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Recensione | Resident Evil Revelations

A distanza di cinque anni dalla prima pubblicazione su Nintendo 3DS, anche Resident Evil Revelations raggiunge il traguardo della ri (ri)-pubblicazione su console next gen.
Una scelta in linea con l’attuale politica Capcom di proporre nuovamente l’intera saga survival horror partorita dall’estro di Shinji Mikami su PS4 e Xbox One: operazione, questa, che ha portato considerevoli introiti nelle casse della multinazionale giapponese. Ma tuttavia, questa versione 2.0 di Revelations non sembra aver goduto della medesima cura che Capcom ha riservato agli episodi della serie principale: anzi, è persino riuscita a rendere ancor più evidenti alcuni difetti che la versione portatile del gioco trascinava silenziosamente con sé.

CHRIS, LOOK OUT!

Resident Evil Revelations è un gioco concepito e sviluppato originariamente per la console portatile Nintendo, caratterizzato da una struttura episodica che ben si adatta (a differenza delle versioni casalinghe del gioco) a esperienze “mordi e fuggi”: capitoli più o meno brevi che vedono impegnata Jill Valentine nella ricerca del suo compagno di merende Chris Redfield, di cui si sono perse le tracce a bordo della nave da crociera Queen Zenobia. La quasi totalità dell’esperienza ruota, infatti, attorno a questa imbarcazione abbandonata nel bel mezzo dell’oceano, apparentemente priva di vita umana e abitata da una nuova tipologia di B.O.W. che, per quanto richiamino nelle movenze i classici zombie di Raccon City, esteticamente hanno molta più somiglianza con le viscide creature viste in R.E. 0.
L’incipit appare fin da subito tutt’altro che originale (così come la storia), ma sono ben altri gli elementi su cui Capcom ha speso le proprie energie, per un capitolo che segna un ritorno al passato nelle meccaniche di gioco: ambienti lugubri e claustrofobici, armi dalla potenza di fuoco limitata con poche munizioni in dotazione e nemici strategicamente collocati nello scenario per causare al giocatore un discreto numero di attacchi di cuore. Ma, più di tutto, è l’atmosfera che si respira a bordo della Queen Zenobia a richiamare la storia di questa saga, tra la pioggia incessante, il buio della notte e gli sporadici fulmini che inondano di luce gli oscuri locali di questa imponente imbarcazione.
Appare evidente che il gioco volesse prendere, all’epoca della sua pubblicazione su Nintendo 3DS, le distanze da Resident Evil 6, titolo indirizzato più verso dinamiche action che da survival horror, dove l’esplorazione e gli enigmi che caratterizzavano Villa Spencer e le strutture di Racoon City dei primi capitoli venivano sacrificati in favore di una guerra alle armi biologiche su scala mondiale. Peccato, però, che Revelations sia afflitto da una narrazione lenta e soporifera che lascia troppo spazio ai banali dialoghi dei protagonisti, tra ovvietà e (futili) digressioni che assolvono quasi esclusivamente a una funzione esplicativa: fardello ereditato, purtroppo, dalle ultime iterazioni del franchise antecedenti al settimo capitolo. Non che in Resident Evil sia mai mancata una lore articolata, sia chiaro, ma era compito del giocatore ricostruire le vicende dal contesto in cui veniva immerso, che fosse il recupero dei file sparsi nell’ambiente, una traccia di sangue da seguire o un compagno dilaniato da qualche strana e sconosciuta “creatura”, campanello d’allarme di un pericolo imminente.
Insomma, la sensazione in Revelations è che ogni occasione sia buona per trasformare uno scambio di battute in un grande spiegone di cui, in fin dei conti, avremmo fatto volentieri a meno. Di certo il pessimo doppiaggio, seppur in lingua italiana, non aiuta a mandar giù la pletora di dialoghi di cui è infarcito il gioco.
Bisogna comunque riconoscere lo sforzo fatto da Capcom nel voler accontentare una fetta del suo pubblico che chiedeva a gran voce un ritorno alle origini della serie… su una console casalinga. Evidentemente quest’ultima parte è giunta alle orecchie del colosso giapponese con qualche anno di ritardo. Se nel 2012 proporre un titolo con delle meccaniche “vetuste” era necessario per tastare il terreno e decidere quale strada il settimo capitolo della saga avrebbe dovuto intraprendere, oggi, questa riedizione di Resident Evil Revelations risulta priva di appeal, e pare scontato che si tratti una mera operazione commerciale dove, con il minimo sforzo, si è voluto raggiungere il massimo risultato. Per questa riedizione, infatti, Capcom si è semplicemente limitata a dare una pulizia generale al comparto grafico per adattare il suo titolo al grande schermo, lasciando intatti tutti i problemi che il gioco portava con sé, a partire dalle non proprio eccelse animazioni dei personaggi, quasi immobili dalla vita in su.
Unica nota positiva è rappresentata dai 60fps, che rendono l’azione (forse eccessivamente) fluida.

RAID!

Come nella controparte originale, anche in questa conversione saranno presenti i Raid, una sorta di modalità mercenari super pompata in cui il giocatore, da solo o in compagnia di un amico, dovrà farsi largo tra una pletora di nemici spalmati su diversi scenari. Non mancherà ovviamente un arsenale di tutto punto con cui armarsi, acquistabile e potenziabile in un apposito menù con le monete accumulate nel corso del gioco. Al termine di ciascuno stage verrà attribuita una valutazione al giocatore sulla base del punteggio ottenuto e delle sue capacità: più sarà elevata, più sarà il contante che si riuscirà ad incassare.
Purtroppo, anche se questa modalità può risultare divertente all’inizio, basterà aspettare qualche ora affinché finisca per andare a noia.

 

    PRO

  • Un ritorno alle meccaniche del passato

  • 60fps

    CONTRO

  • Animazioni dei personaggi pessime

  • Meno godibile su console casalinga che su Nintendo 3DS

    Versione testata: PS4