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Recensione | Death Squared

Death Squared è la dimostrazione lampante di come le caratteristiche di una console possano fare la differenza e offrire un’esperienza di gioco diversa, senza necessariamente puntare sulla sola forza bruta e sulla potenza di calcolo della macchina da gioco.
Il puzzle game dalle tinte sci-fi sviluppato dalla software house australiana SMG Studio, infatti, grazie alle incredibili peculiarità di Nintendo Switch è riuscito ad arginare, seppur parzialmente, problematiche come la frustrazione e l’eccessiva ripetitività che affliggono le versioni pubblicate nemmeno quattro mesi fa su PlayStation 4 Xbox One e PC senza però toccare in alcun modo la struttura del titolo.
Miracolo?
No, semplicemente magia Nintendo.

AGGIUNGI UN JOY-CON A TAVOLA

Obiettivo principale in Death Squared è quello di guidare due cubici robottini in tortuosi livelli dalla struttura a blocchi fino a che ciascuno di essi non abbia raggiunto la propria meta. Ottanta sfide che metteranno a dura prova la materia grigia e la coordinazione del giocatore, chiamato a muovere contemporaneamente entrambi gli automi attraverso le levette analogiche secondo un sistema di controllo già visto in titoli come Brothers: a Tale of Two Sons o, rimanendo nell’alveo Nintendo, nel più recente Snipperclips. Come nella controparte pubblicata qualche mese fa, anche qui è presente una modalità multigiocatore con livelli appositamente pensati per quattro robottini e quindi per un massimo di altrettanti partecipanti.
Sebbene da queste poche righe non traspaia alcun cambiamento rispetto al titolo già in commercio basta poco, Nintendo Switch alla mano, per rendersi conto della vera novità che caratterizza questa versione di Death Squared: la possibilità di affrontare ciascun livello della modalità storia in compagnia di un amico semplicemente “prestandogli” uno dei due Joy-Con in dotazione alla console. Questa immediatezza dona nuova luce al gioco, pensato proprio per essere fruito in compagnia e che, su questa piattaforma, trova la sua vera ragion d’essere. Grazie a questa (apprezzatissima) feature, ogni sessione di gioco diventa ancor più divertente e ragionata oltre che fonte di infinite discussioni con il proprio compagno su come approntare un piano di azione efficace che non comporti la distruzione di uno dei due automi. Cosa che, invece, a dispetto di qualsivoglia precauzione adottata, avverrà con estrema frequenza. In Death Squared, infatti, la morte è sempre dietro l’angolo, che sia a causa di una caduta rovinosa nel vuoto, di un raggio laser o di un mortale spunzone comparso misteriosamente dal nulla, poco importa. Appare chiaro, pertanto, che la componente trial & error qui la fa da padrone: spesso sarà necessario ripetere i livelli più e più volte al fine di comprendere le meccaniche che sottendono a ognuno di essi. Questo senza tener conto di un grado di sfida crescente che, inaspettatamente, subisce un’impennata a partire dal livello cinquanta con tutte le conseguenze del caso.
Inutile dire che, se fruito in singolo, il titolo di SMG Studio probabilmente finirà per annoiare, complice anche un comparto grafico eccessivamente minimalista che ricicla i propri asset senza creare alcun tipo di diversità. Ogni singolo ambiente, infatti, si riduce a un mucchio di blocchi grigi e asettici su di un fondale perennemente cupo e spoglio. A compensare questo apparente vuoto che adorna la scena, il giocatore verrà intrattenuto, nel corso della sua esperienza, dalle voci di David e I.R.I.S., rispettivamente un tecnico della mega azienda Omni-Corp e l’I.A. che lo assiste nel corso dei suoi particolari test. Sarcasmo e ilarità sono alla base di ogni singolo scambio di battute tra i due, sempre pronti a punzecchiare il giocatore a ogni suo errore ma anche a lodarlo – forse eccessivamente – per ogni successo conseguito. Il richiamo a quella pietra miliare chiamata Portal in tal senso è costante ma il livello di scambio tra i personaggi di Death Squared fatica ad appassionare come quelli del titolo firmato Valve: dialoghi tutt’altro che brillanti, purtroppo in sola lingua inglese e nemmeno sottotitolati.

PRO

  • Cooperativa veloce e immediata

  • Tanti livelli da affrontare, con modalità fino a quattro giocatori

CONTRO

  • A volte frustrante ed eccessivamente ripetitivo

  • Tecnicamente scarno

Versione testata: Nintendo Switch