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Recensione | Chibi-Robo! Zip Lash

Nintendo si sa, può contare sempre e soprattutto sul suo gran quantitativo di mascotte diventate (chi più, chi meno) icone del mondo videoludico: benchè le maggiori “personalità” non abbiano bisogno di alcuna presentazione, è presente anche un certo numero di mascotte secondarie, decisamente meno note, che proseguono da anni la loro avventura sugli scaffali dei negozi di videogiochi. E’ il caso del piccolo Chibi-Robo, che è stato “assemblato” per la prima volta su GameCube nel 2005 con il suo gioco d’esordio, ricevendo critiche decisamente positive: a distanza di 10 anni ci prepariamo ad accompagnare il robot-tuttofare in una nuova avventura su console portatile. Chibi-Robo! Zip Lash, noto in Giappone come なげなわアクション!ぐるぐる!ちびロボ!(Nagenawa Akushon! Guruguru! Chibi Robo! letteralmente “Azione-lazo! Gira gira! Chibi Robo) si presenta come diretto successore del capitolo uscito su Nintendo DS nel 2007 saltando lo spin-off “fotografico”. Vediamo cosa dovremo ripulire questa volta!

TERRA CHIAMA ROBOT!

La trama di Chibi-Robo! Zip Lash ci catapulta direttamente nello spazio per breve tempo: il nostro beniamino metallico sta ripulendo alcune parti di una stazione spaziale quando la sua attezione viene catturata da misteriose navette aliene che volano alla volta del pianeta Terra. L’assistente Telly Vision ci richiama immediatamente all’interno della navetta per comunicarci una tremenda maxresdefaultnotizia: gli alieni stanno saccheggiando la Terra, derubando il pianeta di tutte le sue risorse naturali e condannando l’umanità ad un tragico destino: imbarcati prontamente su un veivolo atto a riportarci sulla Terra, inizieremo la nostra operazione di salvataggio in Oceania, armati di cavo con presa elettrica e pronti ad affrontare la minaccia extraterrestre…senza dimenticarci ovviamente di riciclare i rifiuti.

Com’è lecito aspettarsi da un platform (fino ad un certo punto ma comunque ok) la trama non è nulla di particolarmente esaltante, necessaria solamente per giustificare l’ambientazione e la missione principale di Chibi-Robo: il gioco si propone come un platform a due dimensioni con alcune meccaniche extra legate al “lazo” che Chibi Robo può agitare ed agganciare qui e là per raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Il platform è un genere del quale Nintendo da sempre riesce a far scuola, e questa nuova avventura robotizzata non fa eccezione alla qualità che ci si aspetta da esso: il gioco si rivela fin da subito estremamente godibile, facile da padroneggiare e vario nel gameplay…ma la sensazione svanisce dopo pochi minuti, soprattutto se si è (come il sottoscritto) veterani del platform. La meccanica di utilizzo del lazo è già stata abbondantemente esplorata negli anni ’80 e ’90 da titoli come il celebre Bionic Commando e da altri meno noti come la serie Unihara Kawase, peraltro donando un livello di “agilità percepita” decisamente migliore: Chibi Robo salta e si arrampica ma risulta spesso assai poco agile, dato che le zone preposte all’azione del lazo con presa annessa sono delineate e circoscritte.

Utilizzando i tasti X ed Y potremo lanciare il nostro cavo per spaccare blocchi che impediscono il nostro passaggio, caricare un potente colpo che potrà poi anche rimbalzare sulle pareti per arrivare in zone inaccessibili, oppure roteare il lazo sopra alla nostra testa durante un salto per rallentare la caduta così da controllarne la traiettoria. Le meccaniche di gioco, come dicevano, risultano ben pensate ma implementate in modo mediocre, anche a causa di un level design decisamente poco ispirato che culmina in sezioni quasi soporifere.

TE LA CAVI CON UN CAVO

Ogni mondo di gioco è composto da 6 stage con un boss e c’è molto da collezionare in ogni singolo livello: rifiuti da riciclare, snack da collezionare (di marche esistenti, una sorta di product-placement) e zone segrete da trovare; le meccaniche dei livelli basati sul controllo di veicoli sono invece mediocri, con controlli particolarmente legnosi e ben poco altro da segnalare. Il peggio si Chibi-Robo_Zip_Lashottiene però durante l’utilizzo del Livell-o-tron, una sorta di ruota della fortuna simile a quelle viste in molti party game che, al fronte del risultato ottenuto, ci farà avanzare nella mappa circolare di un determinato numero di caselle costringendoci eventualmente a rigiocare un livello già completato in precedenza: backtracking obbligatorio e ben poco piacevole soprattutto nel caso in cui il giocatore non sia interessato nel completare al 100% le raccolte di oggetti o segreti.

Esteticamente ci troviamo di fronte ad un titolo ben confezionato con uno stile grafico decisamente pulito e funzionale, anche se nulla fa gridare al miracolo: le animazioni sono realizzate con cura ed i vari effetti grafici presenti nei livelli si prestano bene sia all’ambientazione “cartoon” che alle tematiche ambientaliste trattate. A livello sonoro niente di particolare da segnalare se non temi musicali carini, ma comunque senza infamia e senza lode.

Il capitolo Amiibo è decisamente curioso: sebbene il pacchetto completo che comprende sia il gioco che l’amiibo di Chibi Robo sia acquistabile al moderato prezzo di 40 euro, ciò non giustifica la presenza di un mondo sbloccabile esclusivamente tramite l’action figure interattiva. La possibilità di trasformarsi in Super Chibi Robo è legata all’amiibo e questa nuova forma ci permetterà di velocizzare il gioco e di renderlo ulteriormente facilitato grazie ai poteri superiori della versione potenziata del nostro robottino: si sentiva davvero il bisogno di rendere ancor più accessibile un’avventura già facile di suo?

Chibi-Robo! Zip Lash sarà probabilmente, a detta del produttore Kensuke Tanabe, l’ultimo gioco della serie: questo platform poco più che sufficiente non rende giustizia ad una mascotte come Chibi Robo e forse il futuro potrebbe riservare sorprese senza dubbio migliori. Se non siete particolarmente appassionati di giochi di piattaforme, questo titolo non vi farà certamente cambiare idea, ma potrebbe offrire una discreta quantità di divertimento a chi cerca un prodotto semplice e senza troppe pretese, nonostante alcune pecche evidenti.

PRO:

  • Esteticamente pulito e colorato
  • Longevità sopra alla media
  • Tematiche molto “educative”

CONTRO:

  • Decisamente troppo facile
  • Gameplay che fatica a carburare, soprattutto a causa di meccaniche molto vecchie e level design poco incisivo
  • Backtracking eccessivo e fastidioso per il completamento al 100%

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Simone Granata

Simone Granata

Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!

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