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Recensione | Gunlord X

Gunlord rientra nel filone di quegli indie autoprodotti e pubblicati “postumi” per Dreamcast e altri sistemi come il Neo Geo: lo studio tedesco NG:DEV.TEAM (sviluppatori di Fast Striker che abbiamo già recensito) si diletta nella realizzazione di giochi bidimensionali dallo stile spiccatamente arcade. Gunlord è quindi una pubblicazione all’insegna del retrogaming in tutti i sensi, ora giunta anche su console per intrattenere una platea ben più larga.

Turrican, sei tu?

Gunlord XLa scena indipendente su Dreamcast debuttò sviluppando titoli che furono dei sinceri omaggi a giochi tanto apprezzati dagli stessi autori alcuni anni prima, in veste di giocatori. Non a caso queste autoproduzioni inizialmente riguardarono shmup, platform bidimensionali o corri&spara alla Metal&Slug o Turrican, tenendo quest’ultimo come il riferimento più evidente nello sviluppo di Gunlord X. Senza troppo sforzarsi di costruire una trama, l’introduzione è concisa nel presentarci un generico esercito nemico contro cui scagliare il protagonista per il consueto scopo di salvare il mondo. La narrazione dunque si conforma a molti giochi dell’era 8-16 bit, che dovevano offrire un prologo fugace, che fungesse più da pretesto e breve canovaccio per giustificare l’avventura e tratteggiare a malapena l’ambientazione. E di essere originale Gunlord X non se ne cura minimamente, in quanto la base su cui si poggia è puramente emulativa anche nella sua giocabilità e struttura. La formula si esprime nel saltare da una piattaforma all’altra e distruggere i nemici aprendo il fuoco con un variopinto e ampio arsenale di armi, estremamente semplice eppure altrettanto funzionale per divertire e intrattenere, come solo i titoli da cabinato sapevano fare. La nota positiva è che pur peccando di creatività, gli autori hanno dotato il nostro eroe di una quantità di strumenti tale da non far pesare troppo un omaggio che sfocia spesso nel plagio. Pertanto anche se molto sa di già visto e giocato altrove, c’è una buona sostanza e nel assemblare ogni cosa, garantendo un ritmo costante e coinvolgente. I livelli sono costruiti in modo tale da consentire anche un pizzico di esplorazione, posizionando diverse piattaforme o aree nascoste che ospitano dei bonus da raccogliere. Per quanto nulla sia così ostico o complicato, c’è quanto basta da garantire un ritmo di gioco non necessariamente convulso e qualche piccola pausa da dedicare al setacciare le zone visitate dopo aver fatto piazza pulita dei nemici. In aggiunta sono presenti anche diversi mini-livelli che ricalcano altre tipologie di gioco, come gli shmup a scorrimento orizzontale e altro ancora, aggiungendo altre piccole, ma gradite, parentesi di digressione per non rendere l’insieme ripetitivo.

Indie dalla Germania

Gunlord XGraficamente il lavoro svolto è molto buono. La pixel art è di qualità elevata e sia i livelli che i boss sono molto dettagliati e ricchi di particolari, sfoggiando anche una certa varietà cromatica. La colonna sonora pure si dimostra molto efficace, proponendo una selezione di tracce non esattamente riconducibili ad uno specifico genere musicale, ma più di atmosfera, composte su misura per un gioco fantascientifico. In particolare è apprezzabile che la qualità del lavoro sulle tracce audio sia superiore alla chiptune delle produzioni 16bit, facendo assomigliare Gunlord ad una di quelle produzioni dell’era 32 bit, le quali sfoggiavano una grafica molto matura in termini di qualità dei pixel, ma anche delle musiche che già sfruttavano l’hardware dei CD-Rom. La longevità nel complesso è piuttosto buona. Seppur siano sufficienti poche ore per completare l’avventura (all’incirca tre o quattro), si può ottenere qualche ora extra per raccogliere tutti gli smeraldi giganti e sbloccare un piccolo easter egg nel finale. Si tratta inoltre di quel tipo di titolo che ha un valore di rigiocabilità estremamente alto proprio per via della sua immediatezza, risultando valido per una partita successiva per il semplice gusto di farlo, così come speedrun o partite da un credito (1CC, in gergo). Unica nota negativa è il suo essere una semplice conversione, anziché un adattamento in alta definizione, difetto però ampiamente compensato dal basso prezzo a cui il titolo è commercializzato ad appena 10 euro a prezzo pieno.

Pro

  • Grafica in pixel di qualità molto elevata
  • Giocabilità coinvolgente e fuzionale
  • Prezzo concorrenziale

Contro

  • Poco originale in ogni aspetto
  • Semplice conversione e non adattamento in alta definizione

Versione provata: Playstation 4

Versioni disponibili: PlayStation 4, Nintendo Switch

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