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Recensione | Story of Seasons

C’è stato un tempo lontano, senza internet e senza casual gamers, durante il quale è nata l’idea di prendere elementi RPG/dating sim ed inserirli in un contesto “campagnolo”, con campi da preparare ed animali da accudire. Era il 1996 e la console Super Nintendo/Super Famicom era all’apice della sua gloria, così come in generale il mondo del gaming: la collaborazione tra lo studio di sviluppo Amccus ed il publisher Natsume (ora Marvelous, in seguito a varie fusioni e trasformazioni) portò sulla home console Nintendo Harvest Moon. Il gioco mirava a ricreare, seppur con un approccio ludico ed in stile RPG, la vita all’aria aperta di un contadino alle prese con il ciclo stagionale e sementi da trasformare in vegetali da vendere per raggranellare denari. Il primo farming simulator insomma, arrivato dal Giappone prima che internet e Facebook sdoganassero questo genere tramite svariati giochini su browser: a distanza di quasi 20 anni arriva su Nintendo 3DS Story of Seasons (牧場物語 つながる新天地 Bokujo Monogatari: Tsunagaru Shin Tenchi) che promette di tenere attivo questo interessante brand dopo i vari spin-off ed alcuni capitoli decisamente sottotono. Sarà davvero così?

IL RAGAZZO DI CAMPAGNA

Creare il nostro contadino (o contadina) è questione di pochissimo: l’editor del personaggio ci permetterà di dare un’impronta personalizzata al main character del gioco, seppur limitatamente, prima di immergerci nel verdissimo mondo campagnolo che circonda il villaggio Querciallegra. La prima fase del gioco è dedicata ad un ampio tutorial durante il quale verranno illustrate le azioni fondamentali necessarie per gestire al meglio una fattoria: uno dei principali difetti di Story of Seasons è appunto rappresentato da questa fase tutorial, tremendamente lunga e decisamente noiosa con dialoghi che si perdono in lunghissime digressioni ed azioni limitatissime. Fortunatamente, terminata la parte iniziale, le cose iniziano a girare decisamente meglio: quando saremo finalmente liberi di agire come meglio crediamo, il gioco comincerà a mostrare il suo vero potenziale e sarà sempre più piacevole destreggiarsi tra le varie azioni necessarie per mandare avanti la nostra attività agricola.

A differenza dei capitoli precedenti, Story of Seasons pone finalmente alcune innovazioni sulla gestione dei campi e sulle attività accessorie: invece di sprecare molto tempo zappando, innaffiando e curando ogni singolo “quadrato” di terreno come accadeva in passato, ora le azioni riguarderanno un’intera sezione 3X3 permettendoci di risparmiare parecchio tempo per altre attività; anche laseasons 1 gestione dei vari menù è migliorata notevolmente, velocizzando in generale tutte le azioni relative all’utilizzo di utensili. Il villaggio Querciallegra è ovviamente dotato di numerose attività commerciali, presso le quali potremo rifornirci di materiali da costruzione e sementi: il paesino rappresenta anche la zona più frequentata dai vari NPC con i quali potremo intraprendere relazioni di vario tipo ed ovviamente le classiche love-story che fanno da sempre parte dell’essenza della saga tramite le meccaniche dating sim; nulla di complesso ovviamente, ma quando basta per avere un’ulteriore variante di gameplay inserita nel contesto generale del lavoro nei campi.

Come sempre sono presenti molte varietà di coltivazioni, dalle classiche rape agli alberi da frutto che una volta maturati possono garantire più raccolti nel corso della stagione adatta: la gestione delle colture e dei vari allevamenti di bestiame è di prioritaria importanza, dato che dalla produzione di beni dipenderanno le nostre casse; una menzione particolare va data all’introduzione di “coltivazioni a tema Nintendo” molto divertenti: potremo infatti assistere alla maturazione di Fiori di Fuoco, funghi di mariesca memoria e così via. Inizialmente la varietà di azioni a nostra disposizione sarà comunque molto limitata come già accadeva in passato negli episodi precedenti della saga, ma successivamente sbloccheremo tutta una serie di nuove possibilità che ci permetteranno di godere al 100% di ciò che questo gioco può offrire: la serie Harvest Moon ha sempre puntato molto sul fattore longevità, e Story of Seasons non fa eccezione garantendo al giocatore un ottimo quantitativo di ore di divertimento, complici le nuove azzeccate meccaniche che riescono ad impedire alla noia di far capolino dopo un pò di tempo.

I COLORI DELLA NATURA

Una variante decisamente interessante rispetto ai predecessori riguarda certamente la gestione delle spedizioni e delle vendite, che avviene nella Piazza del Mercato di Querciallegra: durante determinati periodi o giornate saranno infatti presenti commercianti provenienti da terre circostanti, ovviamente interessati nella compravendita di prodotti locali. Per massimizzare i guadagni sarà seasons 2nostra cura osservare i calendari che indicano l’arrivo e la partenza dei vari mercanti, oltre che informarci su quale tipo di prodotto stiano cercando in particolar modo così da riuscire a piazzarlo al prezzo maggiore possibile: questa interessante meccanica, completamente assente in precedenza, rende il gioco decisamente più attivo e strategico e richiede un maggior impegno da parte del giocatore nel tener conto di varie date e periodi dell’anno. Altra interessante variazione riguarda la possibilità di trasformare Querciallegra in un’ambìta meta turistica, arredando il paese e rendendolo attraente per i visitatori provenienti da altre zone: sia la vendita di beni che la gestione del villaggio può avvenire in amichevole competizione con altri contadini NPC presenti nel gioco, aggiungendo ulteriore senso di sfida e conseguente divertimento. E’ presente anche una modalità multiplayer asincrona che permetterà agli altri giocatori di visitare la nostra fattoria e darci una mano con le attività giornaliere, proprio come avviene ad esempio nei vari browser game che trattano temi simili a Story of Seasons.

Il gioco si fa araldo della vita all’aria aperta, della fuga dalla città e del ritorno alle radici: la sensazione di avere tra le mani un titolo che tenta di far capire quanto sia bello dedicare la propria vita al lavoro della terra è chiara fin da subito, anche se romanzata in buona parte. Il comparto tecnico e grafico del gioco risulta purtoppo fin da subito scarno e poco rifinito, a causa di texture decisamente datate ed animazioni legnose: nonostante i colori vividi e le bellissime artwork riescano a distinguersi, l’aspetto grafico generale del gioco è abbastanza deludente ed ulteriormente aggravato da inspiegabili cali di frame rate in certe zone; a titolo puramente personale aggiungo che sarebbe interessante smetterla con il 3D a tutti i costi, quando sarebbe possibile creare meravigliose grafiche 2D con visuale dall’alto piuttosto che assistere ogni volta ad una tridimensionalità scarna. A livello sonoro invece le cose migliorano decisamente, con temi musicali che richiamano i classici della serie, sonorità semplici e genuine come l’ambientazione nella quale sono inserite: non è presente alcun doppiaggio vocale.

PRO:

  • Formula ampiamente rodata e sempre funzionale
  • Migliorata la gestione delle varie attività sotto tutti gli aspetti
  • Strategicamente molto più complesso rispetto al passato
  • Ottime artwork e personaggi ben caratterizzati

CONTRO:

  • Grafica parecchio scarna, ulteriormente aggravata da cali di frame rate
  • Tutorial iniziale tremendamente prolisso

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Simone Granata

Simone Granata

Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!

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