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Recensione | Pokkèn Tournament

Pokémon è un brand sfruttato in ogni modo possibile da Nintendo, a volte con risultati davvero eccellenti sotto tutti i punti di vista (vedi l’ottimo puzzle game Pokémon Shuffle) ed altre volte meno convincenti: quando venne presentato per la prima volta Pokkèn Tournament, molti fan della saga dei mostriciattoli ideati da Satoshi Tajiri ebbero reazioni contrastanti vedendo coinvolto nello sviluppo il developer Bandai Namco. I pokémon non sono certamente nuovi all’inserimento in contesti simil-picchiaduro, ma qui stiamo parlando di un vero e proprio beat’em up tecnico nel vero senso della parola: il coinvolgimento di Bandai Namco poteva voler dire solamente che il gioco in questione si sarebbe rivelato un “clone” della celeberrima saga Tekken, ed i primi esemplari della versione arcade di Pokkèn Tournament furono rilasciati in Giappone. A distanza di quasi un anno dal lancio del coin-op giapponese, il primo picchiaduro a tema pokémon si prepara ad approdare in esclusiva su Wii U: i mostriciattoli tascabili saranno all’altezza delle aspettative degli esigenti appassionati di beat’em up?

FERRUM FIGHT CLUB

Il gioco ci porta nell’immaginaria regione di Ferrum, lussureggiante territorio dove città ultra-tecnologiche sono circondate da foreste e natura incontaminata, una regione in cui esseri umani e pokémon vivono in armonia: a differenza delle più note zone già conosciute nella saga principale però, le lotte tra pokémon a Ferrum vengono gestite in maniera più diretta ed emozionante. Gli allenatori, utilizzando un sistema di comunicazione, fanno lottare i propri pokémon in scontri di lotta libera al cardiopalma: chi dimostra sufficiente talento può ambire a sfidare le varie leghe presenti machampnel territorio, per guadagnare l’ambito primo premio. Vestiremo i panni di un allenatore alle prese con la scalata verso la vetta del successo, ma una sgradevole sorpresa renderà il tutto più complesso: l’apparizione di un misterioso Mewtwo nero guidato da una ragazza sconosciuta preannuncia tempi davvero difficili per tutti gli allenatori di Ferrum.

Iniziamo sfatando un mito: Pokkèn Tournament è un picchiaduro tecnico a tutti gli effetti, che non ha nulla da invidiare ad altri celebri titoli del settore. Quindi non si tratta di una rivisitazione del top seller Super Smash Bros, ma di un brand completamente nuovo e che risulta davvero promettente a giudicare da questa prima incarnazione videoludica: il roster dei personaggi a disposizione è abbastanza limitato (16 in tutto) ma la sensazione è dovuta al fatto che ormai siamo abituati a selezioni enormi di combattenti in stile Smash Bros/KoF/Street Fighter. Una volta scelto il nostro pokémon di fiducia, potremo personalizzare il nostro avatar umano con un buon numero di accessori, capigliature, vestiti e così via: il fattore personalizzazione è molto interessante poichè ad esso sono associati i numerosi achievements che ci permetteranno non solo di sbloccare nuovi accessori, ma anche di accedere ai vari titoli presenti e che ricordano un pò la serie Call of Duty. Accessori, titoli, sfondi e quant’altro serviranno a dare al nostro avatar un aspetto sempre più personalizzato, permettendoci di dare la nostra impronta unica al personaggio che ci rappresenta in game. Il nostro pokémon si ritroverà a combattere in un’area delimitata da campi di forza, ed al termine di ogni battaglia accumulerà un determinato numero di punti esperienza utili per aumentare le sue caratteristiche così da indirizzarlo verso uno specifico percorso: il potenziamento del pokémon è fondamentale per dargli un’impronta personalizzata ed adattarlo allo stile di lotta preferito dal giocatore.

VINCERE CON STILE

La mappa di Ferrum ci metterà di fronte alle varie scelte disponibili: il villaggio rappresenta l’hub centrale dove si potranno modificare tutte le impostazioni relative al nostro avatar, al nostro pokémon, al personaggio guida ed ai pokémon di supporto; questi ultimi rappresentano un boost aggiuntivo da utilizzare saggiamente durante le lotte, una coppia di pokémon dagli effetti differenti che spaziano da cure a potenziamenti di vario genere. Le altre opzioni sulla mappa ci permetteranno di selezionare gli scontri di lega in single player, la modalità allenamento e le due opzioni1422362482-pokken-tournament-4-1024x576 multiplayer in locale oppure online. Le lotte vere e proprie iniziano con la selezione dei pokémon di supporto: subito dopo lo scontro avrà inizio nella già citata arena con “pareti virtuali” in modalità panoramica a 360°; durante questa visuale potremo muovere il nostro pokémon in ogni direzione e lo scopo principale sarà avvicinare il prima possibile l’avversario nel caso si utilizzi un lottatore prettamente fisico, oppure tenerlo a distanza se la nostra scelta è ricaduta su un combattente che usa attacchi ranged. Quando un colpo particolarmente forte andrà a segno, la visuale si sposterà sulla modalità battaglia dove sarà consentito muoversi solamente in su/giù/avanti/indietro come in un picchiaduro 2D ed alcune delle mosse a disposizione del pokémon cambieranno: una scelta stilistica e di gameplay abbastanza insolita che complica il gioco in modo positivo, aggiungendo varietà e soprattutto evitando lo stile decisamente “legnoso” che accomuna i picchiaduro della serie Tekken. I già citati pokémon di supporto faranno la loro apparizione sul campo quando il loro ritratto sarà completamente illuminato, e la barra della mega-evoluzione ci permetterà di trasformare il nostro lottatore incrementando la sua forza per un periodo limitato di tempo, oltre che a renderlo in grado di effettuare un devastante super colpo. Pokkèn Tournament si lascia giocare molto bene nella modalità single player, ma ovviamente è il comparto multiplayer che allunga notevolmente la longevità del gioco e che gli lascia sprigionare tutto il suo pontenziale competitivo: le battaglie online sono sia amichevoli che ranked, per la gioia dei giocatori più hardcore che non mancheranno di studiarsi i frame a memoria di ogni personaggio per eccellere e scalare la classifica.

Tecnicamente Pokkèn Tournament mostra purtroppo i molti limiti hardware di Wii U: se la versione arcade risultava incredibilmente ben realizzata, è evidente un pesante downgrade soprattutto in relazione ai corpi dei vari pokémon ed alle arene di gioco: alcune texture sfocate, ombre scalettate ed arene decisamente spoglie saltano all’occhio molto rapidamente, anche se di contro vanno lodate le ottime animazioni ed il gran numero di effetti visivi che sprigionano le varie mosse speciali. A livello sonoro è da segnalare la presenza gradevolissima del doppiaggio originale giapponese, selezionabile nel menù delle opzioni, unito ad un buon numero di temi musicali funzionali e piacevoli ispirati dai classici della serie.

PRO:

  • Tecnico, ricco di sfaccettature
  • Divertimento multiplayer assicurato per un gran numero di ore
  • Ottime aggiunte a livello di personalizzazione

CONTRO:

  • Graficamente ha risentito enormemente della conversione