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Recensione | Shin Megami Tensei IV: Apocalypse

Poche serie hanno il pregio di aver di fatto introdotto alcune meccaniche innovative nel mondo videoludico. Tra queste, la longeva ed ingiustamente relegata all’underground videoludico (eccezion fatta per i giocatori più esperti) saga Megami Tensei (女神転生 trad. “La reincarnazione della Dea”) ha visto la luce nel 1987 su MSX e Nintendo NES con il titolo originale Digital Devil Story: Megami Tensei (デジタル・デビル物語 女神転生 Dejitaru Debiru Sutori Megami Tensei) ed ha subito ottenuto un buon successo in Giappone grazie alla trama/ambientazione ispirata ai romanzi horror di Aya Nishitani. La serie, da sempre legata ad ATLUS, ha introdotto nel mondo dei JRPG alcune meccaniche ereditate poi da saghe decisamente più celebri come Pokémon ed il più recente gioco indie (ugualmente celebre sulla rete) Undertale. Questo secondo capitolo in arrivo su Nintendo 3DS prosegue la storia introdotta dal quarto episodio della saga e ci vedrà vagare in una Tokyo post-apocalittica alla ricerca di alleati decisamente poco raccomandabili.

SATANA, SCELGO TE!

Gli eventi narrati in Shin Megami Tensei IV: Apocalypse avvengono in un futuro non troppo lontano, durante l’anno 203X: una tremenda guerra mondiale scatenata dalle forze angeliche di Merkabah e quelle infernali di Lucifer hanno ridotto il mondo intero a brandelli, eccezion fatta per la città di Tokyo salvata all’ultimo dall’apparizione di una spessa cupola di pietra che l’ha ricoperta completamente. All’interno della cupola la città è devastata e territorio di caccia di demoni ed angeli che sottomettono gli umani con ferocia: oppressi e schiacciati nel conflitto in corso, gli umani3129670-e03 rimasti si sono trasferiti nei complessi sotterranei della vecchia metropolitana di Tokyo e si stanno lentamente adattando al nuovo stile di vita. Le poche speranze rimaste sono riposte in Flynn, protagonista del gioco precedente ed ormai talmente potente da sfidare le creature più pericolose. Nei panni del giovane Nanashi accompagneremo l’amica Asahi nel percorso che porterà entrambi a diventare cacciatori di demoni: con l’utilizzo di uno speciale smartphone potremo evocare potenti demoni al nostro servizio per combattere e farci strada in un mondo devastato dall’odio. Shin Megami Tensei IV: Apocalypse prosegue la storia del capitolo precedente introducendo un protagonista che come sempre segue le scelte del giocatore, ma con lo stesso affascinante setting oscuro, malefico e permeato di occultismo. La storia, l’ambientazione ed i personaggi sono un punto di forza della saga, e questo capitolo non fa eccezione mostrando una trama matura e piena di colpi di scena davvero funzionale. Il mondo di gioco è ben realizzato ed evoca scenari apocalittici anche grazie ad una scelta di colori ben concepita: il problema principale è nei valori di produzione del titolo, davvero bassi, che sfociano in una realizzazione tecnica generale imbarazzante per molti versi. Le sezioni esplorative mostrano un mondo realizzato in 3D assolutamente degno, ma l’assenza di qualsivoglia animazione durante le (numerose) sezioni testuali in stile visual novel e soprattutto gli sprite dei vari demoni in combattimento risultano davvero troppo datati per essere tollerati.

Il gameplay generale di Shin Megami Tensei IV: Apocalypse richiama i canoni più classici della serie, che mescolano il vecchio stile di combattimento da JRPG con le innovazioni che la saga ha introdotto anni or sono. Nanashi è un semplice essere umano, ma con lo speciale smartphone di cui è dotato può agevolmente evocare al suo fianco potenti demoni che potranno aiutarlo durante i combattimenti. Inizialmente avremo a disposizione un solo mostro, ma successivamente potremo acquisirne altri durante le fasi esplorative: quando entreremo in combattimento potremo scegliere di temporeggiare e, invece di attaccare, tentare di interagire con i nostri nemici scegliendone uno a turno. Il demone selezionato risponderà alla nostra richiesta in vari modi, e starà a noi scegliere come muoverci per tentare di accattivarci le simpatie del mostro scelto: com’è logico, i demoni non sono certamente simpatici pokémon pronti ad essere nostri “amici per la vita”, ma si riveleranno avidi e malvagi. Molti chiederanno denaro, oggetti in nostro possesso, HP o punti mana in “sacrificio” per diventare nostri compagni ma è sempre meglio non illudersi: alcuni demoni, ottenuto quello che volevano, ci pianteranno in asso seduta stante portandosi via tutto ciò che gli abbiamo concesso.

