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Recensione | Dark Souls 3: The Ringed City

Chiudere in bellezza una saga apprezzata e con moltissimi fan in tutto il mondo non è mai un’impresa semplice, soprattutto quando l’arduo compito spetta ad un DLC. E’ il caso di Dark Souls 3, che con l’espansione “The Ringed City” vede l’ultimo contenuto aggiuntivo giungere sulle nostre console e sui nostri computer. Niente più morte, niente più draghi, niente più trappole: l’astinenza da souls si farà certamente sentire presto. Riuscirà dunque questo DLC a placare la nostra fame di scoperta? O sarà solo un compitino svolto pigramente per fare cassa in vista di progetti futuri? Scopriamolo insieme!

City of rings

4Nel corso di questa saga abbiamo visto ambienti tra i più suggestivi e artisticamente ispirati che si siano mai potuti ammirare in un videogioco. Le ambientazioni, i nemici, le situazioni di gioco: ogni cosa era in grado di parlare da sè, attraverso immagini, suoni e atmosfere. Uno dei luoghi più visivamente impressionanti riguardava proprio la zona di endgame, precedente al boss finale. Davanti ai nostri occhi si mostrava un mondo ormai contorto e distrutto dallo scorrere del tempo: ed è proprio qui che ci recheremo in questo contenuto scaricabile. Sebbene la primissima fase del contenuto faccia più che altro da momento di passaggio, è dopo aver affrontato il primo boss che davvero le cose iniziano ad evolversi. Se “Le Ceneri di Ariandel” non era riuscito ad aggiungere chissà quanto alla criptica trama e alla lore di gioco, temevamo seriamente che anche questo nuovo 5piccolo viaggio potesse lasciarci con l’amaro in bocca. Non è facile riuscire a descrivere ciò che vedremo senza entrare almeno in minima parte nella zona rossa dello spoiler: ciò che possiamo dire è che abbiamo colto moltissimi riferimenti non solo alla trama principale di Dark Souls, ma anche a qualche elemento visto addirittura in Dark Souls 2, che sembrava finora essere quasi stato ignorato. Sicuramente molti di voi riusciranno a cogliere questi riferimenti (occhio in particolare ad alcuni set di armature, e relativi nemici, che incontrerete all’ingresso in città). Quanto alla trama vera e propria, questo DLC riesce a colmare moltissime delle lacune lasciate in sospeso e a spiegare nuovi dettagli della lore. Ovviamente non aspettatevi cutscenes esplicative o files da leggere: come sempre avviene nei souls, la trama è raccontata in modo criptico ed elegante, attraverso dettagli, dialoghi, ritrovamenti e situazioni. Se siete fan e amate i souls anche per questo, qui troverete pane per i vostri denti. Se invece vi è sempre e solo interessato avanzare a fare strage di nemici, beh, va bene lo stesso.

L’ultimo sforzo

2In termini di gameplay abbiamo trovato diversi spunti decisamente interessanti. Affrontando il titolo nel NG++, siamo partiti piuttosto ben equipaggiati riuscendo senza troppa fatica ad affrontare la maggior parte delle insidie presenti. Ma i Souls sono celebri e amati proprio perchè riescono a mettere in difficoltà e a stupire anche i giocatori più esperti. Ma andiamo con ordine: si è discusso parecchio già dai primi trailer dell’eliminazione del danno da caduta nella primissima area del DLC. Grazie ad essa è stato possibile sviluppare considerevolmente l’ambientazione in verticale, sebbene il tutto sia apparso un tantino forzato e non trovi una vera e propria giustificazione. E’ probabilmente anche per questo che la prima area non riesce a convincere. Complice probabilmente anche la lunga pausa da Dark Souls che ci siamo presi in questi mesi, non abbiamo trovato nulla di particolarmente entusiasmante, anche a causa di alcune scelte che, per quanto rappresentino una sfida, tendono semplicemente a rallentare l’incedere del giocatore. E’ il caso di alcuni nemici di sbarramento solo apparentemente invincibili e di qualche scelta di level design non troppo convincente. Ma la musica cambia totalmente nella seconda parte, una volta affrontato e battuto il primo boss. La città ad anelli è uno dei luoghi artisticamente più ispirati fin dai tempi di Irythill. Ricca di pareti illusorie, trappole, sviluppata verticalmente e vasta: c’è davvero tutto di Dark Souls qui. 1Questo vale anche per la necessità di evitare alcuni nemici ricorrendo a ripari, o di scegliere quando affrontare un avversario o quando scappare. Non sarà infatti una passeggiata, anzi: tutto è calcolato in modo da riaccendere quello spirito che ha portato Dark Souls al successo. Siamo dunque certi che, soprattutto i veterani della serie, apprezzeranno questa sezione di gioco che riesce in tutto ciò in cui “Le ceneri di Ariandel” aveva quasi totalmente fallito. La varietà dei nemici, soprattutto, è riuscita a convincerci: essi variano molto non solo come design (in alcuni casi davvero spettacolare) ma anche come pattern di attacco e strategie necessarie per la vittoria. Si tratta davvero di un buon lavoro sotto quest’aspetto. Da sottolineare, inoltre, nuove meccaniche PVP decisamente interessanti: oltre allo scontro tra non morti già presente dal precedente DLC, qui troviamo un nuovo espediente per mettere i giocatori in competizione. Ma si tratta di qualcosa che sarà totalmente inaspettato, molto simile a quanto visto in un determinato boss di Demon’s Souls, e chi siamo noi per rovinarvi la sorpresa?

Arte e frame rate

3E’ ormai quasi superfluo spendere parole su quanto questa saga riesca a proporre un livello artistico assolutamente entusiasmante: dai boss, ai nemici, fino alle ambientazioni. Ma appare purtroppo quasi altrettanto superfluo dover sottolineare come, soprattutto in queste versioni console, il livello tecnico lasci sempre a desiderare. E non parliamo di semplice qualità delle texture e degli sfondi, sempre molto altalenanti ma comunque compensate da scorci artisticamente splendidi. Ma è il frame-rate ad essere la vera croce di chi gioca su console. Probabilmente è anche il mese trascorso su Nioh, a 60 FPS tuonanti, ad aver alterato la nostra percezione, ma è indubbio come il frame rate si attesti per molti tratti anche sotto i 30 fotogrammi al secondo, con cali che talvolta minano la fluidità del sistema di combattimento. A chi non è mai capitato di trovarsi a dare un’asciata in più per un comando partito troppo tardi? A parte questo, sappiamo bene di trovarci di fronte a valori produttivi sempre al top. Dal doppiaggio all’epicità delle musiche, Dark Souls riesce sempre a non deludere e a regalare un’atmosfera densa di mistero ed emozione. E vale sempre la pena immergersi in questo piacere della scoperta, nonostante il frame rate tenti di distrarci da ciò che davvero conta in titoli del genere.

Pro

  • Artisticamente ai massimi livelli
  • Chiude degnamente la saga e risponde ad alcuni quesiti
  • Ambientazione ricca di segreti
  • Buona varietà dei nemici
  • Le nuove modalità pvp sono ben integrate

Contro

  • Il frame rate è sempre ballerino
  • Prima fase del dlc leggermente sottotono
  • Alcune scelte di design non convincono

Versione testata: Xbox One