Confinato strettamente in Giappone fino a poco tempo fa, l’action JRPG Shining Resonance vide la luce su console PlayStation 3 in madrepatria nel lontano 2014. La sua versione rimasterizzata per le piattaforme di gioco attuali, Shining Resonance Refrain, è finalmente debuttata anche al di là dei confini nipponici, premiando i fan impazienti di testare il titolo curato da Media Vision e SEGA con una modalità di gioco inedita, ad-hoc per l’occasione, e inesistente nell’originale Shining Resonance.

L’attesa sarà valsa la pena?

Se dovessimo citare alcuni titoli nipponici da cui Shining Resonance Refrain trae palesemente ispirazione dovremmo innanzitutto accennare alla saga di Tales of, di cui la produzione firmata SEGA è debitrice in termini di gameplay; per la spiccata componente dating simulator, invece, ricordiamo piacevolmente Persona in cui, in base al nostro livello di affinità con una ragazza, potevamo trascorrere alcuni momenti in-game al suo fianco, approfondendo la nostra relazione e scoprendo gradualmente alcuni lati della sua personalità finora rimasti celati ai nostri occhi.

Le immancabili waifu e una componente dating simulator ben congegnata

Shining Resonance Refrain non si accontenta di meri dialoghi, scambi di battute più o meno romantiche, portando la componente dating simulator in lidi attualmente inesplorati da parte di Persona: non di rado avremo la possibilità di visitare in compagnia della ragazza prescelta la città di Marga, soffermandoci in determinate zone opportunamente segnalate da un indicatore per accedere ad un’inedita conversazione con la prediletta. In parole povere, potrete effettivamente svolgere un vero e proprio appuntamento, interagendo a vostra discrezione con alcune zone della hub principale di gioco; ovunque andiate, insomma, la ragazza vi seguirà, e starà a voi colpire e affondare il suo cuore in base alle opzioni di dialogo che spesso appariranno su schermo.

Se la componente dating simulator rappresenta uno dei punti di forza di Shining Resonance Refrain considerando anche come sia stata implementata nel gameplay effettivo (riceverete al termine di un appuntamento un’inedita abilità passiva da impostare per usufruire di determinati benefici in battaglia), dall’altro troviamo una trama poco incisiva e un sistema di fast travel praticamente inesistente (preparatevi a percorrere chilometri su chilometri a piedi per raggiungere un obiettivo).

Partendo dalla storia, nei panni di Yuma, un ragazzo alquanto insicuro delle proprie azioni e custode del leggendario Shining Dragon, saremo chiamati a combattere contro l’Impero, interessato per oscuri motivi – ma alquanto ovvi già dai primi minuti di gioco – nel mettere le mani sul potere smisurato del drago di cui Yuma custodisce dentro di sé il relativo spirito.

Il protagonista, avanzando con l’avventura, maturerà un sentimento di forte attaccamento verso i propri compagni di viaggio, i quali condividono la medesima causa per cui il giovane intende battersi, sviluppando sotto un certo aspetto una personalità nettamente diversa rispetto ai primissimi capitoli; una maturità che, personalmente, mi ha ricordato il processo di crescita a cui è andato incontro Luke fon Fabre in Tales of the Abyss.

Una trama che non decolla

Le macchinazioni dell’Impero rappresentano tuttavia quanto di più scontato e ovvio esista all’interno di un JRPG: quei pochi colpi di scena a cui andrete incontro saranno spesso così prevedibili da deludervi. In termini di trama, dunque, l’action JRPG non propone nulla che non sappia di già visto, limando invece l’aspetto psicologico del protagonista, continuamente in fieri per tutto il corso dell’esperienza di gioco.

In quanto a sistema di combattimento ed esplorazione del mondo fantasy-medievale in cui saremo catapultati, Shining Resonance Refrain risulta decisamente piacevole, grazie alla meccanica B.A.N.D che donerà un tocco di musica in più alle già ottime OST di cui è composto il titolo, ”boostando” in maniera concreta e momentaneamente il nostro party, e alla possibilità di trasformarsi effettivamente in drago per un lasso di tempo ben preciso qualora controllaste Yuma (prestando attenzione a non entrare nella micidiale fase di berserk). Ciascun personaggio, com’è ovvio che sia, ha i propri punti di forza e le proprie debolezze una volta sceso in battaglia, e poterli controllare e gestire a propria discrezione in qualsiasi momento, invertendo il leader del party, permette un approccio nettamente variegato in termini di gameplay, quasi come se si cambiasse effettivamente ”job”, allontanando quel tedio scaturito da una trama che, generalmente, persegue una scia d’onda pressoché inalterata e stabile, non potendo contare su picchi di epicità concreti.

Se da una parte quest’edizione di Shining Resonance si pone effettivamente come la più ricca in termini di contenuti (integra al proprio interno tutti i DLC rilasciati in Giappone), dall’altra la vera e propria novità di gioco, proposta appositamente per la versione Refrain, si presenta alquanto deludente: potremo essenzialmente ripercorrere tutta l’avventura al fianco di due personaggi appartenenti alla fazione nemica, portandoci a ”boss fight contro cloni”, dato che, di fatto, dovremo affrontarli svariate volte nel corso del gioco. Che soddisfazione si potrà mai avere nel combattere Excella con Excella stessa?

Shining Resonance Refrain brilla dal lato colonna sonora, character design (si ringrazi l’eccellente mano di Tony Taka) e gameplay, tuttavia a discapito di una trama pressoché assente di mordente e ad un’esplorazione che costringe il giocatore a ripercorrere terreni ampiamente esplorati pur di raggiungere un obiettivo che, non di rado, si troverà alquanto distante dalla nostra hub di gioco.

Avremmo davvero gradito un sistema di fast travel, così come è possibile impiegare un determinato oggetto per tornare a Marga.

PRO:

  • Colonna sonora non distante dalla qualità musicale proposta con Final Fantasy XIV: Heavensward
  • Gli artwork di Tony Taka
  • Sistema di combattimento piacevole
  • 60 FPS garantiti su PlayStation 4

CONTRO:

  • Trama, avrebbe potuto contare di qualche tocco di epicità in più
  • Sistema di fast travel pressoché assente
  • Graficamente si nota molto la sua natura da titolo PlayStation 3

Versione testata: PlayStation 4

Voto:

7

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7
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Sylvia Loiarro
Platinatrice incallita su console Sony, innamorata persa da tempo immemore di tre saghe ''sconosciutissime'', quali Kingdom Hearts, Persona e Final Fantasy e aspirante stalker di Shigenori Soejima e Tetsuya Nomura.