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Recensione | Darksiders: Warmastered Edition

Anni fa me l’ero ripromesso: dopo aver giocato il primissimo capitolo di Darksiders sulla beneamata 360, decisi che, un giorno, sarei tornato per una seconda partita alla ricerca di tutti quei tesori e quei segreti che mi ero lasciato alle spalle. Pensai che la saga di Darksiders aveva un grandissimo potenziale: è uno di quei titoli che avrebbe meritato molta più attenzione da parte della massa. Questa “Warmastered Edition” è stata l’occasione perfetta per rituffarsi in quest’avventura: ne sarà valsa la pena, a quasi 7 anni di distanza?

NB. Nonostante si tratti di una semplice Remastered, abbiamo scelto di recensire il gioco pensando anche a chi non ha mai avuto modo di giocare alla release originale. Per tutti coloro che lo conoscono bene e sono interessati solo alla qualità della conversione, è consigliabile leggere direttamente l’ultimo paragrafo. La versione testata è su PC.

E’ Guerra

Uno degli aspetti più affascinanti di Darksiders riguardava proprio la sua trama. Nonostante le tematiche fossero piuttosto viste e prevedibili, questo ennesimo capitolo della lotta tra angeli e demoni aveva dei lati che erano davvero degni di nota. Uno su tutti, i personaggi: dall’armatissimo protagonista, il cavaliere dell’apocalisse Guerra, fino a comprimari come il mercante Vulgrim, Samael, o la stessa sentinella che ci accompagnerà per tutto il gioco. Ognuno di essi era caratterizzato con cura e agiva secondo degli interessi credibili, che gli permettevano di essere comprimari decisamente all’altezza. Questo vale anche per il loro lato estetico, nel quale la mano di Joe Madureira si faceva decisamente sentire. Molto interessante, inoltre, la lore stessa del gioco, che spingeva fin da subito a chiedersi chi sia stato a far si che Guerra si risvegliasse proprio in quel momento. Con il proseguire del’avventura certamente non c’è da aspettarsi una trama particolarmente complicata, ma, trattandosi di un gioco d’azione, i piccoli colpi di scena presenti sono più che sufficienti a rendere il viaggio estremamente piacevole e a motivare il giocatore a continuare fino alla fine. Questo, ovviamente, nel caso in cui la formula di gameplay più ragionata della media riesca a piacervi.

Lo zen e l’arte di usare la spada. E il cervello.

Si, perchè il bello di Darksiders sta anche in questo: non si tratta di un gioco in cui dovremo semplicemente avanzare abbattendo orde di nemici. La struttura è infatti tutt’altro che piatta: quasi ricalcando uno stile misto tra Zelda e God of War, i livelli di gioco sono disseminati di segreti, enigmi, vie alternative e forzieri da scovare. Ed è soprattutto in quest’aspetto che Darksiders riesce a brillare: partendo da un paesaggio un pò spoglio e urbano, il level design migliora vertiginosamente con il proseguire dell’avventura. Visiteremo ambienti di ogni genere, anche più volte: il backtracking è presente in giusta dose, visto che acquisiremo nuovi power up in grado di farci raggiungere quell’oggetto luccicante che al primo passaggio era irraggiungibile. Uno degli aspetti migliori riguarda proprio le caratteristiche del personaggio e il suo gradualissimo avanzamento di forza attraverso anime spendibili, e non solo: potremo acquisire nuove tecniche per la nostra spada Divoracaos, nuove abilità speciali, nuove armi o oggetti di potenziamento e cura. Insomma, in Darksiders troveremo tutto ciò che potremmo aspettarci da un gioco d’azione che si rispetti davvero. E, nonostante l’apparente lentezza del personaggio soprattutto nelle prime fasi, il gameplay sa essere davvero fluido, divertente e appagante, soprattutto nei livelli di difficoltà più elevati. Volendo muovere una critica, potremmo certamente dire che si tratta di un ritmo di gioco che in un action potrebbe non piacere a tutti: il fatto di doversi di tanto in tanto fermare a riflettere, o di dover effettuare lunghe scarpinate (o, più avanti, cavalcate) tra un livello e l’altro, potrebbe scoraggiare chi cerca un’azione più immediata. Ma questo, ovviamente, dipende dai gusti. Nel nostro caso, nonostante siano passati quasi sette anni dalla release originale, anche questa seconda partita non ci siamo annoiati praticamente mai.

