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Recensione | Fe

Ripercorrendo la lunga storia di Electronic Arts, è difficile non associare l’azienda americana a titoli importanti e mastodontiche  produzioni tripla A. Negli ultimi anni, però,  EA si è ritagliata un piccolo spazio destinando le attenzioni anche produzioni di stampo indie, decisamente più contenute e tutte accomunate da una forte componente emotiva. Dopo l’apprezzato Unravel ora è la volta di Fe, titolo sviluppato dai ragazzi di Zoink Games e che è riuscito, sin dalla prima presentazione (E3 2016), ad attirare, grazie alla sua particolare e splendida atmosfera, l’attenzione di stampa e pubblico.

Costante smarrimento 

Il nostro protagonista è un piccolo esserino nero, smarrito all’interno dell’impervia foresta amena, dopo un violentissimo impatto che lo ha visto precipitare dal cielo. Questo è l’incipit di Fe. Nel gioco, infatti, non sono presenti cutscene, non abbiamo informazioni scritte sul personaggio e sul mondo, e ovviamente non c’è nessun tutorial per le meccaniche. L’esplorazione è quindi l’unico mezzo che abbiamo per sopperire alla fastidiosa e inevitabile sensazione di smarrimento. Sin dai primi minuti è chiaro che la foresta è vasta e popolata da tantissime creature, con le quali potremo, mediante la voce, creare un legame.  La voce infatti svolge in Fe un ruolo essenziale: è l’unica “arma” che avremo a disposizione e dovremo essere in grado di dosare in base al tipo di creatura che ci troveremo d’avanti. Sussurro, tono più o meno alto, ogni creatura sarà diversa e ogni voce importante e dovremo essere in grado di memorizzarle e riprodurle autonomamente, perché sono necessarie  per sbloccare nuove abilità. Le peculiarità degli animali e delle voci consentirà per esempio di far apparire dei fiori che noi utilizzeremo come piattaforme per raggiungere punti altrimenti impossibili, o per esempio abilità più tradizionali come planare, o la possibilità di effettuare movimenti più veloci. Insomma essenziali per andare avanti ed esplorare ogni angolo della mappa.

Una foresta dall’aspetto e l’atmosfera mistica e con la quale è possibile creare un legame. Tutto farebbe pensare a una rappresentazione e dall’alto tasso emozionale, del resto stiamo parlando di un gioco che fa della rappresentazione visiva io suo cavallo di battaglia. Purtroppo, però, non è così. Nonostante i presupposti ci siano tutti per creare delle immagini belle e capaci di rimanere impresse al giocatore, la scena del legame risulta piatta, non potente e tanto meno liberatoria, e dovendo sbloccare le abilità più volte all’interno del gioco, fastidiosamente meccanica.

Poca originalità

Andando avanti con il gioco scopriremo presto che nella fitta foresta sono presenti creature mastodontiche, che non emettono nessun verso e caratterizzate un grande occhio luminoso. Il loro aspetto non fa altro che rispecchiare le  loro intenzioni: attaccare la foresta e l’albero della vita. Il nostro compito sarà quello di fermarli, liberando così la foresta e le sue creature. Il tutto dovremo farlo senza armi o abilità più “aggressive”, perché, come detto in precedenza, la nostra creaturina può solo avvalersi delle voce. Non potendo  affrontarli direttamente, l’unico mezzo che avremo è la fuga e la possibilità di nascondersi per sfuggire alle cupe creature.

Fe è quindi un platform 3D con alcune e brevissime meccaniche stealth. Entrambe risultano a lungo andare decisamente poco ispirate. Per quasi tutta la durata del gioco ci troveremo ad affrontare  paesaggi particolari, che necessitano di meccaniche particolari per poter essere affrontate. Fino a qui, seppure a lungo andare un po’ ripetitiva, il tutto risulta lineare e piacevole. Il problema emerge quando ci ritroviamo ad affrontare i vari enigmi ambientali, che risultano essere semplici, (eccessivamente semplici) e non in grado di evolversi con l’ambiente circostante. Il livello di sfida è estremamente basso, un’occasione persa, un elemento che avrebbe aggiunto al gioco un valore in più.

Per quanto riguarda le sezioni stealth, anche in questo caso il problema primario è la facilità. Sono parti del gioco che incontriamo poco e per poco tempo, ma sono importanti, e ovvie ragioni sono quelle che rimangono più impresse, il che evidenza ancora di più la poca intuizione da parte degli sviluppatori. Sostanzialmente dovremo fuggire, ma per poter andare avanti dovremo sfruttare qualche abilità, ma essendo questa una meccanica poco approfondita, risulta solo un blando tentativo. Scappare quindi dalle tetre creature risulta eccessivamente facile, considerando poi che il gioco non è mai punitivo.

Esperienza riuscita a metà

Fe non è un gioco brutto, ma è semplicemente riuscito a metà. Come detto in precedenza non ha dialoghi e non ha cutscene, il tutto quindi quindi viene rilegato a un impatto visivo, dove la storia e il conseguente impatto emozionale svolgono un ruolo essenziale. Questo nella teoria, ma nella pratica quelli che dovrebbe essere i suoi punti di forza, in Fe sono in parte i suoi punti deboli.

La storia si prefigge un obiettivo, quello di raccontare un viaggio. Se siete frequentatori del mondo videoludico il tutto non ciò vi sembrerà nuovo. Con Journey avevamo già affrontato questa tematica, uscendo totalmente e completamente appagati, con Fe purtroppo l’obiettivo sembra essere raggiunto solo a metà. Nonostante ci siano tutti i presupposti per creare una storia di impatto, in Fe non saremo mai coinvolti del tutto, avremo sempre quella fastidiosa sensazione di smarrimento che varrà solo in parte appagata. Vagare per la foresta senza risposta, non genererà quel senso di curiosità che ci si aspetta dal gioco, ma ben presto la storia passerà in secondo piano. Sono poche le scene d’impatto, una fra queste è sicuramente quando la nostra piccola creature salirà in groppa alla una mastodontica creatura. Bella ma ci sarebbe piaciuto vedere più scene di questo tipo.

La vera forza ed elemento trainante di Fe, però, è l’ambientazione. Ben realizzata con i colori accessi che la fanno da padrone e che cambieranno in base allo scenario e la situazione affrontata. Esplorare la foresta risulterà essere un’esperienza piacevole grazie anche all’eccellente fluidità del gioco. A livello grafico, infatti, il gioco è bene realizzato non ci sono cali di frame rate e le immagini risultano essere nitide, non solo nelle ambientazioni, ma anche nelle realizzazione dei vari personaggi che popolano il mondo di gioco caratterizzati e dal bel design.

Fe non è una pessima produzione, ma se siete amanti dei platform e vi aspettate un’esperienza carica di emozioni, probabilmente rimarrete delusi. Se riuscirete, però, ad apprezzare con semplicità lo splendido design e il mondo di gioco, allora Fe potrebbe risultare un gioco piacevole.

PRO
– Artisticamente eccellente
– Fluida per tutta la durata del gioco
– Ottimo comparto sonoro

CONTRO
– Meccaniche di gioco eccessivamente semplici
– Trama poco ispirata
– Mancanza di originalità

Versione testata: PC

VOTO 6.5