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Recensione | Laika 2.0

Il mondo videoludico attuale viaggia ad una velocità sempre maggiore tra ritorni al passato, solide fondamenta del presente e finestre sul futuro, queste ultime rappresentate principalmente dall’avvento della VR. In un mondo così, è davvero difficile trovare un’idea nuova al 100%, qualcosa che riesca a smuovere le acque facendo dire a tutti “prima di questo, c’era il nulla”. Ma è davvero così necessario creare qualcosa di totalmente nuovo ed innovativo per sviluppare un titolo di valore? I ragazzi del team italiano Studio Albatros sembrano imboccare una via decisamente diversa, quella del già citato ritorno al passato. Invece di barcamenarsi in avventure dall’esito incerto (videoludicamente parlando) gli sviluppatori hanno preferito ascoltare la loro passione e creare un platform molto classico sia nello stile che nell’aspetto. Avere i pollici opponibili si rivelerà presto determinante durante le nostre avventure nei panni di Laika 2.0.

MI E’ SALITA LA SCIMMIA

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, le grandi potenze del mondo si sono riunite a Yalta per la storica conferenza dei leader. Uno scenario finalmente calmo e disteso dopo gli immensi roghi della guerra planetaria…ma è ovviamente una mera apparenza. In segreto, nei laboratori dell’Unione Sovietica guidata dal “Grande Compagno” Stalin, i ricercatori stanno combattendo una guerra del tutto nuova per dimostrare al mondo che la stella rossa dei sovietici brilla più in alto della bandiera a stelle e strisce. Viene lanciata nello spazio la navicella Sputnik 2 con a bordo Laika, una cagnolina destinata a far da “apripista” all’esplorazione spaziale da parte di equipaggi umani, ma il reale intento degli scienziati russi è un altro. Dopo la conclusione della missione Sputnik 2 nei laboratori viene creata Laika 2.0, una scimmia modificata geneticamente e addestrata dal temuto servizio segreto russo KGB. La sua missione? Infiltrarsi in basi segrete nemiche, compiere azioni impossibili per un essere umano e non poter raccontare chi l’ha mandata: la spia perfetta. Da questo incipit decisamente interessante iniziano le peripezie della scimmia-spia, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: gli eventi in gioco vengono trattati in maniera scanzonata e divertente.

Nei panni di Laika dovremo esplorare basi segrete nemiche e compiere missioni di svariato genere, dal recupero di oggetti specifici al sabotaggio. La scimmietta, ovviamente, non ha modo di difendersi dai sofisticati sistemi di sicurezza messi in campo dai nemici: questo significa che ogni errore verrà pagato con l’istantanea morte del primate. Nessuna paura comunque, considerato che Laika dispone fortunatamente di vite illimitate e riapparirà al punto di partenza della stanza dopo pochi secondi dalla morte. Laika 2.0 è di fatto un platform nel senso più classico del termine, ma aggiunge al gameplay interessanti varianti che fanno lievitare considerevolmente. Non dovremo infatti saltare ed arrampicarci, ma anche schivare trappole automatiche come laser e mine di prossimità: come se non bastassero le trappole mortali, avremo a che fare anche con soldati armati di mitragliatore pronti a freddarci con una scarica di proiettili se dovessimo finire nel loro campo visivo. Queste meccaniche stealth, aggiunte al già ben confezionato comparto platform, rendono Laika 2.0 un titolo estremamente piacevole da giocare sin dal primo momento, posto che l’utente apprezzi i platform ed il peculiare stile grafico di cui parleremo tra poco.

ты шпион

Il level design di Laika 2.0 è assai fantasioso, seppur a volte un pò “grezzo” nello stile: capiterà a volte infatti di perdersi nei meandri delle basi nemiche ma fortunatamente verrà in nostro aiuto la mappa in puro stile “metroidvania”, estremamente utile per ritrovare la strada in un labirinto di cunicoli. Ci sono alcune zone “inutili” di semplice passaggio, alcune stanze che sembrano fin troppo grandi per lo scopo che hanno, ma a parte queste leggere imprecisioni tutto fila liscio ed è un piacere muoversi nei panni di Laika e superare difficoltà sempre crescenti grazie alla nostra prontezza di riflessi. Già, la difficoltà: Laika 2.0 non è certamente un gioco per tutti, considerato il suo alto livello di sfida che inizia a farsi sentire prepotentemente abbastanza presto. Non si tratta, fortunatamente, di un livello di difficoltà dovuto a disattenzioni dei developers o errori di setting: il gioco segue le orme di classici indie come Super Meat Boy, considerando fin da subito l’eventualità che il giocatore morirà parecchie volte. Uno stile di gioco che potrebbe non piacere a tutti, ma certamente verrà apprezzato da chi cerca una sfida reale seppur con infinite possibilità di riprovarci: piccola eccezione vien data dalla frustrazione, pronta a fare capolino durante sezioni particolarmente ostiche che non mancheranno nel gioco. Una bestia nera difficile da domare, ma che per fortuna verrà a farci visita solo occasionalmente, evitando di danneggiare gravemente il valore generale del titolo.

Parlando di faccende più vezzose, Laika 2.0 si presenta con uno stile grafico del tutto particolare ed essenziale. Molti diranno che ricorda particolarmente l’epoca del Commodore 64, altri dell’epoca Amiga/Atari e via discorrendo. Certamente la scelta di una grafica così essenziale non è facile da gestire, soprattutto perchè si rischia di non rendere sufficientemente riconoscibili certi elementi. Fortunatamente il problema qui non si pone grazie alle scelte azzeccate degli sviluppatori in ambito di design: tutto è perfettamente comprensibile, eccezion fatta forse per qualche trascurabile momento. Menzione speciale va fatta alla colonna sonora invece: seppur inizialmente non sembri brillare per qualità, diventa presto ideale accompagnamento per le nostre avventure scimmiesche. Una raccolta di temi ben studiati, orecchiabili e mai fastidiosi che consentono l’immersione e la concentrazione nel gioco, accompagnandolo a dovere. Generalmente parlando, Laika 2.0 è certamente un ottimo prodotto sotto più punti di vista: pur non essendo esente da piccoli difetti, consegna al giocatore un’esperienza videoludica molto divertente e di sicuro intrattenimento. Ottimo lavoro!

Pro

  • Gameplay solido, divertente, intuitivo
  • Stile grafico peculiare, ma funzionale
  • Assai difficile…

Contro

  • …tanto da approcciare a volte la frustrazione
  • Alcune scelte di level design non propriamente azzeccate