso aggiuntivo della ricerca delle Lune. Possedere i nemici è un’abilità già vista in molti titoli del passato, ma in Super Mario Odyssey la meccanica è resa al meglio creando un connubio di gameplay variegato, stratificato, estremamente funzionale su tutti i fronti. Se il livello di difficoltà potrebbe non soddisfare appieno, tutto ciò che potremo fare e vedere in quest’odissea dell’idraulico baffuto ci farà presto dimenticare il piccolo difetto, anche grazie ad un comparto tecnico spettacolare.

E’ cosa nota che i titoli principali della saga mariesca abbiamo sempre tutto il supporto possibile da parte di Nintendo per creare mondi attraenti e variegati, ma Super Mario Odyssey oltrepassa decisamente i confini del capolavoro in quanto a direzione artistica e varietà. Unico neo del comparto grafico/artistico sta in alcuni mondi specifici (lo scoprirete da voi) che risultano fin troppo azzardati, eccessi forse di zelo che possono risultare leggermente “stridenti” con lo stile classico dei giochi di Super Mario. A parte quest’eccezione, peraltro concentrata in basse percentuali, i mondi di gioco sono spettacolari sotto tutti i punti di vista: il titolo gira stabilmente a 60fps e 720p sullo schermo della console, mentre su TV si passa a 900p con qualche piccola imperfezione su televisori più performanti. Il comparto sonoro è semplicemente perfetto, non solo grazie agli azzeccati effetti sonori (con piacevoli sguardi al passato) ma anche e soprattutto grazie alla meravigliosa colonna sonora che spazia da temi musicali più semplici a picchi di altissima sinfonia che riportano alla mente i migliori momenti di Super Mario Galaxy. Cos’è Super Mario Odyssey alla fine? E’ una summa di tutto ciò che Nintendo sa creare e soprattutto ama creare: giochi completi, realizzati con passione percepibile ad ogni passo nelle variegate terre che andremo ad esplorare in compagnia di Mario e Cappy. Ma ancor più importante: è un titolo che difficilmente verrà dimenticato.

PRO:

  • Direzione artistica da inserire nei libri di storia videoludica
  • Un gioco di Mario al tempo stesso classico ed innovativo
  • Tantissime cose da fare e da vedere, un’odissea nel vero senso del termine
  • Sistema di controllo ai massimi storici

CONTRO:

  • Livello di difficoltà generale abbastanza basso
  • Alcuni regni non particolarmente ispirati “spezzano” temporaneamente l’incantesimo

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
9
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Simone Granata
Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!