Il mercato indie ha passato (e passa tutt’ora) molto tempo nel cercar di trovare una quadra che permetta ad un prodotto di “sfondare” la barriera che separa i titoli di successo dal mare di giochi che rimangono sepolti nel dimenticatoio nonostante la loro qualità effettiva. Ispirarsi a titoli AAA apprezzati dal pubblico è sempre stata una strada maestra per molti piccoli sviluppatori, ma ora si aggiunge anche la possibilità di ispirarsi a giochi di natura indie che hanno fatto buon successo. E’ il caso di LIMBO, piccola perla di gran classe ad opera del team danese Playdead: un titolo ben realizzato che ha di fatto dato il via ad una serie di “emuli” dotati di gameplay puzzle/platform, tematiche “grim” e grafica sperimentale con silhouette dei personaggi et similia. Questa volta ci prova il team WarSaw Games con un gioco che punta ad immergere il giocatore in ambientazioni in stile Tim Burton, permeate di oscurità e puzzle mortali. Dream Alone riuscirà a mantenere alto l’interesse del giocatore?

PESTE VI COLGA

Un tetro villaggio, una malattia misteriosa che sta decimando la popolazione: questo è l’incipit dell’ambientazione in Dream Alone. Veniamo immediatamente catapultati in un mondo dal sapore “burtoniano” seppur lo stile artistico inizialmente ricordi molto più marcatamente il celebre titolo indie Darkest Dungeon. Il villaggio in questione è ormai ridotto ad un guscio vuoto, con la stragrande maggioranza degli abitanti ridotti ad uno stato comatoso dal quale non sembra esistere risveglio. L’eroe del gioco, un innocuo bambino, decide di armarsi con coraggio e determinazione per affrontare un pericoloso viaggio nella vicina foresta maledetta alla ricerca della strega Lady Death. Nonostante il nome poco rassicurante, una leggenda parla degli incredibili poteri di questa fattucchiera che potrebbero salvare gli abitanti del villaggio. Il bambino quindi si mette in viaggio alla volta della foresta deciso a risolvere la questione.

Certamente l’opera del team WarSaw Games si ispira fortemente a LIMBO ed Inside, ma si discosta leggermente in termini prettamente artistici. Se il team Playdead aveva dato maggior risalto a fondali, oggetti ed elementi spesso “suggeriti”, qui si va sull’horror dichiarato con cadaveri impalati, teschi e tutto ciò che è possibile immaginare senza però mai scadere nel gore. Se dovessi scegliere una frase per definire la direzione artistica di Dream Alone direi: è un Tim Burton che non ha avuto paura di esagerare. Se le opere del celebre regista infatti ondeggiano sempre tra il gotico, lo spaventoso e l’umoristico, il gioco in questione non si fa problemi nel mostrare scene raccapriccianti quando necessario. Il comparto tecnico ed artistico sono tra i pregi principali di questo titolo, forse con unica eccezione delle animazioni un pò troppo statiche. Nel complesso sia graficamente che a livello sonoro ci troviamo davanti ad un’opera assolutamente ben concepita: un universo oscuro che va ad arricchire il gameplay.

MONDO DI TENEBRA

Un platform con elementi puzzle: è questa la definizione più semplicistica che si potrebbe usare per descrivere Dream Alone. Il gioco si discosta dalle sue principali ispirazioni soprattutto per la possibilità di utilizzare alcuni poteri particolari. Il principale personaggio è infatti in grado di viaggiare tra realtà alternative, evocare spiritelli luminosi fluttuanti per illuminare zone buie e creare un clone di sè stesso per ingannare i nemici. Non un mero e passivo esploratore sempre alla mercè dei “cattivi” quindi ma un personaggio che può in qualche modo difendersi seppur con modalità abbozzate e pericolose. Non mancano gli elementi puzzle, caratteristica distintiva di molti titoli simili a questo, che metteranno alla prova le meningi degli utenti. Dream Alone non è un viaggio semplice: 21 livelli passerebbero normalmente in fretta ma gli sviluppatori hanno deciso di calcare la mano sul fattore difficoltà, concept personalmente graditissimo da chi scrive queste righe.

E’ però necessario indicare che i comandi non funzionano sempre a dovere, mostrando alcune volte piccoli ritardi che fanno il paio con le collisioni non perfette. Capiterà infatti spesso di doversi allontanare da alcune sporgenze per saltare a causa di “muri invisibili” abbastanza piccoli che bloccano il salto del personaggio. Niente di gravissimo ovviamente, ma parlando di difetti si potrebbe puntare anche il dito sull’ambientazione e sulle scelte stilistiche: tutto è ben realizzato, ma non brilla certamente per originalità. Vi sono infatti molti titoli (soprattutto ultimamente) che spingono sul tasto del gotico, del grottesco, dello stile “burtoniano” per catturare l’attenzione dei giocatori. Se alcuni si potrebbero sorprendere sempre positivamente di fronte a questi spettacoli visivi, il sottoscritto (che vive a pane e “goticità”) inizia a trovare la cosa piuttosto ripetitiva. Ciò nonostante a livello generale Dream Alone si conferma un buon gioco con molte frecce al suo arco. Un’oscura avventura che non mancherà di appassionare chi cerca un titolo intrigante e con un’atmosfera particolare.

PRO:

  • Buon comparto artistico e sonoro
  • Gameplay solido e ben confezionato…

CONTRO:

  • …ma che non riesce a brillare per originalità
  • Comandi con problemi di reattività, non aiutati da alcune strane collisioni

Versione testata: PC

Voto: 7

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