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Recensione | Odysseus Kosmos and his Robot Quest

Ah, le avventure grafiche! Quanta gloria e quanti ricordi si porta appresso questo genere che ha vissuto sulla cresta dell’onda durante il ventennio anni ’80/inizio 2000. Lucasart e Sierra erano i principali developers/publishers di questo settore, vere e proprie storie da giocare che hanno creato personaggi celebri come l’investigatore dell’occulto Gabriel Knight, il pirata Guybrush Threepwood e l’ossuto cinico “agente di viaggi” Manny Calavera. Molte di queste serie hanno visto recentemente una riedizione per console di nuova generazione o PC, quindi non è una sorpresa notare molti sviluppatori indipendenti attratti dall’idea di forgiare il prossimo personaggio del quale i giocatori possano innamorarsi. Il developer indie Pavel Kostin ci proietta nello spazio profondo in compagnia di una coppia davvero strana con Odysseus Kosmos and his Robot Quest, avventura grafica pixellosa che promette divertimento e situazioni surreali.

IO ED IL MIO ROBOT

Odysseus “Oddy” Kosmos, protagonista della storia, si ritrova in una situazione molto simile a quella descritta nel film “Interstellar” dell’apprezzato regista Christopher Nolan, talmente simile che vien da pensare ad un vero e proprio amore dello sviluppatore per quel particolare lungometraggio. Odysseus è un ingegnere aerospaziale dai modi tranquilli, una personalità eccentrica che spesso sfiora l’incoscienza dettata dalla pigrizia. L’ingrato compito di mettere una pezza alle mancanze di Odysseus è affibbiato al povero Barton Quest, robot tuttofare dall’intelletto spiccato e che cerca (spesso invano) di mettere al lavoro con lena il suo coinquilino umano. I due si ritrovano in un quadrante del sistema di Gargan per un’importante missione spaziale, ma la squadra andata in esplorazione sul pianeta principale del sistema manca da ormai molto tempo. Sono morti? Sono scomparsi? Non è dato saperlo ma il tutto ha probabilmente una spiegazione molto più semplice del previsto. Il sistema Gargan ha un enorme buco nero al suo interno e se vi intendete un minimo di fisica o astronomia saprete che questi “mostri” interstellari risucchiano tutto, dalla materia alla luce, dal pulviscolo spaziale al tempo. Si dice infatti (pure in Interstellar, strano caso) che nelle vicinanze di un buco nero lo scorrere del tempo si deformi proprio come accadrebbe viaggiando a velocità superiori a quelle della luce: i minuti per chi è “nel tunnel” sono anni per tutti gli altri. Odysseus infatti è bloccato nello spazio da molto tempo e deve provvedere da solo al mantenimento in perfetto funzionamento della nave spaziale.

Odysseus Kosmos and his Robot Quest parte da questo presupposto che potrebbe sembrare serio ed avventuroso, ma che si traduce quasi immediatamente in base per situazioni esilaranti e comiche. Lo stratagemma narrativo che coinvolge un personaggio lazzarone e “carefree” contrapposto ad un bacchettone fissato con il lavoro è abbastanza datato, ma funziona ancora in buona parte. Va detto che la tendenza dei creatori di avventure grafiche nello scrivere trame potenzialmente serie che diventano poi fucine di comicità è assai comune, fattore che ha contribuito non poco a rendere un pò troppo “già viste” molte situazioni. Si sente un pò la mancanza di narrazioni serie e drammatiche nel settore delle avventure grafiche, un pò come succedeva con Black Mirror o Still Life, piuttosto che la ricerca della risata a tutti i costi per far si che il giocatore si appassioni o affezioni ai personaggi presentati. In Odysseus Kosmos and his Robot Quest tuttavia la cosa funziona ancora: umorismo di buona qualità coronato da una scrittura egualmente buona contribuiscono a mantenere vivo l’interesse del giocatore per le vicende narrate.

ATMOSFERA ZERO

Il gioco non si pone mai l’obiettivo di diventare una rivoluzione nel campo delle avventure grafiche, anzi calca fedelmente orme già impresse nel terreno dai predecessori senza deviare mai. Punta-e-clicca fino al midollo, questo titolo affida al mouse la quasi totalità del lavoro che concerne movimento ed interazioni con l’ambiente. Cliccare su uno specifico oggetto aprirà il classico menù che ci darà la possibilità di osservare, parlare e prendere/interagire: ovviamente, data la natura umoristica della trama, spesso Odysseus si perderà in commenti sarcastici o divertenti su un gran numero di oggetti. Gli enigmi sono presenti in buon numero ed alcuni sono di semplice risoluzione ma, purtroppo, come spesso accade nelle avventure grafiche piazzate in setting non “comuni” si arriva al punto morto: come avanzare? Come sistemare una determinata situazione in modo che le cose vadano avanti? Pochissimi titoli di questo genere ambientati in mondi fantasy o comunque non realistici riescono ad evitar di inciampare nella classica proposta di enigmi difficilissimi da risolvere usando semplice senso comune o capacità deduttive. Molto spesso ci si ritrova, anche qui, ad utilizzare la vecchia tattica del “provare tutto con tutto” e “parlare di tutto con tutti” per poter avanzare: situazione già vista in molti titoli del passato, ma che sarebbe attualmente da evitare per conservare almeno un minimo di gameplay deduttivo che appaghi l’intelligenza del giocatore.

A livello tecnico Odysseus Kosmos and his Robot Quest funziona molto bene presentando una pixel art di alta qualità in stile cartoon, bellissima da vedere sia per quanto riguarda i fondali che i modelli dei personaggi presenti su schermo. Nota dolente per quanto riguarda invece il funzionamento delle animazioni: spesso la scelta di utilizzare pixel art si rivela vincente ma quando si parla di animare un personaggio pixelloso bisogna dar molta attenzione alla faccenda. Odysseus si muove limitatamente, legnosamente al punto da sembrare quasi un manichino ambulante: pessima idea considerato che le avventure grafiche dovrebbero dare un ampio appeal visivo. A livello sonoro invece il gioco si comporta bene in generale: niente di eclatante ma tutto funziona come dovrebbe ed il doppiaggio in stile The Sims aggiunge una nota di colore piacevole. Odysseus Kosmos and his Robot Quest è una discreta avventura grafica, non un capolavoro ma sicuramente dotata di un buon numero di gag spassose ed una trama piacevole da scoprire.

PRO:

  • Pixel art di alta qualità, sempre e comunque
  • Ottimi dialoghi, trama spassosa e piacevole

CONTRO:

  • Animazioni decisamente grezze e poco piacevoli da vedere
  • Troppo spesso si deve ricorrere al vecchio e problematico trucco “prova tutto con tutto”

Versione testata: PC

Voto: 7