Si è più volte visto che la scena indie è ormai lo spazio alternativo a cui guardare non solo per quelle risposte che sembrano non arrivare dalle grandi case, ma anche per le reinterpretazioni di generi famosi da parte di fan divenuti sviluppatori. Rainbow Skies, prodotto dagli stessi autori di Rainbow Moon, si colloca in entrambe queste categorie, trattandosi di un rpg a turni molto somigliante ad un certo tipo di produzioni ruolistiche giapponesi, ma firmato da autori europei indipendenti.

La storia è incentrata su di un gruppo di tre avventurieri, talmente classico che di più non si potrebbe: uno spadaccino, un ladro e una maga. Se dovessimo ridurre ai minimi termini un gruppo di Dungeons&Dragons questa potrebbe essere la formazione ideale, quella più funzionale e rodata. Lo spunto iniziale però è abbastanza intrigante, in quanto il trio si riunisce dopo aver scoperto che la superficie del pianeta sottostante non è inabitabile come pensavano. Due dei protagonisti infatti vivono su di una città fluttuante costruita proprio per sfuggire alle condizioni ostili che, stando alla leggenda, renderebbero l’atmosfera sottostante inospitabile per l’uomo. A causa di un incidente invece eccoli precipitare in un mondo che per loro diventerà scenario di una grande avventura.
Nonostante le premesse Rainbow Skies non è originale o ricco di sorprese. La caratterizzazione dei personaggi è infarcita di piccole note umoristiche gradevoli, tuttavia l’insieme non è in grado di suscitare grande interesse o restare impresso, finendo per essere una storia fantasy come molte altre. La narrativa e l’ambientazione insomma, non denotano uno sforzo creativo tale da affascinare l’esperto fruitore di rpg, mettendo invece in evidenza come lo sforzo degli sviluppatori si stato profuso nella costruzione dell’impianto ludico vero e proprio.

Da giocare, Rainbow Skies si dimostra solido, costruito per assomigliare ad un j-rpg senza però condividerne le origini nipponiche. Il sistema di combattimento si basa su di una commistione tra la griglia a scacchi tipica degli strategici e un sistema a turni simile a quello di Final Fantasy. La crescita dei personaggi invece passa attraverso sia l’ottenimento dei classici punti esperienza, che l’assegnazione di pietre abilità (per migliorare singole caratteristiche) o tramite il potenziamento dell’equipaggiamento presso i fabbri. Ogni aspetto è quindi gestito attraverso una sua peculiare meccanica, creando un insieme ben stratificato dal punto ruolistico, tuttavia non complicato e in grado di valorizzare ciascuna parte. Per rimpolpare invece le scarne fila del gruppo durante le battaglie, gli autori hanno ammiccato anche agli amanti di Shin Megami Tensei/Persona e Pokemon, inserendo la possibilità di reclutare alcuni mostri, dopo averli sconfitti, per schierarli in battaglia al proprio fianco.
Ciò che però denota la meticolosità germanica nell’approccio al lavoro è l’insieme di missioni secondarie e l’interfaccia di gioco. La longevità di Rainbow Skies può raggiungere facilmente parecchie decine di ore, non soltanto grazie alla storia principale, ma anche attraverso una serie di attività collaterali come le cacce al tesoro, la pesca, l’esplorazione di dungeon segreti e molto altro ancora.

Per gestire questo insieme di cose gli sviluppatori hanno implementato un menù che aiuta molto bene a tenere conto dei compiti svolti, in quali missioni si sono fatti dei progressi, aiutando così chi voglia dedicarsi alle attività secondarie, a farlo in qualsiasi momento e senza rischio di perdere il filo.
Il comparto grafico però evidenzia in modo lampante che questo non è un gioco orientale, impiegando uno stile che ricorda molto un titolo per cellulari, ma con qualità superiore. I personaggi e gli ambienti infatti hanno un aspetto leggermente caricaturale e sono colorati con tinte che ricordano una colorazione al computer più fredda e impersonale. Tuttavia la quantità di dettagli è elevata e pone questo gioco più nella fascia dei titoli indie  realizzati con cura, che in quella delle produzioni mobile sciatte. Collocandolo quindi in questo segmento di mercato, Rainbow Skies appare più che adeguato agli standard qualitativi del panorama indie, giustificando anche un prezzo leggermente superiore alla media (25 euro circa) per via del grande numero di ore con cui può intrattenere il suo pubblico, inserendo una mole di contenuti che non ha niente da invidiare a quella di una produzione tripla-A.

Pro

  • meccaniche rpg molto solide e ben sviluppate
  • grande quantità di contenuti, missioni e attività secondarie
  • cross-buy tra Playstation 4, 3 e Vita

Contro

  • trama e personaggi privi di originalità
  • molto derivativo anche nella giocabilità e senza guizzi di creatività

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RASSEGNA PANORAMICA
Rainbow Skies
7
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Francesco Dovis
Complice una formazione professionale nel settore, decide di adottare l'approccio giornalistico anche nel trattare un argomento che oggi è diventato di costume al pari di musica o spettacoli. Da sempre videogiocatore multipiattaforma, in virtù di questo definisce la sua esperienza in materia "caleidoscopica".