INFERNO SULLA TERRA

I demoni ottenibili in Shin Megami Tensei IV: Apocalypse sono davvero molti, ma esiste anche la possibilità di “fonderli” tra loro utilizzando una speciale app chiamata Chatedral of Shadows: lì troveremo il Vecchio (un personaggio storico della serie) che ci assisterà nella fusione. Sacrificando due o più demoni sull’altare potremo crearne uno nuovo di potenza superiore che potrà, se lo e15altvorremo, ereditare uno o più poteri dai demoni di cui è composto: ovviamente ciascun personaggio ha punti di forza/debolezza e caratteristiche proprie, perciò starà a noi formare il party perfetto. Il gruppo è formato normalmente da Nanashi e tre demoni scelti da noi, ma nel “mazzo” potrà conservarne altri evocabili sprecando un turno in combattimento: tale mossa è comunque utile per mettere in campo un demone dotato di poteri utili contro il nemico attuale. Altre meccaniche interessanti di Shin Megami Tensei IV: Apocalypse sono rappresentate dalle varie app aggiuntive acquistabili in una specifica sezione che avranno effetti particolari: alcune permetteranno di ricaricare HP mentre si cammina, altre di identificare i demoni e le loro caratteristiche. Fondamentalmente il gameplay è invariato rispetto sia al IV che agli episodi precedenti. Il combat system a turni con visuale in prima persona è un grande classico del genere JRPG, ma con le sue meccaniche lente e ragionate potrebbe non piacere ad un giocatore abituato ai ritmi moderni.

Ovviamente tutto si colloca nei più classici canoni dei prodotti nipponici, ma il setting così maturo e ricco di tematiche simil-religiose/occultistiche farà di certo la felicità di chi cerca un’alternativa “adulta” alla serie pokémon: le due saghe hanno molti punti in comune, ma Shin Megami Tensei IV: Apocalypse è chiaramente più focalizzato sul single player anche se alcune features Streetpass sono attivabili per condividere demoni ed alleati con i passanti. E’ comunque incredibile notare come, a distanza di quasi 30 anni dal lancio del primo capitolo, Shin Megami Tensei riesca ancora ad essere una serie in grado di creare prodotti di ottima qualità narrativa: se si sorvola sui combattimenti legnosi (per quanto coinvolgenti ed impegnativi) e sulla realizzazione tecnica assolutamente insufficiente, Shin Megami Tensei IV: Apocalypse si rivela davvero un ottimo gioco con la “G” maiuscola. Il comparto sonoro è rappresentato pienamente da temi musicali molto ben realizzati con alcune componenti “j-rock” piacevolissime, soprattutto in fase di combattimento: il gioco presenta un doppiaggio esclusivamente in lingua inglese, un vero peccato ma ovviamente il tutto si presta in gran parte ai gusti personali del giocatore. In ultima battuta va elogiata come sempre la longevità del titolo, ulteriormente aumentata dal già citato livello di difficoltà: un’esperienza piena di soddisfazioni anche per il più coriaceo veterano di JRPG. ATLUS, nonostante alcune pecche, fa ancora una volta centro presentando al pubblico uno Shin Megami Tensei degno dello storico nome che porta: chissà se questa serie riuscirà mai ad ottenere il successo di pubblico che merita davvero.

PRO:

  • Trama e setting come sempre affascinanti ed ispirati
  • Diversi miglioramenti generali rispetto al IV
  • Meccaniche di gioco invariate da circa 30 anni…

CONTRO:

  • …ma è sia un pregio che un difetto, soprattutto al giorno d’oggi
  • Tecnicamente imbarazzante per molti versi, a livelli spesso inaccettabili

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Simone Granata

Simone Granata

Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!

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