Sono passati dieci anni dalla prima release di LIMBO su Xbox 360, anche se sembrano molti di più. Se è vero che l’ultimo decennio è stato segnato dalla ribalta sotto ai riflettori del “mondo indie”, di certo l’opera dei ragazzi danesi di Playdead ha di certo gettato le basi per uno specifico stile estetico che accompagna il nostro hobby preferito da un po’ di tempo. Lo “stile silhouette” viene spesso utilizzato per titoli dal gusto tenebroso, opere che vogliono trasmettere sensazioni di smarrimento e di mistero. Seguendo questa strada (già peraltro percorsa da molti altri sviluppatori nel corso degli anni) il team SkyBox Lab propone una visione molto simile… forse troppo? Seguite i nostri passi nelle terre desolate di Stela.

UN MONDO DESOLATO (E DESOLANTE)

Come nella miglior tradizione dei titoli ispirati alle opere firmate Playdead, la nostra protagonista senza nome si risveglia in un luogo triste ed abbandonato. Senza particolari introduzioni di sorta, veniamo immediatamente catapultati nell’azione di questo platform/puzzle in 2.5D. De facto si tratterà di avanzare tra varie locations dal gusto macabro e desolato superando svariati pericoli e risolvendo enigmi basati sui riflessi, sul tempo e sull’interazione sapiente con alcuni elementi dell’ambiente circostante.

Stela

Proprio come in LIMBO direte voi, e non potreste essere più vicini alla realtà dei fatti. Stela basa le sue scelte estetiche e di design sul celebre titolo Playdead, ma opta per uno stile low-poly arricchito da un gran numero di effetti ambientali, nebbia e colori ovattati. L’effetto finale è decisamente buono, nonostante ormai gli occhi di qualunque giocatore appassionato siano abituati ai vari esperimenti compiuti nel corso degli anni utilizzando questa tecnica artistica. Il comparto grafico è, purtroppo, l’unica cosa che davvero riesce a salvarsi in questa produzione. L’atmosfera è funzionale, lo stile grafico è ben realizzato e con punte di eccellenza occasionali ma tutto questo non basta purtroppo a recuperare terreno. La parte debole è tutto ciò che concerne il gameplay. Come abbiamo detto finora, LIMBO è l’ispirazione principale ma sembra che gli sviluppatori abbiano preso principalmente la componente grafica tralasciando tutto ciò che ha reso il gioco Playdead una piccola pietra miliare del settore indie.

LA LUNGA MARCIA

Ciò che un titolo come Stela dovrebbe fare è mettere al centro dell’esperienza il gameplay, le fasi platform ed i puzzle ambientali relativi. Sembra che invece ci si sia limitati a copiare in modo quasi becero le meccaniche di altri giochi simili, risultando come una blanda copia-carbone. Il level design è tutto fuorché interessante, i livelli sono identificati da un piatto avanzare e risolvere piccoli puzzle/evitare trappole mortali, pena una morte orrenda (altro concept identificativo di questo sotto-genere) e respawnare all’ultimo checkpoint automatico.

Stela

Nulla in Stela sembra davvero originale, interessante o ispirato. Chiunque abbia passato qualche ora su LIMBO vedrà un mare di riferimenti, un mare di cose “già viste” senza nessun tipo di sorpresa o piacevole introduzione. Salti, scalate, utilizzo di elementi dello scenario per poter avanzare oltre: il tutto senza quella piacevole scintilla di ispirazione, di idee interessanti che caratterizzava LIMBO in origine. Forse il genere è ormai eccessivamente sfruttato? E’ possibile che si tratti anche di questo e che sia ormai diventato molto complesso realizzare un titolo simile senza sfociare nel “già visto”. La scarsa longevità (in parte ovviamente risolta dalle numerose morti trial & error) è un ulteriore passo indietro.

E’ davvero difficile capire come si possa pensare di aver realizzato qualcosa di davvero buono quando si presenta una copia spudorata di altri titoli. La linea che separa l’ispirazione e l’emulazione è sottile e spesso la si supera di parecchio, come accade in questo caso. Non vi è nulla di sbagliato nel prendere il meglio da ottimi titoli del passato, ma è necessario aggiungere tocchi personali e soprattutto infilare nel gioco un bel po’ di “magia” e passione per far si che ai giocatori arrivino queste sensazioni. Stela fallisce miseramente in questo, rivelandosi come un’occasione sprecata.

PRO:

  • Comparto tecnico di buona qualità 
  • Atmosfera azzeccata…

CONTRO:

  • … ma che si conferma quasi immediatamente come un mediocre scimmiottare titoli ben più meritevoli
  • Level design noioso, piatto e poco ispirato
  • Meccaniche di gioco viste e riviste: non c’è desiderio di innovazione o buona ispirazione, solo mera imitazione

Versioni disponibili: Nintendo Switch, Xbox One, iOS, Microsoft Windows, Mac

Versione testata: Nintendo Switch

Voto: 5

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