Si tratta solo di un lavoro. Andiamo nei ghiacci dell’Artico, scendiamo nelle acque più profonde e gelide, facciamo qualche filmato e torniamo a casa felici e contenti. Cosa potrebbe mai andare storto? Nulla, o forse tutto.

Sopravvivere nel ghiaccio

La premessa narrativa di Debris ricalca uno stile visto in molte produzioni cinematografiche: i nostri protagonisti si ritrovano a dover svolgere un lavoro nei mari dell’Artico per ottenere delle riprese subacquee da utilizzare a scopo promozionale. Ma, dopo pochi minuti di tranquillità, qualcosa non va per il verso giusto e trasforma una tranquilla scampagnata in una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Quella che sulla carta sembra la tipica trafila di situazioni già viste, nasconde in realtà qualcosa di ben più profondo. E’ davvero difficile riuscire a rendere l’idea senza in qualche modo spoilerare il twist finale, ma Debris tenta di far vivere al giocatore un’esperienza che solo con le rivelazioni finali potrà finalmente trovare una propria spiegazione. Tuttavia, l’avventura riesce a scorrere in modo abbastanza fluido per la maggior parte del tempo, soprattutto grazie ad una discreta scrittura dei dialoghi e ai (pochi) personaggi che si troveranno a interagire. Insomma, ci sarà abbastanza senso di mistero per convincerci a proseguire e a sopportare la claustrofobica ambientazione subacquea. Quest’ultima è resa in modo eccellente soprattutto grazie all’ottima interazione di comparto audio e voice acting, davvero in grado di fornire un gran senso di coinvolgimento e di fare sentire il giocatore nelle profondità dell’oceano. Come visto anche nel recente Subnautica, i fondali marini si prestano particolarmente a momenti di tensione, oscurità e salti sulla sedia. Ciononostante, non abbiamo riscontrato jumpscares messi li giusto per spaventare: ogni inevitabile spavento è stato quasi sempre causato da una situazione ambientale o da qualche effetto audio ben piazzato, ma nulla di particolarmente fastidioso. Anche alcuni elementi di un gameplay non troppo complesso contribuiscono a dare ulteriore spazio a queste sensazioni.

Una nuotata contro il tempo

Una delle prime cose che salta all’occhio in Debris è il timer che scorre continuamente ad indicare l’energia rimasta a disposizione della nostra tuta. Ogni dettaglio è posto in modo da dare al giocatore un costante senso di pericolo e urgenza, soprattutto considerando che anche le risorse utilizzabili per il “combattimento” andranno ad influire proprio sulle risorse che utilizziamo per sopravvivere. Abbiamo virgolettato perchè non si può parlare di un vero e proprio sistema di combattimento, dato che l’esperienza è più che altro di tipo esplorativo: avremo a disposizione una sorta di fucile subacqueo, in grado di sparare flares e di neutralizzare la minacciosa fauna degli abissi, ma nulla di particolarmente vario o complesso. Lo stesso dicasi per la progressione stessa: si tratta di un’avventura perlopiù lineare, guidata dalla progressione della storia e che non permetterà particolari deviazioni dalla via prestabilita. Tuttavia, se il tipo di atmosfera cupa degli abissi riuscirà ad incontrare i vostri gusti, le ore trascorse in compagnia di Debris risulteranno molto interessanti e scorreranno via senza problemi.

Nuoto sincronizzato

Comunque, non siamo riusciti a goderci appieno il gioco a causa di un comparto tecnico piuttosto pesante. Sebbene la nostra configurazione non sia certo delle più ambiziose (è visualizzabile in fondo) abbiamo ottenuto un frame rate abbastanza valido in determinate situazioni, che però calava drasticamente in altre. Questo accadeva in varie configurazioni grafiche, mantenendo sempre la risoluzione sui 1080p: ciò che mette più in difficoltà è l’impossibilità di attivare il V-Sync dal gioco stesso, costringendoci ad optare per sistemi esterni (Rivatuner) scegliendo di bloccare il frame rate a 30fps. La resa visiva è cosi chiaramente molto inferiore a quella prevista dal gioco, ma riesce comunque a difendersi bene, nonostante alterni momenti molto ispirati (soprattutto grazie alle illuminazioni) a situazioni decisamente scarse di dettagli, in particolare nei tunnel. Davvero encomiabile il lavoro svolto su tutto il comparto audio, a partire da musiche e rumori ambientali, davvero eccellenti e adeguati ad ogni situazione. Se utilizzerete un paio di cuffie degne, l’esperienza che ne verrà fuori sarà davvero eccellente. Convincente anche il doppiaggio, tutto sommato ben realizzato e in grado di immergere il giocatore nella disperata storia di salvataggio. Considerando il prezzo a cui viene offerto (19.99€) non c’è motivo di sconsigliare Debris a chiunque cerchi un’avventura lineare e non troppo lunga negli abissi dell’Artico, soprattutto considerando l’interessante piega che prende la storia verso il finale. Tuttavia, se cercate qualcosa di più complesso in termini di puro gameplay, probabilmente vi converrebbe virare verso altri lidi.

Pro

  • La storia si mantiene interessante e si conclude in modo inaspettato
  • Atmosfera e coinvolgimento eccellenti
  • Buon doppiaggio e ottimo comparto audio

Contro

  • Gameplay molto lineare e non particolarmente complesso
  • Soffre un pò sui PC più datati

Voto 7.0

Configurazione di prova:

CPU: Intel i3 7100
RAM: 8GB DDR4
GPU: Nvidia Geforce 1050ti

Riassunto per dispositivi mobili

Debris è sulla carta una semplice avventura di sopravvivenza negli abissi dell’Artico. Tuttavia, la storia è raccontata piuttosto bene e presenta dei risvolti finali decisamente inaspettati. Si tratta di un’esperienza più che altro esplorativa e lineare, con un sistema di combattimento basilare incentrata sulla gestione delle risorse vitali che sono rimaste a mantenerci in vita. L’atmosfera che il gioco riesce a costruire è ottima, soprattutto grazie ad un ottimo comparto audio (soprattutto con delle buone cuffie) e ad un buon doppiaggio dei protagonisti. Non eccellente il comparto tecnico, non particolarmente ottimizzato per macchine meno prestanti. Nel nostro caso abbiamo bloccato manualmente il gioco a 30 FPS, sacrificando un pò di bellezza visiva ma riuscendo comunque a goderci l’intera avventura in modo piuttosto piacevole.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto Finale
7
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Gabriele Cappuccio
Gabriele è uno degli adepti di Game-Experience più antichi. Permaloso, combattivo e falsamente modesto, può reagire a una provocazione in 1200 modi diversi, soprattutto se riguardanti la sua passione smodata per Metal Gear, Nintendo, Il Signore degli Anelli e Attack on Titan.