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Recensione | Paper Mario: Color Splash

Super Mario è il personaggio legato ai videogiochi più famoso del mondo, probabilmente paragonabile solo al “collega” Pikachu: Nintendo ha avuto parecchio tempo a disposizione per migliorarlo e renderlo un’icona riconoscibile a colpo d’occhio da chiunque, videogiocatore o meno. L’anno 2000 rappresentò al tempo un periodo di svolta per la grande N, con l’incedere della nuova rivale Playstation e l’avanzare dell’età per la sua creatura Nintendo 64: ad Intelligent System venne commissionata la non facile impresa di creare un nuovo stile per rappresentare l’idraulico più famoso del mondo. Forti dell’esperienza ottenuta con il meraviglioso Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars targato Squaresoft, gli sviluppatori decisero di mantenere lo stile RPG ed introdurre un mondo “mariesco” fatto di carta, per rinnovare lo stile estetico e soprattutto introdurre nuove meccaniche, mosse e siparietti umoristici. Paper Mario, noto in giappone come Mario Story (マリオストーリー Mario Sutori) riscontrò un ottimo successo di critica e pubblico, dando il via ad un filone narrativo totalmente indipendente. Dopo il gradevolissimo ruolo in Mario & Luigi: Paper Jam Bros per Nintendo 3DS, Paper Mario ritorna a farla da padrone con un nuovo episodio della saga principale: benvenuti nelle atmosfere assolate di Paper Mario: Color Splash.

ORIGAMI STYLE

La storia di Paper Mario: Color Splash inizia durante una notte buia e tempestosa, con la principessa Peach ed il fido Toad che raggiungono la casa di Mario per metterlo al corrente di pessime notizie. La principessa mostra un toad di carta completamente svuotato del suo colore, bianco pallido e spiegazzato per richiamare la forma di una comune busta da lettere: il timbro postale WiiU_PaperMarioColorSplash_screen_04utilizzato per spedirlo però mostra ai preoccupati protagonisti la mèta da raggiungere. Si tratta dell’Isola Prisma, luogo celebre per lo splendido clima tropicale che l’ha resa una desiderata località turistica: il gruppo decide quindi di mettersi in viaggio per scoprire chi ha ridotto in quello stato il povero toad e soprattutto perchè. Una volta giunti a destinazione, i nostri amici scopriranno che una terribile minaccia sta gettando tutta l’isola nel panico ma verranno soccorsi dal simpatico Tinto, un secchiello di vernice parlante che farà loro da guida. Tutti insieme si lanceranno all’avventura per liberare l’Isola Prisma dai malvagi che vorrebbero appropriarsi di tutti i colori del luogo per un misterioso piano. Paper Mario: Color Splash mostra da subito una trama molto interessante e simpatica, che parte con un’introduzione davvero ben riuscita e dai toni quasi drammatici per poi tornare sui binari scanzonati che rappresentano questa saga. La prima cosa che salta all’occhio è l’ottima resa grafica che lo stile “cartoso” mostra su Wii U: se avevamo già potuto apprezzare tentativi alternativi di mostrare mondi di gioco (come in Yoshi’s Woolly World) non si resta certamente delusi dall’aspetto di Paper Mario: Color Splash. La scelta di rappresentare ogni oggetto con materiali simili alla carta ed ai suoi derivati si rivela funzionale, creando un mondo davvero piacevole da vedere e comunque molto particolare: il colore, inteso anche come liquido vero e proprio, è al centro delle vicende di gioco e si applica anche nella funzione alternativa del martello in dotazione al nostro idraulico preferito.

Mario potrà ovviamente contare sul suo fido martello per pestare duramente i nemici, ma al tempo stesso potrà utilizzarlo per “ricolorare” ciò che è stato privato della tintura: quest’azione si rivelerà molto utile per riparare oggetti danneggiati o non funzionanti, riportare in vita personaggi resi inermi dall’assenza di colore oppure completare al 100% un livello per ottenere contenuti extra sbloccabili ad un certo punto del gioco. Non potremo però utilizzare liberamente il martello cromatico poichè la riserva dei tre colori primari mostrata in alto a sinistra dello schermo è limitata: fortunatamente l’Isola Prisma è ricca di colore e potremo recuperarne colpendo con il martello oggetti di varia natura, che emetteranno il colore corrispondente.

MARIO SPLATOON

L’idea di introdurre interessanti effetti “plasticosi” con i colori liquidi presenti nel gioco è efficace e riporta alla mente le meraviglie cromatiche di Splatoon, titolo che senza alcun dubbio lascerà il segno nella generazione attuale: Intelligent System ha probabilmente attinto alcuni spunti dal bellissimo shooter a squadre e Paper Mario: Color Splash è un vero trionfo di colore sia da vedere chepaper_mario_color_splash.0.0 da “usare” in senso pratico. Il combat system è quello classico della serie, a turni e con quick time events che servono a rendere un attacco molto più efficace: un metodo davvero ottimo per aggirare il senso di noia e di ripetitività che potrebbe scaturire da un eccesso di combattimenti basati sui turni. Unica pecca da segnalare (che comunque si presta a giudizi soggettivi) riguarda il sistema dei combattimenti basato sulle carte, praticamente identico a quando visto in Paper Mario: Sticker Star per 3DS. Per poter effettuare qualunque azione durante un combattimento è necessario utilizzare carte dai vari effetti, acquistabili nei negozi o ottenibili durante l’esplorazione dei vari livelli: per poter effettuare un attacco bisognerà quindi spostare lo sguardo sul paddone Wii U e scegliere la carta, colorarla (se necessario) e poi utilizzarla. Il sistema è funzionale ma un pò legnoso e macchinoso, fatto che potrebbe alla lunga stancare chi preferisce un combattimento più dinamico, sulla riga ad esempio degli episodi della saga Mario & Luigi.

Paper Mario: Color Splash non è un vero e proprio RPG anche se ne condivide moltissime caratteristiche: backtracking, dialoghi, esplorazione, percorsi sbloccabili ed oggetti da conservare nell’inventario. Non ha però statistiche o punti da distribuire, fatta eccezione per la quantità massima di colore immagazzinabile nel martello, che potrà essere aumentata in modo permanente raccogliendo oggetti specifici dopo le battaglie con i nemici. Non è da tralasciare l’ottimo comparto sonoro che presenta alcuni temi musicali molto simili a quelli sentiti in Super Mario Sunshine per GameCube: per il resto il clima musicale è decisamente allegro e piacevole, così come gli effetti sonori molto “cartoon” che caratterizzano perfettamente i vari personaggi. In generale Paper Mario: Color Splash è di certo un ottimo episodio di una saga che non ha bisogno di presentazioni, con l’unico punto debole (seppur ampiamente soggettivo) del combat system un pò legnoso.

PRO

  • Coloratissimo e pieno di stile
  • Gameplay piacevole e ben confezionato
  • Storia divertente e piena di umorismo

CONTRO

  • Il combat system, per quanto funzionale, risulta un pò troppo lento e macchinoso