Warmastered

Ma veniamo al punto centrale della questione: probabilmente in molti avranno già giocato la piccola perla di Vigil Games qualche anno fa sulle vecchie console o ancora su PC. Considerando che questa versione non offre alcuna novità sostanziale in termini di gameplay, è chiaro che sarà soprattutto il lato tecnico a farvi decidere se vale la pena di investire nuovamente in Darksiders. Dovreste farlo? La risposta è NI, perchè ci sono diversi casi da valutare. Prendiamo ad esempio il caso del sottoscritto: la mia prima partita a Darksiders fu su Xbox 360, a 30 FPS. Il lato tecnico era senza alcun dubbio il lato più debole della produzione, dal momento che il frame rate e la qualità generale nella pulizia di texture e modelli davano una sensazione di “grezzo” ben lontano dagli standard raggiunti da altri titoli simili (God of War su tutti). Ecco, se dopo aver giocato a questa versione avrete la possibilità di mettere le mani sull’edizione PC attuale, ebbene, ne vale assolutamente la pena: innanzitutto si tratta di un titolo piuttosto scalabile, dal momento che abbiamo raggiunto i 1080p/60FPS senza troppi grattacapi anche su una macchina non eccessivamente potente (trovate le specs in fondo). E a tratti sembra davvero di giocare ad un altro gioco, ma per merito soprattutto della fluidità che davvero è essenziale in un titolo d’azione e rende tutto estremamente più godibile. Per chi ne avrà la possibilità, i 4K rappresenteranno un incentivo ancora maggiore, sebbene ovviamente la risoluzione, da sola, non possa fare miracoli. Alcuni elementi, inevitabilmente, talvolta mostrano comunque i loro 7 anni di età, nonostante i numerosissimi piccoli miglioramenti legati soprattutto ai modelli dei personaggi e ad alcuni effetti, acqua in particolare.

Il discorso cambia radicalmente qualora abbiate già giocato all’originale Darksiders su PC. In questo caso il miglioramento non è assolutamente tale da giustificare una nuova partita o un nuovo acquisto, dal momento che le differenze sono davvero impercettibili. E’ apprezzabile come chi possedeva la versione originale su Steam abbia ottenuto un upgrade totalmente gratuito alla versione Warmastered, dato che sarebbe stato totalmente ingiustificato costringere gli utenti ad un nuovo acquisto.

C’è da effettuare una scelta anche per quanto riguarda il comparto audio: la versione Steam permette di scegliere con totale liberta lingua di doppiaggio e sottotitoli. In questo secondo giro, la nostra scelta è ricaduta sull’ottimo doppiaggio originale inglese, davvero ben realizzato e in grado di dare quella marcia in più ai personaggi. Anche il doppiaggio italiano fa comunque un ottimo lavoro, soprattutto nel caso del protagonista doppiato da quel Dario Oppido che molti ricorderanno soprattutto per la voce di Marcus Fenix in Gears of War 1 e 2. L’ottima direzione artistica generale abbraccia anche la colonna sonora, evocativa ed estremamente in linea con i toni degli ambienti e dell’azione. Il prezzo di listino su Steam è di 19.99€, ma è ormai possibile trovarlo a prezzi davvero irrisori (proprio in questi giorni, a 3.99€) e non c’è davvero motivo di lasciarselo scappare per questo prezzo. E’ un’avventura longeva, appagante e originale nel suo gameplay, che merita certamente il terzo capitolo da poco annunciato.

Pro

  • Uno degli action più riusciti degli ultimi anni
  • Colonna sonora e doppiaggio eccellenti
  • Trama e personaggi vali
  • Mischia sapientemente elementi presi da altri giochi
  • Migliorie grafiche evidenti per chi ha giocato le originali versioni console

Contro

  • Chi ha giocato già su PC non troverà differenze
  • Il ritmo di gioco più lento potrebbe non piacere a qualcuno
  • E’ comunque un gioco di 7 anni fa, per quanto invecchiato bene

Versione Testata: PC

Voto: 8.5

Configurazione di prova:

CPU: Intel i3 7100k

RAM: 8GB DDR4

GPU: NVIDIA Geforce 1050ti