Lo scivolone più frequente in ambito di fanservice è quello di trascurare l’aspetto qualitativo, puntando tutto solo sull’aspetto marginale oggetto delle aspettative del pubblico. Pertanto esistono titoli come Dead or Alive, che riescono ad offrire un’ottima qualità sul profilo tecnico e ludico, ma anche casi decisamente pessimi come Nitroplus Blasterz. In quale fascia si posizionerà invece Koihime Enbu?

Il videogioco dei tre regni

Una delle opere più famose nella storia cinese è senza dubbio Il romanzo dei Tre Regni, libro che racconta delle tre dominazioni Wei, Shu e Wu alternatesi nel corso dei secoli e narrate dallo scrittore Luo Guanzhong a cavallo tra 1300 e 1400. Un’epopea titanica, suddivisa in 120 capitoli e sviluppata attraverso centinaia di personaggi, con una stratificazione narrativa da far impallidire la ricercatezza di particolari in autori come Umberto Eco o Tolkien.
Questo periodo storico tuttavia non si è limitato ad ispirare solo romanzi, ma anche altri media come il cinema e il videogioco, vuoi tramite Red Cliff (ad opera di quel John Woo tanto amato dal pubblico di film d’azione), vuoi anche tramite la serie Koihime Muso. Quest’ultima ha reinterpretato i fatti e i personaggi attraverso delle visual novel molto romanzate e infarcite del fanservice più sfrenato, presentando protagoniste unicamente femminili per fare facile presa sul pubblico maschile. Koihime Enbu diventa quindi un derivato di questo filone, attraverso un’operazione commerciale comune per questo genere, che prevede di realizzare un gioco di combattimento proprio partendo dai romanzi visuali con protagoniste delle ragazze

Il comparto grafico riesce ad appagare molto bene il giocatore. Nonostante le animazioni non siano particolarmente sofisticate, la realizzazione di ogni personaggio è curata e realizzata su uno stile bidimensionale molto valido. Le fattezze eccessivamente kawai (tenere) e prosperose di alcune figure possono stonare rispetto al tono storico-belligerante da cui è lecito aspettarsi più un’epicità marziale, tuttavia il titolo di Unknown Games parte già su basi molto libere nell’approcciarsi all’ambientazione e un’ulteriore spinta verso la leggerezza o l’ammiccamento non fa molta differenza nell’insieme. La scelta stilistica è sempre all’insegna del fanservice e delle concessioni a determinate mode degli Anime nipponici e su questo si attiene la veste grafica in tutto e per tutto. Ottimi i fondali, privi di dettagli animati, tuttavia molto suggestivi, ben colorati e dotati di elementi di prospettiva che conferiscono un senso di profondità.
Forse meno calzanti le musiche, che ricordano leggermente le sonorità tradizionali dei secoli passati riarrangiandole in chiave elettro-pop degna di un tamarrissimo “bemani” della Konami (come Dance Dance Revolution, per intendersi). Il risultato comunque non è di cattiva fattura e nonostante se ne infischi della collocazione storica della vicenda è adeguato a sostenere il ritmo concitato degli scontri all’arma bianca 1vs1.

Rose con le spine

Sul piano della giocabilità Koihime Enbu non presenta meccaniche complesse rivolgendosi espressamente al pubblico delle visual novel inesperto di picchiaduro. Quattro attacchi, suddivisi tra debole, medio, forte e speciale, a cui si aggiunge una provocazione e la possibilità di richiamare un aiutante in supporto per un breve attacco (alla maniera di King of Fighters 2000 o Marvel vs Capcom). Il set di mosse speciali è decisamente scarno e basilare, tuttavia il sistema di combo permette sequenze di colpi abbastanza complesse e lunghe seguendo una difficoltà di esecuzione scalabile e ricorrendo molto all’uso delle juggle (tutte padroneggiabili in allenamento grazie alle Sfide attivabili per fare pratica). Non mancano delle supermosse speciali e altre meccaniche basilari, tuttavia l’insieme non raggiunge la profondità dei titoli di combattimenti più rappresentativi di questo genere. Tuttavia le quattordici eroine presenti garantiscono una discreta differenziazione nel set di mosse che permette di spaziare tra di esse senza annoiarsi. A parte la modalità arcade e la sopracitata sezione Allenamento in cui provare le sfide per le combo, non c’è praticamente altro per l’utente in singolo, lasciando il resto al multigiocatore in locale e online, tuttavia il prezzo di lancio è piuttosto contenuto e vantaggioso, assestandosi sui soli 20 euro.
Nello specifico gli extra della versione RyoRaiRai pubblicata su console includono un personaggio nuovo e diversi bilanciamenti alla giocabilità.

Pro

  • grafica di buona fattura
  • giocabilità discreta
  • prezzo ridotto

Contro

  • set di mosse abbastanza scarno
  • manca la modalità storia

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