Spie e controspie: un tema che da anni affascina scrittori, registi ed una grande fetta di pubblico appassionata di intrighi, cospirazioni mondiali ed “eroi silenziosi” pronti a dare la vita per una causa, sia essa “buona o cattiva”. James Bond è il leader indiscusso di questo settore ma anche altre saghe cinematografiche come Mission: Impossible hanno dato il loro contributo a rendere celebre il mondo opaco dello spionaggio mondiale. Gli sviluppatori del team indipendente CreativeForge Games hanno attinto a piene mani da un periodo storico molto particolare mentre creavano il loro Phantom Doctrine: la Guerra Fredda. Un’era decisamente strana, ancor oggi al centro di accesi dibattiti sulla conduzione delle operazioni segrete che hanno affollato l’Europa post-bellica nel tentativo di far emergere una delle due superpotenze rimaste a contendersi il dominio del mondo.

LA GUERRA TIEPIDA

Innanzitutto un pò di storia: la Guerra Fredda (per chi tra voi non lo sapesse) è un periodo storico normalmente piazzato tra il 1947 ed il 1991, anno del crollo del Muro di Berlino e della successiva dissoluzione della potente Unione Sovietica. Dopo aver collaborato per distruggere la Germania Nazista, gli ormai ex-alleati Stati Uniti ed URSS si ritrovavano in una situazione delicata: erano rimaste le due sole superpotenze al mondo ed avevano una visione del mondo diametralmente contrapposta. In Russia spadroneggiava ancora il dittatore Iosif Stalin con il suo Partito Comunista mentre negli Stati Uniti il presidente Harry Truman guida una nazione mossa da forti sentimenti anticomunisti. L’Europa è spaccata ed in particolare Berlino, ex-roccaforte del potere nazista, è divisa in due sezioni tramite un muro che delimita l’area di influenza sovietica da quella di influenza atlantica. Le due potenze, rivali ma non intenzionate a scatenare un nuovo terribile conflitto mondiale a suon di bombe atomiche, si combattono silenziosamente tramite spionaggio e tradimenti. In questo affascinante ed oscuro setting si svolgono le vicende narrate in Phantom Doctrine. Al giocatore è permessa la scelta sulla fazione di appartenenza: inizialmente CIA e KGB e successivamente anche Mossad, il temuto servizio segreto israeliano assai celebre per la caccia ai gerarchi nazisti sfuggiti alla fine della guerra. La scelta avrà ovviamente ripercussioni su ciò che verrà narrato e come verrà narrato: la storia, nonostante tutto, passa quasi in secondo piano quando si ha a che fare con titoli di questo tipo.

Phantom Doctrine infatti è uno strategico a turni in puro stile XCOM o Valkyria Chronicles, forte di un setting affascinante che punta ad immergere il giocatore nel mondo dello spionaggio durante la Guerra Fredda. Potremo personalizzare il protagonista, ovvero la “spia principale”, mentre altri membri del team saranno assegnati ogni volta in base alla missione corrente. Ogni personaggio possiede specifiche caratteristiche e skill che potrebbero far la differenza tra il successo o il fallimento di una missione: sarà quindi necessario comprendere appieno il potenziale di ogni spia per poterne sfruttare le caratteristiche. Il movimento avviene tramite Punti Azione mentre per attaccare è necessario usare i ben più limitati Punti Sparo: la gestione cauta e misurata delle varie azioni possibili si rivelerà presto cruciale, ma anche vanificata a volte da bug e strampalati eventi.

WALL HACK

Muoversi durante una missione in Phantom Doctrine è appagante e terribilmente complesso in egual misura: i personaggi possono compiere davvero TANTE azioni diverse ma al tempo stesso bisogna gestire un’interfaccia utente tutt’altro che piacevole ed intuitiva. In effetti vien da chiedersi come sia possibile creare ancora interfacce così poco chiare in titoli complessi come questo. Dopo aver speso un pò di tempo a capire “cosa” e “dove” il gioco inizia finalmente a mostrare tutto il suo potenziale: uno strategico dotato di grande carattere e meccaniche interessanti. Sia i Punti Azione che i Punti Sparo sono gestibili con svariate azioni come l’utilissima irruzione: consumando le azioni di due personaggi è possibile entrare in una stanza ancora inesplorata e cogliere di sorpresa gli ignari nemici freddandoli all’istante. Molto utile anche la funzione Overwatch che permette di accogliere eventuali nemici con una scarica di proiettili durante il loro turno di movimento. In generale Phantom Doctrine presenta tutti gli elementi per creare uno strategico a turni di gran classe, ma purtroppo alcuni difetti tecnici e di concetto svalutano in parte l’offerta ludica di questo titolo. Tralasciando i bug (che possono comunque venir corretti in seguito) si parla di proiettili che attraversano le pareti per scelta stilistica che influisce sulle meccaniche ed altre sbavature nella gestione di zone coperte (quindi parzialmente al riparo dai colpi) ed altre imprecisioni. Problematiche non da poco considerato che si tratta appunto di un titolo basato su precisione, strategia e lungimiranza: veder crollare un’azione ampiamente studiata a causa di strani comportamenti dei nemici o imprevedibili colpi che arrivano da ogni dove potrebbe essere seccante.

Il gioco, tutto sommato, si difende bene grazie all’ambientazione interessante ed al gameplay comunque divertente: al tutto va sommata una longevità di tutto rispetto se si sommano le varie modalità alternative e le campagne con le tre agenzie di spionaggio. A livello tecnico Phantom Doctrine funziona bene seppur con modelli che a volte lasciano leggermente a desiderare visti da vicino ma, per ovvie ragioni considerata la visuale 3D isometrica, la cosa non accade quasi mai. Le ambientazioni sono davvero intriganti, spesso grigie e piovose, immergendo il giocatore nell’atmosfera unica di quel bizzarro periodo storico non così lontano. Molto buono anche il comparto sonoro che presenta melodie ispirate e di ottima qualità: menzione d’onore al doppiaggio nelle lingue originali di ogni schieramento. Un gioco decisamente buono questo Phantom Doctrine, nonostante i difetti segnalati: se non fossero stati così evidenti, avremmo tra le mani un piccolo capolavoro del genere.

PRO:

  • Ottima atmosfera, ricreata con cura davvero maniacale
  • Longevo quanto basta
  • Gameplay ricco, variegato, con molte opzioni e possibilità…

CONTRO:

  • …che si schianta su inspiegabili difetti spesso gravi
  • Menu e HUD poco “user friendly”
  • Alcuni bug anche evidenti danneggiano l’esperienza

 

Voto finale: 7

 

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