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Recensione | Solstice Chronicles: MIA

Se si parla di action/hack and slash con visuale dall’alto viene subito in mente un nome: Diablo. La celebre saga targata Blizzard è stata pioniera di questo genere su PC ed ha stabilito un forte standard nell’industria videoludica quando si parla di giochi d’azione incentrati sull’abbattimento di intere legioni di nemici. Alcuni anni fa i ragazzi del team indipendente Ironward hanno creato e distribuito The Red Solstice, un titolo decisamente interessante focalizzato sull’azione in co-op e sul lavoro di squadra. Oggi invece il team torna alla carica con Solstice Chronicles: MIA e cambia target: dal teamwork al single player che punta all’azione frenetica ed al combattimento con elementi RPG.

ATTO DI FORZA

Il 23° secolo su Marte sta terminando in modo assai diverso da come ci si aspetterebbe: il virus STROL ha completamente annientato la vita sulla Terra e gli esseri umani in fuga dalla morte si sono stabiliti sull’inospitale pianeta rosso. Nonostante questo però, il virus ha trovato la sua via per raggiungere i superstiti ed ora anche Marte è sull’orlo della distruzione. L’umanità è di nuovo in fuga, ma non il protagonista senza nome di Solstice Chronicles: MIA: il poveretto è stato abbandonato sul pianeta ad affrontare una morte certa. Disperato ma non domo, il nostro non si arrende alla fine della propria esistenza e fugge nel tentativo di farsi strada tra le orde in infetti orrendamente mutati e terribilmente violenti: trova l’aiuto di un drone di nome Saffropn rimasto sul pianeta ed il duo decide di avanzare in coppia per fuggire dal pianeta rosso ormai condannato all’invasione degli infetti.

L’interessante concept alla base degli eventi narrati nel gioco trova adeguato sostegno nel comparto tecnico: Solstice Chronicles: MIA presenta uno stile grafico molto ben realizzato, con una visuale dall’alto che ben si adatta al gameplay hack and slash del gioco. Sia le numerose animazioni che i bellissimi ed oscuri ambienti sono realizzati con grande cura e con un utilizzo sapiente del motore grafico Unreal Engine: un plauso speciale va all’ambientazione del gioco, tenebrosa al punto giusto e realizzata con grande stile. A livello sonoro il gioco si difende bene, seppur senza raggiungere le vette positive del comparto grafico: temi musicali ben realizzati ed un doppiaggio in lingua inglese più che soddisfacente completano il quadro. Un gioco simile, con tematiche “mature” ed un concept di base che punta molto all’horror ed al gore necessita obbligatoriamente di un adeguato supporto visivo e sonoro, ma Solstice Chronicles: MIA ha molte frecce al suo arco anche sul lato gameplay. Un hack and slash infatti può risultare piacevolmente adrenalinico all’inizio, ma rischia di sfociare nella noia e nella ripetitività se non si ha a che fare con un adeguato livello di sfida. L’opera del team Ironward punta a soddisfare gli appetiti di un pubblico che mira ad un gioco impegnativo, un titolo che metta alla prova non solo i riflessi ma anche la capacità strategica.

UCCIDETELI CON IL FUOCO

In Solstice Chronicles: MIA useremo la combinazione tastiera e mouse per movimento e puntamento, ma dovremo tener d’occhio numerosi fattori che potrebbero far la differenza tra la vita e la morte. Spostando il puntatore del mouse potremo muovere il mirino dell’arma selezionata verso il prossimo bersaglio, ed alcune armi dopo aver fatto fuoco perderanno di precisione per qualche secondo simulando il rinculo. Una scelta tecnica molto interessante e funzionale che fa il paio con la possibilità di portare con sè solamente due armi: scegliere oculatamente il proprio arsenale si rivelerà presto fondamentale nelle dure battaglie che verranno. Il flusso di nemici in arrivo è regolato dal Threat Meter in alto sullo schermo: più alto il livello della barra, maggiore sarà il numero di nemici che appariranno nei vari spawn point disseminati nei livelli. Non solo aumenterà il numero di mostri da abbattere ma anche la potenza media e la resistenza ai colpi: utilizzare le skill specifiche della classe selezionata è importante per cavarsela in situazioni apparentemente disperate, considerando anche il cooldown di ciascuna abilità. In aggiunta alle “mosse speciali” del protagonista, il droide Saffron potrà utilizzare interessanti abilità aggiuntive secondarie assegnate ai tasti numerici della tastiera. Ogni skill di Saffron porterà grandi vantaggi durante l’esplorazione dei livelli, ma al tempo stesso potrà causare anche problematiche come l’aumento dei Threat Meter: utilizzare in modo strategico ed oculato le varie abilità combinate è una delle scelte di gameplay più funzionali di Solstice Chronicles: MIA, una meccanica decisamente buona che varia l’esperienza di gioco e non riduce il tutto ad un mero “spara-ammazza-avanza”.

Non solo esplorazione, non solo mischie terrificanti con ondate intere di mostri assetati di sangue ma anche strategica e pianificazione: questo è di certo il fulcro attorno al quale ruota tutta l’esperienza di gioco, con un paio di nei da segnalare. Il concept del Threat Meter funziona molto bene, ma l’incessante e continuo incalzare dei nemici si rivela presto un’arma a doppio taglio a livello di gameplay. Se da un lato questa feature aumenta il senso di oppressione e di pericolosità, dall’altro rischia di stancare e risultare frustrante a lungo andare. Il tutto, unito al personaggio leggermente legnoso, rischia di compromettere in certe situazioni l’indubbio valore ludico dell’opera del team Ironward: fortunatamente il problema non è così opprimente e fortunatamente l’esperienza generale del gioco ne viene intaccata solo in minima parte. Molto piacevole anche la scelta di inserire uno skill tree in stile RPG accessibile durante le transizioni da una missione all’altra: tramite un’apposita schermata potremo potenziare la classe specifica, le skill generali e le abilità del drone. Solstice Chronicles: MIA è un gioco di grande spessore che viene solo minimamente danneggiato da alcune meccaniche di gameplay non propriamente felici: per il resto si tratta certamente di un ottimo action/hack and slash che farà la felicità di chi vuole ritrovarsi immerso in un incubo marziano popolato da orde di mostri famelici da eliminare.

PRO:

  • Ottima ambientazione, arricchita adeguatamente dal comparto tecnico
  • Gameplay divertente ed impegnativo con elementi RPG

CONTRO:

  • Difficoltà a volte mal bilanciata
  • Personaggio principale un pò troppo legnoso